13 videogiochi che hanno fatto la storia

Mika
Di Mika


Ne hanno fatta di strada dai tempi del monocromatico e dei 2 MHz. Ognuno ha i suoi preferiti; ma quali sono quei giochi che hanno segnato la storia del genere, quelli che hanno generato schiere di sequel e cloni? Quelli senza i quali non sappiamo dove saremmo adesso, quelli dopo i quali "il mondo non è più stato lo stesso"? In ordine strettamente cronologico, preparatevi a un tuffo nel passato... Siete pronti? Sicuri? Bene, incominciamo! Ready go!

PONG (Atari, 1972)

Non è il primo videogioco come molti erroneamente credono (un onore che spetta allo sconosciuto Computer Space), ma PONG ha comunque il merito di essere il primo gioco che abbia ricevuto un successo commerciale rilevante. In un'epoca in cui i computer occupavano stanze intere, la Atari creò questa semplice simulazione di ping-pong, riuscendo a farla entrare in macchine di dimensioni relativamente ridotte grazie ad una grafica limitata all'essenziale.

Con milioni di giocatori e macchine che spesso si inceppavano a causa delle troppe monetine inserite, PONG contribuì a dare ai videogiochi un posto legittimo nella cultura di massa, e il resto, come si dice, è storia.

Space Invaders (Taito, 1978)

L'antesignano di tutto ciò che è shoot 'em up, Space Invaders fu un successo senza precedenti, con ricavi nell'ordine delle centinaia di milioni di dollari e giocatori tanto incalliti da causare una carenza di monete in Giappone, al punto da costringere il governo a quadruplicare la produzione di Yen. Space Invaders fu anche il primo gioco ad introdurre il concetto delle "tre vite", diventato un caposaldo di molti generi: in precedenza, la partita finiva inevitabilmente allo scadere di un certo tempo limite. Space Invaders invece consentiva di continuare a giocare sfruttando la propria abilità.

Pac-Man (Namco, 1979)

Il primo vero eroe della storia dei videogiochi non è un cavaliere dall'armatura splendente, né un agente segreto alla James Bond, né un avventuriero senza paura. No, il primo vero eroe della storia dei videogiochi è una pallina gialla mangia-pixel. Pac-Man divenne in tempo brevissimo un'icona del genere, la prima della storia. Negli anni '80 era letteralmente ovunque: c'erano canzoni, cereali, cartoni animati, perfino automobili di Pac-Man. Nessuno credeva che i videogiochi potessero diventare dei veri e propri fenomeni culturali di massa; Pac-Man dimostrò il contrario.

Tetris (Alexey Pajitnov, 1984)

Sviluppato privatamente da Pajitnov durante il suo lavoro all'Accademia delle Scienze dell'URSS, Tetris è la dimostrazione che le idee migliori sono le più semplici. Il gioco, capostipite dei puzzle game, è stato convertito in centinaia di versioni per quasi tutti i sistemi conosciuti (inclusi PDA, cellulari e calcolatrici), ma è la celeberrima versione del 1989 per Game Boy ad averlo reso uno dei giochi più famosi di tutti i tempi.

Super Mario Bros. (Nintendo, 1985)

A metà anni '80 Nintendo sembrava avere il mondo in pugno. Il NES fu la prima console ad avere un successo veramente globale, e ogni titolo che la casa giapponese pubblicava sembrava cambiare radicalmente ciò che era il mondo dei videogiochi. Mario è indubbiamente uno dei due titoli più influenti della grande N, che risollevò il settore dalla crisi dell'83, e contribuì a rendere leggendario il nome di Shigeru Miyamoto. Costantemente in cima alle liste dei migliori giochi di tutti i tempi, Mario con l'introduzione di salti e schermate scorrevoli divenne il platform per eccellenza, il gioco più venduto di tutti i tempi, e diede vita ad uno dei personaggi più celebri di qualsiasi medium, oltre che ad una serie infinita di sequel.
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The Legend of Zelda (Nintendo, 1986)

L'altra grande franchigia della Nintendo, anch'essa legata a una serie di successi unica. Il primo Zelda offriva un vasto mondo da esplorare, un arsenale di oggetti, armi e potenziamenti, e soprattutto la possibilità di salvare i propri progressi su un chip speciale installato nella cartuccia. Questa innovazione diede la possibilità di creare un gioco di dimensioni mai viste, e fu un elemento chiave nel successivo sviluppo del mercato degli RPG. Incorporando elementi di azione, avventura, puzzle e RPG, Zelda divenne presto uno dei titoli più amati di tutti i tempi. Ogni nuovo titolo della saga è puntualmente uno dei più attesi del momento. Ad oggi, la Nintendo è l'unica casa che può permettersi di condurre la guerra delle console alle proprie regole, proprio grazie alla forza dei suoi titoli di punta.

