Niente alcol per gli under 16 a Milano

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Ieri, 20 luglio, è entrata in vigore a Milano la tanto discussa ordinanza anti-alcol varata dal sindaco Letizia Moratti, provvedimento che prevede sanzioni per i minori di 16 anni sorpresi a consumare bevande alcoliche. E il resto delle città italiane si chiede se valga la pena imitare l’iniziativa.

MILANO VUOLE PROTEGGERE I MINORI - Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è andata fino in fondo: decisa ad arginare il fenomeno dell’abuso di alcol tra i giovanissimi, ha predisposto un provvedimento esemplare, unico in Italia, con lo scopo di, afferma proprio la Moratti “lanciare un messaggio ai giovani e alle famiglie. Ai primi vogliamo ricordare che l'alcol fa male, alle famiglie che le istituzioni non le lasciano sole nell'educazione dei figli”. La misura appena entrata in vigore a Milano, quindi, si propone come uno strumento “educativo” anziché punitivo.

ECCO IL DIVIETO - Ma cosa prevede, nello specifico, l’ordinanza? Con questa disposizione viene stabilito il divieto di vendita, somministrazione, consumo, detenzione e cessione gratuita, in luoghi aperti al pubblico o in pubblico, di alcolici di qualunque gradazione a minori di 16 anni. Per cui, se da una parte, baristi e gestori di locali saranno sanzionati se beccati a vendere alcolici ai più piccoli, dall’altra, gli under 16 vedranno recapitarsi direttamente a casa la multa che notifica ai genitori il comportamento scorretto e pericoloso dei loro figli. 450 euro, che diventeranno 500 se la multa non viene pagata entro cinque giorni: a tanto ammonta la “sanzione-spia” che Vigili, Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza faranno ai “trasgressori” milanesi.

I SOSTENITORI - L’iniziativa intanto sembra accogliere numerosi consensi da più parti. A Bergamo, Ravenna e Ancona già c’è chi si dice favorevole a discutere su una possibile applicazione del provvedimento anche nel loro comune. E, a livello nazionale, l’UdC ha deciso di presentare una proposta di legge per contrastare il consumo di alcolici agli under 16 di tutta Italia.

GLI SCETTICI - Brescia, invece, sembra essere orientata verso soluzioni alternative: si parla piuttosto di introdurre steward con il compito di “mediatori” tra ragazzi e baristi nei luoghi e locali più frequentati della città. Ma i dubbi sull’effettiva efficacia di questa ordinanza derivano soprattutto dai già individuati punti deboli con cui la norma è stata formulata. Innanzitutto, per ora, il provvedimento è valido solo nel comune di Milano, mentre in quelli limitrofi i minori di 16 anni non hanno problemi a procurarsi le bevande proibite. Questo il motivo che pare aver spinto il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, ad invitare i 138 sindaci Comuni della Provincia di Milano, a adottare anch’essi l’ordinanza meneghina.

PUNTI DEBOLI - Altro tallone d’Achille del provvedimento sarebbe poi il fatto che non è stato previsto alcun divieto per il ragazzo all’uscita di un supermercato o di un alimentari con una bottiglia di birra o di vodka nel sacchetto della spesa.

UN DIVIETO EFFICACE? - Effettivamente il fenomeno dell’abuso di alcol tra adolescenti e giovanissimi presenta un problema serio che necessita di misure adeguate per essere arginato, ma voi pensate che un provvedimento di questo tipo possa aiutare a contrastare il problema? O vietare non farebbe altro che aumentare il desiderio di trasgredire, tanto poi una birra a casa o attraverso degli amici più grandi si riesce sempre a rimediarla?

Raccontateci allora cosa pensate di questa iniziativa milanese commentando la news!

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