Griglie Roventi: campionato di barbecue in spiaggia

Bianca Zito
Di Bianca Zito

 Griglie Roventi, il campionato di barbecue a Jesolo

Ogni volta che si organizza una grigliata tocca sempre a voi sfidare il fuoco a colpi di guantone da forno? Beh, allora vuol dire che l’arte del barbecue ce l’avete davvero nel sangue e che nessuno meglio di voi potrebbe servire in tavola la braciolata perfetta. Ma allora perché non cogliere l’occasione di mettersi in gioco con un vero e proprio campionato del mondo di barbecue per chef dilettanti? A proporlo è Griglie Roventi, uno degli eventi culinari più amati dell’estate, pensato proprio per far divertire tantissimi cuochi non professionisti come voi. L’appuntamento finale è fissato per sabato 19 luglio sulla spiaggia di Jesolo, a nord di Venezia, e durante la gara potrete sfidare i vostri avversari sfoderando tutta la creatività che è in voi. E visto che siamo anche in pieno clima da Mondiali, il tema di Griglie Roventi sarà proprio il pallone. Ai concorrenti verranno proposte delle prove incentrate sul calcio, presentate da due ospiti d’eccezione: Bruno Pizzul e Cristiano Militello. Insomma, se pensate che questa sfida faccia al caso vostro, non esitate ad iscrivervi! E aspettando il grande giorno, allenatevi seguendo le 10 regole consigliate dallo staff di Griglie Roventi per preparare il barbecue perfetto.

SOLO ROBA BUONA - La prima regola del decalogo è: mai usare ingredienti di seconda scelta. E’ vero che, spesso, specie tra ragazzi, si cerca di fare la spesa andando un po’ al risparmio. Ma nel caso del barbecue bisogna cercare di non dare troppa importanza al portafoglio e comprare della carne di buona qualità. Scegliete possibilmente tra i tagli più pregiati (noce, girello o lombata), perché sono quelli che in genere cuociono in tempi brevi e mantengono intatte le proprietà nutritive della carne.

SIATE PAZIENTI - Mettetevi in testa che il barbecue non si fa così su due piedi. Non basta comprare gli ingredienti e metterli direttamente sulla griglia. Prima di dedicarvi alla cottura, infatti, dovete marinare la carne per almeno 6 ore: immergetela in un composto a base di olio, sale, limone e spezie, ma se
siete più audaci potete anche osare con del vino o della birra.

BRACE, LEGNA O GAS? - Su cosa volete cuocere la vostra carne? Sappiate che, a seconda che scegliate tra carbonella, legna o gas, ci sono tempi di preparazione diversi. La prima è sicuramente la più amata dagli italiani (e non solo), perché è facile da trovare, non costa molto e ha tempi di preparazione piuttosto rapidi. Con la legna, invece, ci vorrà un po’ di tempo prima di ottenere la giusta brace e, soprattutto, bisogna stare attenti a scegliere quella giusta: no ai legnami che rilasciano resina o a vecchi rami secchi; sì a vite, ciliegio o faggio. Il gas è riservato a chi vuole cucinare in casa (stando attenti a non dar fuoco anche al divano del salone): in quel caso servirà una griglia, da posizionare almeno su due fornelli per uniformare la cottura.

ALTE TEMPERATURE - 300° gradi è la temperatura che in genere dovrebbe raggiungere il barbecue. Tuttavia, c’è chi preferisce una cottura “diretta”, molto più vicina alla brace, come vuole la buona tradizione italiana della carne al sangue, e chi, invece, preferisce un metodo di preparazione a temperature più basse, tenendo la pietanza lontana dalla fiamma (magari in un barbecue coperto), così da cuocere il taglio in modo uniforme (cottura “indiretta”).

VIA IL FORCHETTONE - I veri chef da barbecue non infilzano la carne, la girano. Questo per evitare che fuoriescano i succhi, utili per lasciare la portata saporita e morbida. NON SIATE FRETTOLOSI - Come direbbero le nonne, ci vuole il tempo che ci vuole. Quindi, se volete che tutto arrivi in tavola nello stesso momento, cominciate col mettere sul fuoco le pietanze che impiegano più tempo a cuocersi, e solo dopo quel che deve rimanere al sangue.

AFFUMICATO SÌ, MA NON TROPPO - Quel delizioso sapore di affumicato che tanto piace ai ragazzi si

ottiene con dei legnetti aromatizzati detti“chunks” o “chips”, che vanno inumiditi e messi nell’area di
cottura per lasciargli esalare il loro fumo. Ma attenzione a non esagerare: potreste rovinare il sapore della carne!

DULCIS IN FUNDO… - A quanti non piace insaporire la carne con delle salse? Si pensi alla famosa “barbecue” per esempio, ottima da mettere un po’ dappertutto a dire il vero. Ma state attenti agli ingredienti: se in questa salsa c’è dello zucchero, meglio non spennellarla mentre la pietanza è in fase di cottura, perché altrimenti si rischia di farle fare la fine del caramello!

GRIGLIA PULITA, BONTA’ GARANTITA - Ricordate di pulire sempre a fondo la griglia. La sporcizia non fa assolutamente bene, neanche se si tratta di cibo residuo. Quindi lavatela due volte: prima della cottura (ricordate di preriscaldarla), infine dopo aver terminato di cucinare. E ungetela al momento di metterci su la carne, magari utilizzando della carta impregnata d’olio o del grasso di pancetta.

CHE VUOL DIRE? - Ora che siete degli chef quasi perfetti, vi manca di conoscere l’origine del termine “Barbecue”: secondo alcuni la parola deriva dal dialetto caraibico Brabacot, secondo altri dal francese “Barbe a queue” cioè “dalla barba alla coda”, nel senso di “intero”, proprio come un tempo si cucinavano gli animali. Vi sentite preparati? Nel frattempo mettetevi alla prova con gli amici, e poi, se avete voglia di volare un po’ più in alto, testate le vostre competenze a Grigliate Roventi!

Bianca Zito

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