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Dal Rock al metal
Storia della musica dagli anni 50 ad oggi

La musica, elemento di globalizzazione, elemento di comunicazione mondiale; conosciuto da tutti: anziani e piccini, adulti ed adolescenti. La musica, una storia immensa quanto perfettamente intersecata con la storia personale di ogni singolo individuo e con la storia mondiale. La musica conosce i suoi primi anni nella preistoria, cresce nel medioevo e nell’età moderna, ma raggiunge il suo apice più perfetto ed ampio nel ventesimo secolo. Nelle piantagioni di cotone nel sud dell’America dove lavorano i neri d’Africa ovvero nelle Cotton Belt nasce il Blues; una forma musicale che ha influenzato, in seguito, molti altri generi della musica popolare moderna; il Blues prende il suo nome dal colore “blu” che indicava la tristezza, infatti, ancora oggi, nell’inglese contemporaneo, l’espressione “being blue” significa “essere triste”. Un perfetto incrocio tra il Blues e la musica europea è il Jazz; un genere musicale caratterizzato dalla finezza musicale euro-americana e dalla malinconia portata dai neri d’Africa. Anni 50, anni del divertimento e della ripresa economica dopo la seconda guerra mondiale... come musica di ribalta dalla repressione della guerra nasce il Rock And Roll, che letteralmente significa “ondeggia e ruota”. Il Rock, nato inizialmente come musica da ballare che prevedeva movimenti derivati dal Bolgie-Woogie, si espanse poi in tutto il mondo grazie al celeberrimo Elvis Presley che ha reso di questo genere, inizialmente destinato a rimanere unicamente sulle piste da ballo, uno stile unico e inconfondibile che ancora oggi, grazie ad altre diramazioni dello stesso, continua a vivere attraverso grandi come Vasco Rossi e Luciano Ligabue. Dopo pochi anni dalla nascita e dalla diffusione del rock nasce il Funk, termine indicante le più diverse caratteristiche musicali nei diversi ambiti che, mescolate e ben scecherate hanno saputo dare vita ad uno stile raffinato ma forte, casto ma sensuale e strettamente legato al Blues per via dei suoi stacchi vocali. Parallelamente al Funk, ma come musica da ballare, nasce l’Hip Hop che unisce lo stile del Rock And Roll con la svelta musicalità dell’Hip Hop che, in seguito, avrà grande peso sulla moda e sullo stile di vita dei giovani metropolitani che l’hanno creata. A metà degli anni 70 nasce una musica di protesta, una musica sociale che denuncia i soprusi e le umiliazioni subite dai giovani di Detroit e del Broncks... il Rap. Il Rap letteralmente significa “insulto” ; consiste in una sequenza di versi molto ritmati basati su rime e assonanze, chi pronuncia i versi è detto Rapper e lo fa su una sequenza di note detta “beat” realizzata da un Dj tramite il “beatmaking”. I testi di canzoni Rap affrontano, nella maggior parte dei casi, temi sociali. Il Rap, più che un fenomeno musicale sorto dall’insoddisfazione giovanile, è più una componente della cultura statunitense. Il maggior esponente del Rap è Eminem che è ritenuto l’artista di maggior successo del 2000 con oltre 70 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Al fianco del Rap, ma qualche anno dopo, arriva serpentino il Punk, termine inglese che indica “scarsa qualità”, nato per identificare una cultura giovanile emersa nella seconda metà degli anni 70 in Inghilterra e negli USA. La musica Punk è rozza, rumorosa e poco complessa, capeggiata da gruppi come le SexPistols, i Ramones e i DeadBoys. I punk possono essere uniti in un'unica ideologia: completo rifiuto verso ogni forma di controllo. A succedere il Punk ci pensa l’HeavyMetal o Metal che è un genere musicale derivato dall’HardRock caratterizzato da suoni potenti. Nel Metal non contano le parole, l’importante è il suono, che deve riuscire a far ballare e a far entrare lo spirito duro del Metal in ogni ascoltatore. A contrastare nettamente il Punk e il Metal arriva, a cavallo degli anni 80, il Dark-Gotic che è considerata il genere più romantico, introspettivo ed epico degli anni post-Punk. I testi sono introspettivi con sensibilità poetiche che conducono questo genere ad un gusto romantico ed ovattato. Come si può ben notare ne è passato di tempo dal Rock And Roll al Gotic... tanto è cambiato dagli anni 50 agli anni 80-90; la tecnologia è andata sempre più avanti, sono cambiati i gusti, gli stili e le persone... insomma, la società è cambiata, ma c’è sempre un'unica cosa che affascina tutti: la musica. Però pensandoci bene forse è troppo facile finire il tutto dicendo cose banali e risapute quali “La musica è una cosa bellissima” o “La musica è un ottimo elemento di comunicazione globale”... basta, stacchiamoci un minuto dalla vita reale e andiamo a guardarci dentro... cos’è la musica per noi? È svago? Sono suoni? Sono un’accozzaglia di note? Beh... difficile da dire, forse la definizione più esatta è questa: la musica è una “nicchia” ove ognuno di noi si è rifugiato almeno una volta nella vita, ove il NOI della massa lascia spazio all’IO dell’individualismo, la musica è come un mondo parallelo che ci aiuta a guardarci dentro e a sentire la vera essenza del nostro IO, del proprio ME STESSO che troppe volte teniamo imprigionato sul fondo dell’anima per la troppa paura di farci vedere per quello che siamo e non per quello che gli altri vogliano che noi siamo, per la troppa paura di essere veri. Nella musica nessuno può giudicarci, additarci e tanto meno può dirci che non andiamo bene perché, se ci fate caso, con le cuffie nelle orecchie il mondo ha tutta un’altra visuale. Ogni gesto, anche il minimo, ha un profondo significato che viene sempre più spesso schiacciato dalla frenetica e incasinata realtà ma che se visto con un auricolare assume un significato così enorme da travolgerci e allora, infine, ho da dire un’ultima cosa: complimenti perché chi arriva a quest’ultimo stadio ha davvero scoperto il mondo perché per primo ha scoperto se stesso.

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