La musica medievale

Il Medioevo
Alla fine del X secolo si diffuse in Europa la leggenda popolare che allo scoccare dell’anno 1000 il mondo sarebbe finito, ma non finendo si creò uno stato di felicità, entusiasmo, ma questa tradizione non basta a giustificare la rinascita che si incrementò in tutte le discipline nel XI XII secolo. Nella politica il potere delle repubbliche Marinare prima e dei comuni dopo, si sostituì all’impero segnando la fine del feudalismo. Nell’arte fiorì in tutta Europa lo stile romanico che si trasformò in seguito nello stile gotico. Nelle lettere vi era il romano di origine latina e il volgare, e le lingue d’oc e d’oil in Francia.

La musica nella vita medievale
La musica è fondamentale nelle chiese,in cui venne introdotto il canto nelle funzioni religiose, e nelle corti invece è solo uno svago messo in scena da trovatori e trovieri. Nei borghi e nelle campagne la musica popolare era ascoltata in piazza. Questo periodo è importante per la nascita della scrittura moderna e della polifonia, la diffusione della musica profana ed il perfezionamento degli strumenti.

La musica polifonico religiosa: ars antiqua
Fino al X secolo le melodie gregoriane e le musiche profane erano espresse in un’unica linea melodia e solo in seguito vennero arricchite. Per la prima volta, si sovrapposero due melodie diverse. Nelle prime forme polifoniche religiose organum e discantus la voce era un canto liturgico gregoriano e prendeva il nome di “tenor” o “vox principalis” e ad essa si sovrapponeva un “vox organalis”; nell’organum le due voci, cominciavano e finivano all’unisono.
Discantus: le due voci mosse per “moto contrario”.
Contrappunto: con l’introduzione del “mensuralismo” la polifonia diventa più complessa e più variata aritmicamente (durò fino al 1300).

La scuola di Notre dame
I centri musicali, a causa dell’instabilità politica, si trovavano nei monasteri delle grandi città; di particolare rilievo divine Notre Dame a Parigi, dove vi era il più famoso compositore di organa, Magister Leoninus ed il suo successore Magister Perotinus, che era compositore di discanti. Le loro opere furono alla base dello sviluppo contrappuntistico a più voci, e questa nuova forma trovò immediata espressione nelle forme del Mottetto, Rondello e Conductus
Mottetto: tre voci, il “tenor”, canto fermo, le altre due dette “mottettus” o “duplum” e “triplum” che cantavano un testo profano.
Conductus: quattro voci, due o tre erano di invenzione del compositore, mancava il canto fermo.

Rondellus: a due o tre voci, era costituito da un’unica forma melodica che formava un cerchio, questo moto circolare (anche il nome di “rota”).

Il mensuralismo nell’ars antiqua
Frantone di Colonia affrontò il problema della misurazione della durata della melodia intorno al 1200; Le prime due figure di valore erano la longa e la brevis, e venne determinato che la longa valeva tre brevis, poi vi si aggiunsero la semibrevis e la minima. In seguito vennero adottati simboli come il cerchio e il semicerchio per stabilire la diversa durata della melodia.

La musica profana nei castelli
Due furono le lingue romanzate di derivazione latina in Francia: la lingua d’oc nel sud, e la lingua d’oil nel nord; la prima fu la più importante per la musica, perchè si diffuse tra i trovatori (autori di canzoni ispirate agli ideali cavallereschi e l’amore verso al donna). Nel nord, invece, al posto dei trovatori vi erano i trovieri, che accentuarono il carattere aristocratico di questa musica. La musica di trovatori e trovieri era monodica, le principali forme erano la canzone, la ballata, e il sirventese. In Germania presero il nome di menestrelli, esecutori di canzoni e diffusori di questa musica nelle corti europee.

