I Miei Anni 80: il libro dei ricordi che te li farà rivivere

Mirco Delle Cese
Di Mirco Delle Cese

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cartoni animati

Quello che ho sempre pensato è che i ricordi spesso devono rimanere tali. Quante volte è capitato di rivedere un film o un telefilm che magari da ragazzino hai amato tantissimo e che invece da grande rivedendolo non ti ha trasmesso più niente? O peggio, rincontrare quell’amore adolescente, trovarlo cambiato, da non piacerti più neanche un minimo fisicamente, e rimanerne così deluso da rovinarne anche il ricordo? Questi sono solo alcuni degli esempi di come solo grazie al cuore e alla mente il ricordo può riuscire a mantenere quella magia delle sensazioni, certo miste al nostalgico, vissute nel passato. È impossibile rivivere una prima esperienza, proprio perché ne manca la meraviglia della prima volta. Ecco, la chiave è la rievocazione. Può avvenire grazie ad un luogo, ad un profumo, ad una canzone o ad un’immagine. Sono tante le situazioni che possono aiutare la rievocazione di un piacevole ricordo. Noi abbiamo provato a farlo tramite questo libro. Un’opera dedicata alla generazione di chi ha vissuto gli anni ‘80 vivendo appunto tante “prime esperienze”! Abbiamo cercato di raccogliere tutte le emozioni dell’epoca e, smuovendo soprattutto qualche sorriso, abbiamo avuto l’intento di spiegare il favoloso decennio anche a chi se l’è perso… certo non è impresa facile, ed è per questo che il lavoro è il più possibile descrittivo!

L’opera di antologia del decennio che abbiamo provato a realizzare è divisa in due volumi, proprio per cercare di inserire tutti gli argomenti possibili. Ci siamo messi a totale disposizione di un obiettivo, quello di avere tanti contributi, tante testimonianze e diversificare (con racconti, schede, immagini, numeri, disegni originali, foto, interviste, articoli) raccontando il decennio della nostra (di tutti i quarantenni di oggi) adolescenza, guardandolo non solo con occhi pieni di affetto ma cercando approfondimenti e analisi più oneste e più consapevoli.

Trama


La parola che più di tutte potremmo usare per sintetizzare gli anni ottanta è sicuramente: cambiamento.
Nuovo boom economico (o presunto tale), anni di elevato consumismo, sdoganamento delle tv private, invasione dei film americani e dei cartoni giapponesi, crollo delle tensioni sociali e dei grandi ideali giovanili. Anni divertenti, del ritorno dei colori, della fantasia e della creatività (nella Moda anche troppo), forse un po’ volgari, ma molto spensierati.
Dieci anni che hanno cambiato il mondo. La loro è stata una dolce rivoluzione, momenti straordinari, difficili e prodigiosi. Tutto si trasforma, tutto si modifica. La politica e il lavoro, la tecnica e la scienza, lo sport e lo spettacolo e, soprattutto in Italia, il calcio.
E le parole, la televisione, gli eventi, le mode? Un decennio con tre anni bisestili, il più lungo del secolo, pieno di storie, di uomini e prodezze. In quella tornata di anni nasce di tutto, o quasi.
Il cubo di Rubik, la cultura Pop, l’evoluzione dell’elettronica e della tecnologia. L’era digitale, il computer Commodore 64, il genio di Steve Jobs e la sua mela. I videogames, gli Hackers, l’informatica alternativa e quella di consumo. Il telefonino commerciale motorola: il Tac 8000X, primo prezzo quattro mila dollari. E poi la cultura dell’immagine, il fitness, le diete, le creme maschili per il viso. Perfino i gelati affrontano un restyling. Nasce il Calippo.
A portata di mano, illusione o realtà, c’è per tutti il Benessere.
Si passa dalla tv in bianco e nero a quella a colori, si diffondono i videoregistratori. Irrompe il CD. Il boom del piccolo schermo con i suoi telequiz, talk show, serie tv e cartoni animati. Giovani e meno si sintonizzano a vedere Drive In con Carmen Russo, Lori Del Santo e le ragazze Fast Food, mamme delle Veline. Oppure su canale 5, con TeleMike di Mike Bongiorno, re dei doppi sensi. Ci sono le concorrenti che si presentano pure sulla storia della letteratura erotica.
E si assiste a truffe in diretta: Mike ne “coglie” una con i foglietti nel reggiseno. Pianti e vergogna. Tutto è possibile.
Cambia il nostro modo di vivere, cambiano le parole, ma queste cambiano sempre e cambiando segnano e consegnano le cose alla loro storicità.
L’Impero del male, cioè l’U.R.S.S., secondo Reagan. Gorby e Perestroyka, Gorbaciov e la sua politica. Papamobile, entrata in funzione dopo l’attentato a Giovanni Paolo II. Solidarnosc, sindacato polacco. Piduista, da iscritto alla loggia P2. Ecstasy e Narco, la droga e i suoi spacciatori. Chernobyl e nanocurie, la tragedia della centrale nucleare. Poi i paninari, i vu’ cumprà, i separati in casa (espressione lanciata da Riccardo Pazzaglia a Quelli della Notte, trasmissione cult di Renzo Arbore).
Nello sport si affermano Big Ben (Ben Johnson), il figlio del vento (Carl Lewis), i fratelloni (Carmine e Giuseppe Abbagnale), Pablito (Paolo Rossi), il Professore (Alain Prost), Tomba la Bomba (Alberto Tomba), il Pibe de Oro (Diego Armando Maradona), il Divino (Falcao), Sua emittenza (Berlusconi).

Al primo volume, dove comunque non manca la parte dedicata all’intrattenimento, abbiamo cercato di dare un tono più impegnato, data la presenza del capitolo di cronaca, mentre nel secondo è raccolta la parte un po’ più leggera e divertente, dedicata quasi esclusivamente ai ragazzi dell’epoca. In breve, se anche tu per il compleanno ricevevi una macchinina della Burago scala 1:18 o al più un 33 giri del Festivalbar, e per la comunione una bella penna Aurora placcata oro e un Atlante geografico della DeAgostini… e ancora… se anche tu avevi le giornate di 48 ore perché, finita la scuola, un pranzo veloce, Magnum P.I., bar sotto casa per Bomb Jack, partita di pallone con gli amici per strada, merenda con pane e nutella davanti a Lupin, catechismo, compiti svolti di sera, cartone animato prima di cena togliendo parte del Tg al Babbo, cena e film di Rocky in tv, il tutto maneggiando He-man contro Skeletor, seguito dalla lettura di Topolino, ascoltando nel walkman la cassetta degli ultimi successi registrati dalla radio prima di addormentarsi; con “I miei Anni ’80” avrai in mano il libro giusto. Un Diario illustrato che nasce quale esigenza interiore di organizzare e collocare un insieme di immagini e parole riguardanti quel periodo, per me fantastico.

Uno scrigno magico che grazie alla memoria porta a recuperare emozioni e sensazioni dell’epoca. Si è provato ad inserire tutto (ovviamente l’obiettività è sopravvalutata) e, fosse stato possibile, avremmo inserito anche odori e sapori…
chissà, magari nel 2080 sarà possibile farlo!

Mirco delle Cese

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