Final Fantasy (Square, 1987)

Nel 1987 la giovane Square Co. era sull'orlo della bancarotta. Uno dei co-fondatori, l'allora sconosciuto Hironobu Sakaguchi, decise che il suo ultimo ("final") gioco sarebbe stato un "fantasy".
Lungi dall'essere il canto del cigno, Final Fantasy non solo salvò la Square, ma divenne un successo enorme, dando inizio a quella che sarebbe diventata una saga leggendaria. Insieme a Dragon Quest della Enix contribuì a creare il modello per gli RPG a turni (i cosiddetti RPG "alla giapponese") e a renderlo uno dei generi più amati. Negli anni la saga (che è arrivata al dodicesimo capitolo su PS2, senza contare i vari spin-off) si è consacrata come la più amata dai fan di tutto il mondo, con trame epiche, personaggi sempre più realistici, grafica superiore e sistemi di gioco coinvolgenti.

Civilization (Microprose, 1991)

Il capolavoro di Sid Meier, Civilization fu un vero pioniere per i giochi di strategia. Mentre i primi esponenti del genere, come SimCity, offrivano semplicemente un'ambientazione più o meno atemporale e qualche catastrofe naturale come gli unici "nemici", Civilization proiettava il giocatore in un preciso periodo storico, alla testa di un piccolo regno, con l'obiettivo di diventare l'impero più potente del pianeta. Guerra, alleanze, scoperte scientifiche e avanzamenti politico-sociali erano solo alcuni degli strumenti con cui imporre la propria egemonia. Con vari sequel e aggiornamenti pubblicati nell'arco degli ultimi 15 anni, Civilization è diventata una delle serie più amate dai possessori di PC.

Street Fighter II (Capcom, 1991)

Cos'erano i giochi di combattimento prima di Street Fighter II? C'era l'oscuro Warrior, e il legnosissimo Pro Wrestling. Il gioco della Capcom fu un vero e proprio Big Bang per il genere: una rosa di otto lottatori più quattro boss finali, ciascuno con i suoi punti di forza e le sue debolezze, che richiamavano diversi stereotipi del cinema di arti marziali (il vagabondo solitario, il militare americano, il signore della guerra); un arsenale di mosse spettacolari e una giocabilità eccelsa; e soprattutto il sistema delle combo, nato da un errore di programmazione e diventato il motivo per cui milioni di giocatori iniziarono ad affollare le sale giochi. Gioco dell'anno nel '91 e nel '92 (con la versione Champion Edition), SFII è l'emblema di un'era.

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Doom (id Software, 1993)

Wolfenstein 3D è stato il primo FPS della storia, ma è Doom che ha consacrato il genere come uno dei più amati dando ai possessori di console un motivo per invidiare i giocatori PC. Doom è la pietra miliare di un genere che è rimasto sostanzialmente invariato fino ad oggi: armi, chiavi, eserciti di nemici, boss cattivissimi e vagonate di ultraviolenza digitale. E, dulcis in fundo, una modalità deathmatch che ha cambiato per sempre il modo di intendere il multiplayer.

Resident Evil (Capcom, 1996)

Nel 1996 il mondo dei giochi per console era ancora popolato quasi esclusivamente da personaggi dall'aria fumettosa e allegra. Resident Evil prese questo mondo e lo tinse di rosso sangue. Prendendo a modello la serie di Alone in the Dark e i film di George Romero, Resident Evil fu il primo gioco ad essere definito "survival horror": l'eroe è intrappolato in una casa infestata da ogni genere di mostruosità, con poche vie d'uscita e ancor meno munizioni. Una delle prime esperienze veramente cinematiche del mondo dei videogiochi, capace di far saltare sulla sedia qualunque giocatore.

Grand Theft Auto (DMA Design, 1997)

A poco a poco i giocatori si stancarono della figura classica dell'eroe positivo. Vari giochi a partire dall'inizio degli anni '90 tentarono di introdurre protagonisti tormentati ed antieroici, perfino malvagi. Carmageddon fu il primo ad offrire violenza efferata contro innocenti, ma GTA rappresentò la vera svolta. Nei panni di un piccolo delinquente di periferia, il giocatore doveva cercare di scalare i ranghi delle più potenti famiglie del crimine svolgendo varie missioni. Furti, assassinii e rapine erano all'ordine del giorno, e nemmeno gli sventurati passanti erano al sicuro. Con città enormi da esplorare e un sistema di controllo intuitivo, GTA spianò la strada ad intere generazioni di giochi controversi e politically incorrect, a partire dai suoi stessi sequel.

Metal Gear Solid (Konami, 1998)

Un'opera d'arte dal genio di Hideo Kojima. MGS diede nuova vita alla vecchia saga di Metal Gear e divenne, a detta di molti, il miglior gioco mai uscito per Playstation. Oltre agli altissimi valori di produzione e al sistema di gioco, MGS elevò i videogiochi a livelli mai visti per quanto riguarda le scene di intermezzo e la trama. Con doppiatori professionisti, una sceneggiatura stupefacente e animazioni di livello eccelso, MGS a tratti sembrava quasi una produzione hollywoodiana, al punto da superare per realismo perfino molti giochi della generazione attuale.
Per non parlare, ovviamente, dell'ondata di giochi "stealth" che si misero sulla sua scia. Splinter Cell, Hitman, Thief - nessuno di questi esisterebbe se non fosse per questo capolavoro.

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