La musica profana nei borghi e nelle campagne
Al di fuori dei castelli, la gente semplice si divertiva con forme di musica più popolari e festose: la musica era semplice e ripetitiva, adatta a danze con molti salti e a catena. I diffusori di queste forme musicali erano musicisti girovaghi, cantastorie, acrobati, giocolieri, giullari, menestrelli. Alcuni cantavano soltanto, altri si accompagnavano. Vi erano anche chierici vaganti, giovani che abbandonati gli studi religiosi, viaggiavano e diffondevano i canti goliardici, sfruttando la loro cultura religiosa, intonando canti gregoriani modificati con parole scherzose.

La poesia trovadorica
La poesia dei trovatori fu l’espressione dell’aristocrazia; i loro temi prediletti furono la bellezza della natura, i piaceri della tavola e della compagnia e le virtù cavalleresche e l’amore (amor cortese). Essi non si rivolgevano mai alla loro donna chiamandola per nome, ma dandole appellativi, la lingua da loro usata era il provenzale, o lingua d’oc, semplice e piena di musicalità.

Bernard de Ventadour
Nasce nel 1145, figlio di servi; il suo signore lo cresce nelle musica e nella poesia, ma poi viene cacciato quando si scoprì che era l’amante della moglie. Bernard si trasferì in molte altre corti e morì nel 1195.
Fu il più famoso trovatore del suo tempo, la più famosa delle sue canzoni fu “can vei la Lauzeta mover”.

Walther von der Vogelweide
Famoso menestrello tedesco vissuto nelle maggiori corti del suo tempo, delle sue composizioni musicali ne sono rimaste solo tre.

Dalla lauda alla sacra rappresentazione
Più la musica nelle chiese diventava complessa meno la gente riusciva a seguirla, così San Francesco D’Assisi creò una musica sacra più semplice: si diffuse così la lauda, canto melodico in lingua volgare e carattere religioso. La prima lauda fu il cantico delle creature di San Francesco, ma la chiesa non la inserì mai nella liturgia ufficiale dove era consentito solo il canto gregoriano. Le laudi erano semplici come lo stile francescano, melodia e testo costituivano un tutt’uno, monodica e simbolica, talvolta accompagnata da qualche strumento. Importante anche Jacopone da Todi, che all’inizio traeva la sua lauda dal vangelo, poi per renderla più drammatica venne cantata da due cori che si alternavano nelle strofe, ed i personaggi principali erano solisti che si distaccavano: era una rappresentazione teatrale in cui venivano usate anche rudimentali scenografie, mantelli e parrucche, simboli della passione di Cristo. Queste erano delle “devozioni”, che poi vennero rinominate “Sacre rappresentazioni”.

Jacopone da Todi
Fu un uomo di legge e molto ricco, ma dalla morte della moglie decise di farsi eremita e francescano per scontare i suoi peccati. Scrisse poesie e laudi violente e drammatiche a sfondo religioso,ma a causa delle sue infuocate accuse fu scomunicato da Bonifacio VIII, e fatto imprigionare; venne liberato nel 1303 e trascorse gli ultimi anni della sua vita a Todi, dove morì. Compose 93 laudi e numerosi componimenti in latino e in volgare.

L’ars nova: la polifonia nella musica profana
I musicisti dell’Ars Nova affermavano che la musica profana doveva avere la stessa dignità e bellezza di quella sacra = All’Ars Nova si deve lo sviluppo del madrigale polifonico (forma poetico-musicale, a cui seguirono la caccia e la ballata)
Caccia: componimento a movimento veloce che descrive scene reali di caccia (grida, suono del corno)
Ballata: scritta a tre voci, in cui una prevale sulle altre, di accompagnamento.

Guillaume de Machaut
Primo esponente dell’Ars Nova francese, nasce nel 1300, prende i voti giovanissimo, e viaggiò in molti posti descrivendoli nei suoi poemi. Essendo poeta-musicista lasciò circa trenta composizioni sia letterarie che musicali dette “vinelais” o “chansons balladees”(polifoniche a due voci). In lui prevalgono l’espressività poetica, la vivacità, la grazia e la spigliatezza. La sua opera più importante fu la Messa di Notre Dame a quattro voci.

