Latino a settembre? Ecco come (provare a) evitarlo

Sole, mare, relax… Molti studenti sono, comprensibilmente, con la testa già alle vacanze estive, ma, prima di potersi davvero concedere una pausa, manca ancora un po’. Le settimane che ci separano dalla fine dell’anno scolastico, infatti, sono decisive: compiti e interrogazioni costellano le pagine del diario e per chi si barcamena tra il cinque e il sei è vietato sbagliare, pena il rischio di dover portare i libri sotto l’ombrellone.
Tra le discipline che in tanti devono rimediare nello sprint finale, c’è senza dubbio il latino. Profondamente odiato da molti liceali, per qualcuno è praticamente una lingua criptata, ma come orientarsi tra declinazioni e coniugazioni? Ecco qualche semplice consiglio per ottenere una traduzione (più o meno) sensata.

IMPARATE LE DECLINAZIONI (non storcete il naso, non è così scontato): le declinazioni sono l’abbiccì del latino, pretendere di tradurre una versione senza saperle è come voler iniziare una partita a Candy Crush senza vite o voler guidare senza avere idea di qual è il freno e quale la frizione. Prima di aprire il dizionario, dovete conoscerle meglio delle vostre tasche, dovete essere ferrati al punto che se vedete le rose della vicina, cominciate a borbottare « rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa ».

Come evitare la bocciatura? Ecco la soluzione!

STUDIATE REGOLARMENTE LA GRAMMATICA: il vostro scopo è ottenere, metaforicamente parlando, una casa che si regga in piedi, e ciò è possibile soltanto se le fondamenta sono solide. Ovvero se avete gradualmente aggiunto alle declinazioni le altre regole grammaticali. Se non lo avete fatto e le vostre conoscenze assomigliano all’Emmentaler, vi conviene mettervi sotto con uno studio sistematico e regolare. La classica scorpacciata di nozioni il giorno prima del compito non vi varrà la sufficienza.

NON FERMATEVI AL PRIMO SIGNIFICATO: le parole latine, e in particolare i verbi, spesso hanno numerose valenze diverse e quasi mai la prima è quella giusta. Dunque non siate pigri e scorrete fino in fondo le colonne del dizionario (leggete pure gli esempi: non sono lì per caso), altrimenti nella vostra versione potrebbe succedere proprio di tutto.

NON LAVORATE DI FANTASIA: è arrivato il momento fatidico. Avete cercato il significato delle varie parti del discorso e ora dovete ricostruire la frase. Per riuscirci, seguite ALLA LETTERA il testo e basatevi non tanto su ciò che vi sembra che l’autore voglia dire (non siete nella testa di Livio o Cicerone, per fortuna), quanto sui casi. Un genitivo non può diventare accusativo perché « sennò non torna »: l’interpretazione personale non è richiesta, per quella esistono i commentatori.
Nell’accordare i termini, ricordatevi che il genitivo solitamente precede il nome a cui si riferisce (almeno in prosa), che l’ablativo può esprimere tanti complementi differenti, in base al contesto, e che alcuni verbi reggono solo l’accusativo o il dativo.

NON FORZATE LA FRASE: avete abbozzato una prima traduzione e, situazione tipica, vi pare assolutamente priva di senso, così decidete di ripartire. Bene: sbagliato. Se avete rispettato i casi, gli errori non possono essere troppi, quindi, invece di iniziare a spostare parole a casaccio, controllate se avete scelto i significati giusti o se avete attribuito correttamente gli aggettivi ai rispettivi nomi. In ogni caso, non cercate di piegare la frase al vostro volere, perché in sostanza il latino è come un puzzle: non potete rompere o deformare i pezzi per creare la prima immagine che vi è venuta in mente.

Detto questo, in bocca al lupo a tutti coloro che devono recuperare latino. Che la buona sorte sia sempre dalla vostra parte.

Sara

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