Nikolaj Andreevic Rimskij-Korsakov

Nato in una cittadina della provincia russa, Nikolaj Rimskij-Korsakov (18 marzo 1844 - 21 giugno 1908) si mostra fin da bambino affascinato dalla musica religiosa del vicino monastero e il legame con le tradizioni musicali della sua terra resta una costante di tutta la sua attività. A 6 anni comincia a ricevere lezioni di piano, ma non riuscirà mai a frequentare il Conservatorio. A 12 anni si iscrive al Collegio Navale di Pietroburgo, ove continua a studiare musica, entrando in contatto con quei circoli musicali responsabili della nascita del “Gruppo dei Cinque”, un gruppo di compositori alla ricerca di un linguaggio musicale tipicamente russo da contrapporre a quello occidentale. In questo ambiente l’antico amore per la sua terra trova nuovo alimento.Incoraggiato da Milij Alekseevic a comporre ispirandosi alla tradizione nazionale, scrive (tra il 1865 e il 1867) la Prima sinfonia, che utilizza temi tratti da canti popolari, l’Ouverture su temi russi, una Fantasia su temi serbi e un poema sinfonico tratto dalla ballata di Sadko. Queste composizioni impongono Rimskij-Korsakov come l’uomo nuovo della musica russa, tanto che nel 1871 gli viene affidata (nonostante la sua formazione irregolare) la cattedra di composizione al conservatorio di Pietroburgo.Cosciente dei propri limiti, si mette a studiare seriamente la teoria musicale e le opere dei grandi polifonisti europei, alienandosi le simpatie dei suoi vecchi amici e ricevendo accuse di tradimento.I lavori successivi dimostrano, invece, la sua capacità nel riutilizzare le tecniche compositive dei maestri occidentali calandole in una sensibilità melodica e timbrica tipicamente russa. Nel 1887 nasce il Capriccio spagnolo (su temi tratti dal folklore iberico), in cui si rivela tutta l’abilità del compositore nel reinventare il modo di utilizzare l’orchestra. Nel 1888 porta a termine quello destinato a diventare il suo pezzo più celebre, Sheherazade, suite sinfonica in quattro movimenti (ispirati ad altrettanti episodi de Le mille e una notte, legati tra loro dall’affascinante leitmotiv che rappresenta la bella principessa Sheherazade che incanta il principe con i suoi racconti. Nello stesso anno Rimskij completa un altro brano destinato a grande popolarità, l’ouverture La grande Pasqua russa, in cui alterna e intreccia temi della liturgia ortodossa ad altri della tradizione popolare paganeggiante, ottenendo un grandioso affresco sonoro della vita del suo popolo.Se in occidente la sua fama è legata soprattutto a queste composizioni orchestrali, in patria ottiene il maggior successo con le opere teatrali. Sono almeno una quindicina, tutte ispirate a racconti della tradizione o della letteratura russa, ricche di temi popolari e di ampi brani sinfonici e costituiscono il corpus fondamentale della tradizione operistica russa. Uno di questi interludi strumentali, tratto da La fiaba dello zar Saltan del 1900, è quel Volo del calabrone destinato a raggiungere livelli di popolarità universale.Durante i moti antizaristi del 1905, si schiera dalla parte degli studenti e questo gli costa il posto al Conservatorio e il divieto di rappresentare le sue opere. Nonostante venga reintegrato dopo qualche mese, i suoi ultimi anni restano comunque amaramente segnati da questo episodio.

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