Gli strumenti musicali
Nei primi secoli del cristianesimo gli strumenti erano banditi dalle musiche sacre, ma con l’affermarsi della musica profana essi trovarono di nuovo il loro spazio. Gli strumenti si affermarono anche nelle chiese, in cui i più diffusi erano gli organi (specialmente portativi, di piccole dimensioni e potevano essere trasportati facilmente)
strumenti ad arco→ la viella;
strumenti a fiato→ trombe e flauti;
strumenti a corde→ il salterio, il liuto, la ghironda e la tromba marina.


LA MUSICA BAROCCA

Il significato di “Barocco”
Il barocco è la cultura artistica del 600 nelle regioni europee. Il barocco è orientato verso complicati effetti decorativi, deriva da ciò che è capriccioso, e che non segue le regole delle proporzioni, viene anche usato per indicare cose estese, quindi applicabili a periodi storici precedenti o prossimi. Le sue caratteristiche sono: teatralità, potenza, grandiosità, monumentalità e la ricerca di complicati effetti decorativi. La nascita della musica moderna viene collocata nel 600.

La musica del Barocco
La musica veniva fatta nelle corti dei nobili, dove monarchi che non badano a spese davano immagine di grandezza e magnificenza di se stessi. Teatro in musica, danza, balletto erano le attività ove la musica padroneggiava nelle feste che proseguivano anche per giorni interi. La chiesa sta perdendo la sua egemonia sulla musica proprio adesso che nasce il teatro. Le principali novità saranno:
- Diffusione del melodramma
- Sviluppo dell’oratorio
- La polifonia che diventa armonia
- Differenze tra musiche da sonar (sonata) e da cantar (cantata).
- Strumenti come l’organo, il clavicembalo ed il violino.
- Stile concertante (voci e strumenti)
- Nascita dell’orchestra: concerto grosso ed il concerto solista.
- Nasce il balletto
- Si sviluppa la suite strumentale
- La musica profana si differenzia: genere teatrale (teatro) e genere cameristico (camere o stanze dei signori).

Nascita e affermazione del melodramma
Il “recitar cantando”
Il melodramma (canto e azione scenica), anche chiamato opera, è una recitazione teatrale svolta attraverso il canto e la musica, diretta conseguenza delle monodia accompagnata. Questo “recitar cantando” era facilmente comprensibile e gli attori cantavano accompagnati dagli strumenti. Il primo esperimento di quest’opera fu nel 1594 a Firenze nel palazzo di Jacopo Corsi per rappresentare la Dafne. Ma il suo effettivo anno di nascita è il 1600 con la rappresentazione a Firenze di Euridice. Claudio Monteverdi diede grande fortuna a questo nuovo stile, da cui nacquero i teatri. Il primo teatro fu costruito a Roma nel 1632, poi fu la volta di Venezia che lo fece a pagamento, ossia non più solo riservato ai nobili.

Il melodramma a Napoli: l’opera buffa
Napoli fu la città ove l’opera lirica si sviluppò e articolò. I musicisti della scuola napoletana crearono l’opera buffa, ossia personaggi e situazioni comiche che piacque molto ed in poco tempo eguagliò l’importanza del melodramma. Questo nuovo genere riassumeva la tendenza nel trovare comici gli eventi quotidiani. Scarlatti, Porpora e Pergolesi erano musicisti della scuola napoletana.

