Doping: Ivan Basso confessa


«Ivan Basso ha ampiamente ammesso le proprie responsabilità relative all'Operacion Puerto e ha fornito la massima collaborazione per chiarire i fatti relativi al suo coinvolgimento». Lo rende noto il Coni attraverso una nota. Il corridore varesino, ascoltato dalla Procura antidoping mercoledì scorso, oggi è stato nuovamente sentito «su sua spontanea presentazione». Basso è coinvolto nell'Operacion Puerto, l'inchiesta avviata dalla magistratura spagnola su una presunta rete internazionale di doping.
Per la prima volta un ciclista collabora con le autorità competenti e ammette la sua colpevolezza.
La settimana scorsa, il vincitore del Giro d'Italia 2006 aveva rescisso il contratto con la formazione della Discovery Channel. Queste le tappe della vicenda, ricostruita dall’agenzia Dire, che vede coinvolto Ivan Basso:

30 giugno 2006 - Alla vigilia del Tour de France, Ivan Basso, insieme ad altri corridori tra cui il tedesco Jan Ullrich e gli spagnoli Oscar Sevilla e Francisco Mancebo, viene escluso dalla corsa in base al codice etico firmato dalle squadre del ProTour. Il varesino della Csc di Bjarne Riis è coinvolto nell'Operacion Puerto, scattata il 23 maggio a Madrid con l'arresto di cinque persone tra cui il dottor Eufemiano Fuentes e il direttore sportivo Manolo Saiz. L'accusa è di autoemotrasfusione, pratica vietata dalle normative antidoping dal 1985. Il nome di Basso
comparirebbe tra i pazienti di Fuentes: ad accusarlo sarebbero alcune intercettazioni telefoniche, un fax speditogli dallo stesso Fuentes e un conto in Svizzera. Il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, tra i favoriti anche al Tour (era stato secondo nel 2005 alle spalle di Lance Armstrong), viene sospeso dalla sua squadra. Basso si dichiara estraneo alla vicenda.

3 agosto - L'Uci invia le richieste di procedimenti disciplinari alle rispettive federazioni nazionali: quella di Basso perviene al Coni il 3 agosto.

29 agosto - Il caso Basso viene esaminato dalla Procura antidoping del Coni, retta provvisoriamente dall'avvocato Franco Cosenza.

23 settembre - L'inchiesta condotta dagli inquirenti spagnoli è ancora in evoluzione e l'Uci chiede alle federazioni nazionali di attendere per decidere eventuali sanzioni a carico degli atleti di cui sarà provata la colpevolezza.

29 settembre - Basso viene ascoltato dalla Procura antidoping del Coni e presenta due memorie tra cui una che racconta la sua «storia sanitaria».

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9 ottobre
- Gli inquirenti spagnoli che conducono l'Operacion Puerto da Madrid fanno sapere che non ci sono certezze sull'identità dei corridori convolti nell'inchiesta ed affermano che non trasmetteranno alcun documento per aprire procedimenti disciplinari.

12 ottobre
- La Procura antidoping del Coni chiede l'archiviazione per Basso: il ventottenne varesino può tornare alle gare.

18 ottobre - Viene ufficializzato l'addio di Basso alla Csc.

27 ottobre - La Commissione giudicante nazionale della Federciclismo archivia la posizione di Basso.

8 novembre - Viene annunciato l'ingaggio di Basso da parte della Discovery Channel.


8 dicembre
- L'International professional cycling teams, l'organizzazione che riunisce le squadre ciclistiche che prendono parte al ProTour, chiede l'espulsione della Discovery Channel per avere ingaggiato Ivan Basso.

9 dicembre - Da Austin, dove la squadra è in ritiro, arriva la secca replica di Johan Bruyneel, team manager della Discovery: «Ormai sappiamodi avere dei nemici, ma se qualcuno ha deciso di assumere questo atteggiamento nei nostri confronti come una missione, sappia che anche
noi siamo pronti ad andare in fondo».

12 dicembre - A Madrid iniziano le audizioni per l'inchiesta giudiziaria sull'Operacion Puerto. I primi due sentiti come testimoni dal giudice Antonio Serrano sono i corridori Jesus Hernandez e Alberto Contador.

12 dicembre - «Ivan Basso non è il benvenuto al Giro di Danimarca unitamente al suo team Discovery Channel per la scelta di tesserarlo dopo il suo coinvolgimento nell'Operazione Puerto».

Lo si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori della corsa a tappe danese, che si sono detti contrari alla presenza del vincitore del Giro d'Italia 2006. «La squadra statunitense ha fatto una scelta discutibile ingaggiando un corridore la cui posizione è ancora al vaglio dell'inchiesta della magistratura spagnola», si legge sempre nel comunicato.
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26 dicembre - «Basso e Ullrich possono competere dove e quando vogliono, con chi vogliono. Si possono sanzionare solo i corridori la cui colpevolezza sia stata dimostrata e al momento non ci sono motivi per boicottare gli altri. La presunzione d'innocenza è un principio sacro per il Cio e per me a titolo personale». A parlare, dalle colonne del quotidiano belga «Het Laatste News», è Jacques Rogge, presidente del Cio.

12 marzo 2007 - «Contrariamente a quanto previsto in Italia e Francia, all'epoca dei fatti in Spagna non c'era una legge che puniva penalmente le pratiche legate al doping». Con questa motivazione, il
magistrato del tribunale di Madrid, Antonio Serrano, archivia l'Operacion Puerto, l'indagine antidoping nata dalla perquisizione ai danni del medico Eufemiano Fuentes.

15 marzo - La pubblica accusa presenta appello contro l'archiviazione dell'Operacion Puerto. Si chiede, inoltre, che il giudice Serrano indaghi più a fondo sui dati contenuti nei computer sequestrati agli indagati.

20 aprile - «Il Tour de France non vuole ciclisti implicati nell'Operacion Puerto, l'inchiesta spagnola sul doping». Christian Prudhomme, direttore della corsa, dichiara al quotidiano L'Equipe che chiederà alle squadre di non convocare per il Tour i ciclisti coinvolti nell'inchiesta.


24 aprile
- Ivan Basso viene convocato per il 2 maggio dalla procura antidoping del Coni a seguito della riapertura delle indagini relative all'Operacion Puerto.

24 aprile - La Discovery Channel sospende Basso.

30 aprile - Basso rescinde il contratto con la Discovery Channel.

2 maggio - Basso viene ascoltato dalla Procura antidoping del Coni, presieduta da Ettore Torri, per circa due ore: atti secretati e udienza rinviata.

7 maggio - Basso si presenta alla Procura antidoping del Coni e ammette le proprie responsabilità nell'ambito dell'inchiesta Operacion Puerto.

Ora, che ne sarà di Basso? Verrà abbandonato a sé stesso come Pantani? Di sicuro molti appassionati che avevano creduto in Basso e nella sua innocenza, oggi saranno delusi. Il campione dal viso pulito, sì, anche lui ha utilizzato mezzi illeciti per andare forte.
Che credibilità ha oggi il ciclismo? Ce lo chiediamo tutti, però ribadiamo che non si può pensare che punendo i campioni si possano risolvere i problemi. C'è infatti tutto un movimento nel quale il doping è pratica diffusa, con evidenti rischi per la salute e per lo spirito stesso della competizione.
Speriamo che Basso possa ritornare presto in bici e tornare a vincere, in maniera pulita. Sarebbe un bello spot per il ciclismo. Perché tutti possono cadere, l'importante è rialzarsi.

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