Anche alle piante piace la musica: la conferma arriva da Bergamo

© prof. Nunzio Romano


BERGAMO, LOMBARDIA. Ne hanno parlato un po’ ovunque; l’allevamento di chiocciole di Cascina Maldossetto , Marengo (Bergamo), il quale sorge su una superficie di 15 000 m², è senza dubbio destinato a rimanere nella storia degli allevamenti. Il motivo? In questo luogo la elicicoltura è praticata secondo un metodo nuovo e originale: unico al mondo, a suon di musica classica. L’ideatore di questa innovazione, il biologo già docente Nunzio Romano (divulgatore scientifico noto, autore di una fortunata serie di testi scolastici, siciliano d’origine, bergamasco d’adozione), si dice profondamente convinto degli effetti benefici che il genere musicale precedentemente nominato offre prima che alle chiocciole, ai vegetali di cui si nutrono gli animali ospitati.



La foto sovrastante è tratta dal sito web dell'allevamento.


– Gli effetti rilassanti della musica classica erano noti ai più – spiega Romano. – Dunque, verso la fine del 2015, nacque in me l’idea di coniugare musica e biologia: gli effetti ottenuti, oggi, sono quelli desiderati – aggiunge orgogliosamente. – All’interno del mio allevamento, ogni giorno, lavoriamo seguendo un preciso procedurale, dal rigore scientifico – puntualizza. In effetti, come mi spiega lui stesso, la costruzione dell’azienda agricola è stata un esperimento, desideroso – suppongo – di contribuire in qualche modo alla ricerca scientifica circa i vegetali e il loro comportamento. Sì, perché l’esperimento condotto da Nunzio Romano prima che alle simpatiche chiocciole si rivolge alle piante di cui esse si nutrono (come precedentemente affermato).

Una cosa che noto è il fatto che tutto ciò che compie, sia basato su studi e non su dicerie: basti pensare ad alcuni studi condotti dal professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze: “Le onde sonore non sono altro che vibrazioni a cui le piante sono sensibili. Gradiscono soprattutto onde con una bassa frequenza, sotto i mille Hertz.” Le piante sono dotate di canali ionici sulla superficie delle loro cellule. “Una sorta di pori. Le onde sonore causano una maggiore variazione nell’ apertura e nella chiusura dei pori. Le piante reagiscono in questo modo alle vibrazioni.”


Sappiamo che il protoplasma della materia vivente di tutte le cellule animali e vegetali sono sempre in uno stato di movimento continuo. Le vibrazioni raccolte dalle piante potranno accelerare questo movimento del protoplasma nelle cellule. Tale stimolazione influenzerà tutto il sistema e ciò potrà migliorare la 'performance' dei vegetali come la produzione di nutrienti che renderanno tali piante forti e rigogliose.


Immagine tratta da Docplayer.

- La parte più difficile venne quando dovetti realizzare le casse, l’impianto ‘acustico’, con le quali trasmettere la musica – ricorda l’Uomo. – In quella circostanza difficile fu fondamentale l’aiuto di Maurizio Procopio, abile tecnico del suono, che intendo ringraziare – ammette il divulgatore.

Tra le teorie che hanno cercato di spiegare la correlazione tra musica classica, animali e piante, una delle più affascinanti è sicuramente quella che chiama in causa il matematico Fibonacci (Leonardo Pisano) e la sua sequenza di numeri naturali. Sarebbe questa serie, in cui il numero successivo è formato dalla somma dei due precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, e così via), uno dei possibili schemi matematici che accomunano la musica classica e il “linguaggio” della natura.

Tralasciando la parte matematica, se le piantine stanno bene è logico pensare che anche chi vive in mezzo ad esse viva goda di buona salute. Da un certo punto di vista l’opera del biologo siculo è da considerarsi un esempio rivolto ai giovani, coi quali ha lavorato (in passato) e lavora indirettamente oggi. Proprio ai ragazzi ricorda: - Dovete credere di più alle vostre idee per influenzare e orientare positivamente la società.


E ora l'instancabile sperimentatore è alla ricerca di nuove applicazioni delle frequenze musicali per combattere insetti dannosi per i vegetali.


Scritto da Alessio Cozzolino

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