Baby saffo, parola d'ordine: trasgressione


Aveva, la fanciulla, il volto incorniciato da una nube bianca, senza per questo assomigliare alla Madonna, anche per via della sigaretta accesa che le penzolava tra le labbra, degli occhi sprofondati in due fessure, della mini inguinale, della sguaiata cadenza dialettale, del luogo maleodorante, il bagno, nel quale arringava le compagne. Luciana, 45enne insegnante di lettere in un liceo di Roma che preferisce lasciare senza nome,si è fermata, non vista, ad ascoltarla, reggendo con fatica una pila malferma di libri che doveva distribuire ai suoi ragazzi,l’etica del Manzoni nei “Promessi sposi”, studio che le sembrò improvvisamente incongruo. La giovane tabagista, 15 anni circa, dissertava, serissima, sulle motivazioni sociali e antropologiche dell’ultima moda: baby saffo. «A me piacciono i maschi. Non sono “lella”. Con le ragazze ci vado per fare qualcosa di diverso. Se fai outing magari diventi anche famosa. Vi ricordate il bacio in diretta tra Madonna e Britney Spears? Come minimo finisci sparata su YouTube. E poi chissà. Guardate Paris Hilton».

NUOVE LOLITE - Luciana si fermò a prendere fiato, non solo per via della fatica. Non che non fosse abituata, da almeno un paio d’anni, a veder scorrere sequenze di questa vorticosa mutazione antropologica delle ragazze. A vederle sempre più spavalde, scomposte, sboccate, smutandate, rumorose, arroganti, maleducate, maliziose come Lolite, oppure dinoccolate come marionette androgine e sgraziate. A sentirle dare del tu a tutti. Provocare, sgarbate, bidelli e professori. Fare a botte, magari anche coi maschi. Talvolta, nel cortile, a ricreazione, mentre sbuccia in un angolo la sua solita mela, Luciana le ascolta, senza farsi notare,«mentre fanno la classifica dei deretani dei ragazzi, o la gara a chi ha collezionato più esperienze sessuali». Capita poi che, un attimo dopo, le stesse giurate di deretani e porno- narratrici si scambino effusioni ambigue, ridacchiando. Lei non si scandalizza. «Mi fa inorridire di più l’omofobia che vedo dilagare nella scuola ». Come denuncia anche il rapporto 2007 di Telefono Azzurro: dilaga il bullismo contro i maschi omossessuali. E al grande rilancio del machismo, in una contorta sinergia, vogliono partecipare anche le donne, varando la formula dell’autosufficienza. Eccole qui, le“mache” baby saffo. Le chiamano anche lesbo-chic. Niente a che fare con l’omosessualità. Piuttosto una specie di nuovo passatempo.

NO SENTIMENTO - Si tratta di ben altro: trend. Lo praticano, in questa chiave, «più di un terzo delle ragazzine tra i dodici e i quindici anni», assicura Federico Bianchi di massmediatico. Omologazione. Tutto come sempre. Spiega Bianchi: «La “macha” lo fa perché fa fico. E’ travolta dai messaggi che indicano l’omossessualità come il regno della trasgressione. Vuole stupire, sentirsi grande, alzare il livello delle esperienze, sperimentare. Misurare il suo potere, anche sessuale ». Potere: antico modello maschile, ora bisex. Così, quel giorno, a scuola, il pensiero di Luciana ha subito un’ulteriore e definitiva evoluzione. Credeva che le donne avrebbero cambiato il mondo, ora non più. Si è convinta che, infine, è stato il mondo a cambiare le donne, e il mondo è di genere maschile. «Forse è il prezzo per la conquista della parità». «Più che di parità, si tratta di dimostrare di poter fare a meno anche dei maschi », spiega Bianchi. Vendetta estrema contro il patriarcato, di cui le ragazzine forse conservano,in assenza di esperienza diretta, una memoria obliqua.

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BABY SAFFO – Ed eccole “rimorchiare” amichette in discoteca, a scuola,nei parchi. Eccole riversare sulle chat una quantità di proposte per incontri occasionali con altre ragazze, che supera di gran lunga quelle ai maschi: «cerco un’amica per fare esperienze», «scrivimi, carina, e sola cerco ragazza per sperimentare dolce compagnia». Eccetera. I maschi? Fanno spallucce, sdrammatizzano, forse per dissimulare un certo disagio da indiscutibile delegittimazione. «Sono in crisi - assicuraBianchi- si sentono aggrediti e sopraffatti, anche per questo preferiscono qualcuno che le ricambi con sicurezza e spirito di iniziativa, che non scappi spaventato». Eccoli in gruppo,gli spaventati,davanti al liceo Dante. Giuseppe, 16 anni: «Massì, li ho visti coi miei occhi, certi giochini tra ragazze. Un bacetto, una palpatina, lo fanno otto su dieci. Ma è solo una moda». Roberto: «Vogliono darsi un tono, essere bisessuali è cool. Ma poi, alla fine, preferiscono noi maschi». Carola li avvolge tutti in un dardeggiante sguardo di disprezzo. «Certo che mi piacciono i maschi. Però mi piacciono anche il calcio, la velocità, bere, fumare, fare a botte. Come a voi. Perché non dovrebbe piacermi una bella donna?». Così la “macha” abbraccia indiscriminatamente ogni modello proposto dal genere opposto. Ci aggiunge, potendo, un po’ del suo. Ma non in senso buono.

NONNISMO - Pratica volentieri, per esempio, un’inedita forma di nonnismo, chiedendo alle compagne prove per aderire al gruppo delle pari,«ma senza il cameratismo tipico dei maschi », spiega Bianchi. Con più perfidia, più cura nello sfregio. Magari trucca od abbiglia le compagne in modo grottesco », e poi le espone in pubblico, mettendole alla gogna. Predatrice, vandala, teppista. Eccole in Rete: Bulla, Bulletta, Mafiosetta, Gangsterina, Pikkolafascista, Kameratina. Neivideocantano“Faccetta Nera” con saluto fascista, si esibiscono in risse e arti marziali, sghignazzano mentre i ragazzi improvvisano uno spogliarello. Nei profili elencano tra i passatempi «schiavizzare», «torturare», «spezzare le ossa». Dispensano consigli su come battersi con i maschi, «ulteriore variabile recente», conferma Bianchi. Su youtube si trova il video di uno scontro tra una ragazza di nero vestita e un ragazzo, che finisce a tappeto. Dai forum dedicati: «ci vuole pochissimo per far male a un uomo», «gli fai sputare i denti con un calcio in c...», «basta una ginocchiata nei gioielli». Regolatevi.

Fine.
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MARIDA LOMBARDO PIJOLA – L'articolo che avete appena letto è stato scritto da Marida Lombardo Pijola per il Messaggero. Si tratta di una giornalista a cui noi di Skuola.net siamo molto legati perché è molto vicina al mondo dei giovani. Autrice del best-seller "Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano Principessa - Storie di bulli, lolite e altri bimbi", libro choc che ha rivelato il mondo segreto dei preadolescenti, oggi è una delle esperte dei fenomeni di società e costume nel mondo degli adolescenti. I suoi articoli ci hanno accompagnato in questa estate 2008.

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