Com’è fatta un’opera lirica
È un dramma comico o serio con uno svolgimento unitario, la musica mette in rilievo i personaggi, lo svolgimenti di solito è tratto da una storia, i dialoghi vengono adattati alla scena e messi in versi per poterli musicare, questo costituisce il libretto d’opera, ossia un piccolo libro stampato a disposizione del pubblico, se è drammatico l’opera sarà “seria”, se è comica viene definita “buffa”. Lo scrittore del libretto è il librettista che deve essere molto abile a riportare le particolarità della scena.
ELEMENTI CHE STANNO ALLA BASE DELL’OPERA:
Recitativo: “parlato melodico”, ossia il “recitar cantando”, in questo momento la voce prende il sopravvento sulla musica perché è più importante della melodia
aria: brano solista molto articolato e ricco di variazioni, la musica prevale sulle parole perché fa capire i sentimenti e gli stati d’animo dell’attore.
Arioso: momento liberamente drammatico, prevale il recitato in versi, intermedio tra i primi due.
La cantata
Composizione per voce sola, o un coro con l’accompagnata strumentale. Da essa è escluso ogni accento epico-narrativo o drammatico. La struttura della cantata profana, è simile a quella sacra, ma si trasformò in cantata da camera, ossia un assolo vocale esteso e suddiviso in varie parti, in cui recitativi e ariosi si alternano.

Claudio Monteverdi
Cremona 1567, figlio di un medico. Nel 1590 va alla corte dei Gonzaga, duca di Mantova. Ancora giovane divenne famoso componendo madrigali, a più voci, drammatici o concertati (accompagnati da strumenti) che anticipavano la nascita del vero e proprio melodramma. Aveva idee innovatrici, credeva che tra musica e parole vi potesse essere una perfetta unione in modo che si arricchissero una con l’altra, così nel 1607 presentò l’Orfeo, per dimostrare ciò che credeva, e qui la musica accompagnava le parole (monodia accompagnata). Questa prima opera ebbe un grande successo, e fu ritenuto artisticamente molto valido. Venne nominato Maestro di cappella a San Marco a Venezia, vi rimase fino al 1643, compose anche musica sacra, come messe e mottetti. Fu la figura musicale principale del 600.

L’oratorio in Italia e in Germania
Parallelamente all'affermazione dell'opera lirica si andava diffondendo un altro tipo di recitazione in musica, meno appariscente ma piena di contenuti religiosi, ovvero l'oratorio. L'oratorio si sviluppo con solisti, coro e orchestra; i solisti cantavano arie e recitative, i cori si univano ad lei per sottolineare sentimenti mentre l'orchestra interveniva in modo discreto nel discorso musicale. L'oratorio rinunciava alle scenografie ed ai costumi preferendo ambienti semplici e raccolti delle Chiese. Giacomo Carissimi,il più grande compositore di Oratori dell'600 italiano ma purtroppo dopo il Carissimi l'interesse per l'oratorio,a causa della sua influenza operistica,andò diminuendo in Italia ma nell'700 cominciò ad aver successo nell'estero specialmente in Germania. Qui un grandi musicista, Georg Haendel, trovò la massima espressione del suo genio teatrale e fu costretto ad esprimere tutto il dramma delle vicende e a caratterizzare i personaggi con mezzi puramente musicali e creò cosi quei capolavori come il Messiah.

Giacomo Carissimi
Nato a Roma da una famiglia di origine marchigiana, fu cantore e organista nel duomo di Tivoli e nella sua produzione musicale si riscontra una grande varietà di forme, dal mottetto dialogato all'historia biblica, dalla lamentrazione alla cantata latina, dal dialogo sacro all'oratorio. Le opere di Giacomo Carissimi sono divise in narrazione:affidato al coro; rappresentazione:che raggiunge una grande forza espressiva; meditazione finale:affidata al coro che rappresenta il popolo. L'accompagnamento strumentale è semplice e sobrio.

