La Trilogia Popolare

Rigoletto
"Rigoletto" è la prima opera della “Trilogia Popolare” di Giuseppe Verdi, che si ispirò ad un opera in tre atti di Victor Hugo, “Le roi s’amuse”, e venne rappresentata per la prima volta al teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo del 1851.
È un dramma lirico in tre atti, ambientato a Mantova e nei suoi dintorni nel XVI secolo, che inizia con una festa al palazzo ducale che durerà pochi giorni, e finirà, come ogni dramma lirico, con una morte.
Rigoletto è un deforme e provocatorio buffone di corte, che si burla con cattiveria di tutti e trama scherzi e vendette crudeli. Ha una figlia "segreta" che è la luce dei suoi occhi, avuta dalla donna amata ormai morta.
Duro e crudele con tutti, con la figlia Gilda Rigoletto è un padre tenerissimo e premuroso che si preoccupa di tenerla lontana dal mondo corrotto della corte, ma che per uno scherzo del destino diventerà oggetto dell'attenzione del suo giovane padrone, il Duca di Mantova, libertino incorreggibile.

Le reazioni dei cortigiani alle malefatte del buffone daranno il via ad una serie di delitti: Gilda, la figlia di Rigoletto sarà rapita e violentata dal Duca; Rigoletto per vendicare l'offesa pagherà Sparafucile, un bandito, perchè uccida il Duca, ma a morire, sarà l'amata figlia.

Il Trovatore
“Il Trovatore” è la seconda opera della “Trilogia Popolare” di Giuseppe Verdi creato tra “Rigoletto” e “La Traviata”, e venne rappresentata per la prima volta al teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853.
È un dramma lirico in quattro atti e otto quadri, ambientato in Spagna al principio del XV secolo, che racconta, con un bel canto espressivo, fiammeggianti sentimenti come l’amore, la gelosia, la vendetta, l’odio e la lussuria .
Manrico e il Conte di Luna, innamorati della stessa donna, nel dramma si fronteggiano fino alla morte come nemici, senza sapere che sono fratelli.
Appartenenti a due diverse classi sociali, essi condividono solo l’amore di Leonora, il che raddoppia l’esistente astio del conflitto sociale.
Il dramma in alcune parti potrebbe cadere nell’incredibile, ma la musica di Verdi e la poesia del libretto riscattano l’opera trasformandola nell’opera migliore del musicista.
Il 1851 fu un anno di grande impegno per Giuseppe Verdi che da Parigi, dopo il successo del Rigoletto, lavorò a distanza con il librettista napoletano Salvatore Cammarano al libretto de “Il Trovatore” che verrà definito un capolavoro, come viene considerato tutt’oggi.

La Traviata
“La Traviata” è la terza e ultima opera della “Trilogia Popolare” di Giuseppe Verdi, e venne rappresentata per la prima volta al teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853.
È un dramma lirico in tre atti, ambientato a Parigi in contemporanea al periodo di Verdi, che racconta la storia d'amore fra un giovane di onorata famiglia ed una cortigiana di dubbi costumi.
I pregiudizi sociali divideranno i due amanti, riuniti dalla verità e dall'amore qualche minuto prima della morte di tisi di Violetta.
Due sono i cardini del dramma: amore e morte e intorno a questi s'aggira l'ispirazione del musicista che forse non salì mai tanto alta nell'espressione del dolore.
La morte è già negli estenuanti accordi con cui si apre il preludio, sembra che Verdi intende darci, col preludio dell'opera, una sintesi rapida del dramma e vi riesce mirabilmente.
A causa soprattutto di interpreti non all’altezza e della scabrosità dell'argomento, la prima si rivelò un sonoro fiasco. Ripresa l’anno successivo con interpreti più validi e retrodatando l'azione di due secoli, riscosse finalmente il meritato successo.
Il dramma era strato ricavato, dall’autore, da un proprio romanzo autobiografico del 1848 che era stato un bestseller della letteratura scandalistica del tempo.
La scabrosità del soggetto, la parabola amorosa di una delle più celebri cortigiane parigine, morta ventitreenne appena un anno prima dell’uscita del romanzo, aveva elettrizzato Verdi, nonostante i pareri sfavorevoli dei benpensanti.

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