Intervista a Michael Rocchetti: tutto sui fumetti di Maicol & Mirco

Maicol & Mirco sono gli autori de Gli Scarabocchi. Un dramma quotidiano che trovate su Facebook.
Sono usciti vari libri legati a "Gli scarabocchi di maicol&mirco": l'ultimo si intitola IL PAPÀ DI DIO (Bao Publishing, gennaio 2017).
Hanno fatto anche un libro per bambini, si chiama PALLA ROSSA E PALLA BLU (Bao Publishing, giugno 2016)
Maicol & Mirco fanno fumetti dalle scuole medie.
Sono amici per la pelle.
Le persone invidiose dicono che Mirco non esiste.
Ma non sanno che i fumetti fanno esistere chiunque.


Con “gli scarabocchi”, il vostro linguaggio semplice ed ironico nasconde una profonda attenzione per le tematiche più delicate e sensibili della contemporaneità, come la religione e l’esistenza stessa dell’umanità. Come nasce il desiderio di affrontare temi di questo tipo?
"Nei nostri fumetti siamo coraggiosi. A differenza che nella realtà".


“Palla Rossa e Palla Blu”. Quanto lavoro c’è dietro lo studio di un mondo così importante come quello dell’infanzia
"Beh il lavoro grosso l'abbiamo fatto da piccoli. Crescendo abbiamo solo imparato la grammatica. Raccontiamo l'infanzia come bimbi ma con la giusta punteggiatura".


Come nasce il sodalizio artistico di Maicol&Mirco?
"Come quello che raccontiamo tra Dio e Satana ne "il papà di Dio". Lì lo spieghiamo proprio bene".


Grazie ad Internet e, soprattutto i social network, sei potuto entrare a contatto con“un campione” dei tuoi lettori. Com’è stato l’impatto?
"Doloroso. Come ogni crescita impone".


Quali autori ti hanno sempre ispirato e quali segui con particolare interesse, oggi?
"Una volta ti avremmo risposto "quelli che non ci annoiano". Ma oggi ci tocca dire: "quelli che non si annoiano a raccontare". L'attuale panorama fumettistico ne è intriso di questi dannosi figuri".


Come sai, questa intervista sarà pubblicata su Skuola.net, network che si dedica appunto alla scuola e all’informazione per i ragazzi che ancora si cimentano col mondo dell’Istruzione. Il Maicol adolescente e studente com’era a scuola? Eri uno studente modello? E come passavi le giornate, scolastiche e non. Cosa sognavi di realizzare?
"Riassumiamo con un nostro scarabocchio: "RAGAZZI STUDIATE! MA PER L'AMOR DI DIO NON ANDATE A SCUOLA!" Aggiungiamo: abbiamo bisogno di gente colta. Non istruita".


Cosa pensi dell’attuale situazione in Italia, e cosa si potrebbe fare per migliorare davvero l’istruzione e la formazione?
"Abbiamo un sogno: disperdere il Popolo Italiano. Diluirlo nel mondo. Gli italiani sono bravissime persone ma non possono vivere tutti assieme. Sono come ragazzini. Non possono vivere da soli. Ogni nazione si prenda la sua quota di italiani. E trasformiamo la nostra bella Italia in un bel Museo a cielo aperto disabitato".


La corrente di pensiero “imparare divertendosi”, può essere un valido sistema? E se si, come si potrebbe inserire in questo contesto l’arte del fumetto?
"L'apprendimento passa sempre e solo attraverso il divertimento. La noia e il sacrificio sono retaggio di antichi professori incapaci. Vaffanculo Vittorio Alfieri! Se proprio bisogna legarsi per studiare che ci si leghi al sellino di una moto, non a una scrivania".


Ci potresti accennare qualcosa sul “papà di Dio”, ad esempio, se ti aspettavi questo successo e, soprattutto, come è nata l’idea?
"Il papà di Dio è un'opera che abbiamo messo su carta ma che non ci appartiene. Non saremmo in grado di scrivere un'opera così maestosa. Qualcuno ce l'ha spifferata nel cervello. Non sappiamo chi, ma noi siamo solo stati dei tramiti. Come per ogni Classico".


Prossimo progetto?
"Nel prossimo libro si scende all'inferno. Preparate i panini".


Ringraziamo maicol&mirco della disponibilità

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