Gregor Haendel
Haendel non nasce da una famiglia di musicisti:il padre è un barbiere e il suo primo maestro gli insegnò a suonare il clavicembalo. Rimasto orfano frequentò i corsi di diritto all'università svolgendo nello stesso tempo l'attività di organista, egli decise di abbandonare gli studi universitari per dedicarsi completamente alla musica. Si trasferì a Londra dove prese la cittadinanza e qui continuò per parecchi anni a comporre melodrammi, ma conosce purtroppo anche insuccessi, rivalità e invidia e cosi decise di lasciare Londra ed venne accolto trionfalmente a Dublino ma due anni dopo torna a Londra dove riconquistò la nobiltà inglese grazie alla rappresentazione dell'oratorio Messiah. In fine Haendel si ammalò dove perse la vista ma egli non abbandonò mai la sua attività di compositore. Egli si cimentò in tutti gli stili più attuali e si proiettò anche verso il futuro alla costante ricerca di successo e di riconoscimento per la sua arte.

Musica strumentale in Italia
Il melodramma e la musica strumentale del 1600 avevano un elemento in comune: protagonista della musica era quasi sempre un solista virtuoso, di grande bravura tecnica capace di trarre dal proprio strumento effetti mai prima sentiti. Questo parallelismo trova conferma anche nello sviluppo di alcune forme musicali: ad esempio la cantata(indica un pezzo da cantare) e la sonata(indica un pezzo da suonare).Durante il 1600 trovarono la loro definitiva affermazione strumenti gia conosciuti da tempo come l'organo, clavicembalo, violino. La musica strumentale tra il 1600 e 1700 cominciò a diffondersi negli altri paesi europei. I musicisti italiani conservarono la loro importanza nel melodramma ma furono affiancati da grandi artisti di altri nazioni quali la francia e la Germania. In Francia si estese la predilezione per il clavicembalo in Germania il contrario prevalse la preferenza per l'organo che era perfetto per esprimere l'austera religiosità protestante.

Toccata
La toccata è una forma musicale che risale al 1500 e la toccata era un brano che serviva all'esecutore per sciogliere le dita per provare lo strumento su cui andava a cimentarsi e nello stesso tempo per richiamare l'attenzione del pubblico e prepararlo all'ascolto dei brani successivi. La toccata quindi era un scioglimano con passaggi veloci di grande agilità e con evidenti contrasti sonori atti a sorprendere gli ascoltatori. In genere era improvvisata, cioè inventata sul momento per cui non era legata ad una costruzione musicale rigorosa.

Gerolamo Frescobaldi
Ferrara 1583, importante cantore, organista e clavicembalista. A 20 anni venne assunto come organista nell’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Passò anche per Milano. Dal 1609 fece l’organista nella cappella Giulia di San Pietro (in Vaticano), morì nel 1643. una delle raccolte più importanti fu nel 1637 contenenti 2 libri, tutte composizioni per organo, I “fiori musicali” del 1635 costituiscono un’opera sacra con un’espressione austera e suggestiva.

Antonio Vivaldi
Venezia 1678, ebbe come maestro suo padre. Nel 1703 fu ordinato sacerdote, e dopo un anno venne dispensato dal celebrare messa a causa di una sua malattia. Venne nominato maestro di violino all’ospedale della pietà a Venezia. La maggior parte delle sue composizioni era scritta per le ragazze orfane dell’ospedale, morì nel 1741 a Vienna. L’opera strumentale completa comprende 529 composizioni. Con l’orchestra d’archi creò la basi per il concerto solista fissando la classica Tripartita: allegro-adagio-allegro.

Il conservatorio
Il loro primo compito era lo studio della musica, ma il ricovero e la protezione dell’infanzia povera a cui provvedeva la beneficenza pubblica o privata. Questi istituti, chiamati anche ospedali, erano inseriti nel contesto di una chiesa ed erano i religiosi che istruivano i ragazzi. I figlioli e le putte venivano usate per i canti a messa, quindi dovevano prendere lezioni di musica, e si pensò presto di affidare questo compito ad insegnanti qualificati. L’insegnamento della musica divenne l’attività principale nei conservatori che lentamente si staccarono dalla chiesa diventando scuole autonome.

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