Le nostre auto andranno ad aria?

Cristina Montini
Di Cristina Montini


Popolo della domenica, oggi vi informiamo su una novità tecnologica che potrebbe farvi molto comodo se qualche prof o Ministro dell'istruzione decidese di propinarvi un tema sulla sostenibilià ambientale e sull'ecologia. Dopo qualche anno, infatti, riappare sulla scena mondiale l'auto a aria compressa.

DAL PETROLIO ALL'ARIA - In origine era il petrolio, poi sembrava che la svolta dovesse avvenire con i biocarburanti o l’idrogeno, e invece no. D’ora in avanti le automobili non cammineranno più bruciando combustibili, ma per farle muovere basterà un “soffio d’aria”.

ARRIVA AIRPOD - È questa la novità del momento: la Motor Development International ha lanciato, infatti, un’auto molto ecologica, si chiama “Airpod” ed è alimentata, pensate, ad aria compressa. Un nuovo sistema di alimentazione amico dell’ambiente, perché non produce emissione di Co2, ma amico anche del portafoglio visto che un pieno costa solo 1 euro e si possono percorrere più di 100 km.

CHE MISURE! - La Airpod misura due metri di lunghezza e può raggiungere i 50 km/h, può trasportare tre persone e ha una carrozzeria fatta in vetroresina che la rende ultraleggera. Per il momento la si può vedere “sfrecciare” in prova all'aeroporto di Shiphol, Amsterdam, dove ha sostituito gli ormai comuni mezzi di trasporto elettrici. Ma sembra che presto sarà messa sul mercato e per averla basteranno 3.500 euro. E non solo.

UN FUTURO INCERTO - La società produttrice fa sapere che sta mettendo a punto altri modelli di Airpod, più veloci per arrivare fino ai 90 km/h e a cinque porte, per avere più spazio. Ma per sapere se la tecnologia ad aria compressa sarà realmente il futuro bisogna comunque aspettare. Sebbene sia un’invenzione interessante e c’è già chi immagina che con questo sistema si potranno alimentare anche autobus, taxi e barche, siamo sicuri che sia tutto oro quello che riluce?

DUBBI TECNICI - Non mancano infatti dubbi sull’effettivo funzionamento di quest’auto. C’è chi è scettico e pensa che le compagnie petrolifere faranno di tutto per opporsi ad una simile rivoluzione. E poi c’è chi scuote la testa dal momento che la tecnologia ad aria compressa già era stata introdotta tempo fa, ma senza portare ai successi sperati. Il problema consisterebbe nel fatto che l’aria compressa, nell’espandersi per mettere in moto il motore, vede la sua temperatura abbassarsi bruscamente e sul motore si formerebbe una patina di ghiaccio che comprometterebbe il funzionamento delle parti meccaniche e quindi dell’auto stessa.

E L'ARIA COMPRESSA CHI LA FA? - Chiaramente non vedremo mai quelle scene da spiaggia, con schiere di papà che si prodigano a gonfiare canotti & affini con quelle diaboliche pompe a piede. L'aria viene immagazzinata ad altissima pressione nei serbatoi attraverso compressori industriali che funzionano ad energia elettrica. E chi la fa l'energia? Le centrali. E da quali fonti proviene? Ritorniamo, nella stragrande maggioranza dei casi, al petrolio, carbone, gas o altre fonti non rinnovabili. E' lo stesso problema delle auto elettriche: non inquinano, però qualcuno la deve pur produrre questa energia. E se essa viene dal petrolio, diciamo che alla fin fine il problema non si risolve ma si sposta: si produce inquinamento dove sono le centrali elettriche e non nel luogo dove vengono usati i mezzi di trasporto. La soluzione finale, quindi, sarà sempre e comunque quella di trovare soluzioni alternative (eolico, solare, idroelettrico, nucleare di nuova generazione) per produrre energia elettrica in modo più pulito e rinnovabile possibile.

Però guardatela, non vi sembra proprio bellina?

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