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Musica Indiana

Appunti sulla musica indiana e sui suoi esponenti

E io lo dico a Skuola.net
Ravi Shankar
Famoso musicista indiano. La famiglia di Ravi si trasferì a Parigi nel 1931.All’età di 13 anni imparò a suonare il sitar. Ravi si rasò i capelli, conduceva una vita frugale e si costruì un sitar da solo ricavato da una zucca completamente cava, molto fragile.”Quante ore al giorno suonavo?” disse “Iniziai con otto ore, a volte quattordici, a volte sedici, ma di solito dodici-quattordici”.
Nel suo libro My music, My Life, Shankar sostiene che la grande esplosione di notorietà del sitar avvenne nel 1966. Nel giugno di quell’anno conobbe George Harrison e Paul Mc Cartney in casa di un amico comune. George accennò al suo desiderio di imparare a suonare il sitar. Scrive Ravi: “Gli spiegai attentamente che bisogna sottoporsi a lunghi anni di studio e di pratica delle basi prima di riuscire a suonare bene anche una sola nota. Lui comprese tutto ciò alla perfezione e disse che era preparato ad affrontare questi anni di impegno disciplinato”.
Ravi lo invitò in India a studiare e George accettò. Invitò Ravi nel suo bungalow di Esher pochi giorni prima che il musicista lasciasse l’Inghilterra e lui suonò il sitar per tutti e quattro i membri dei Beatles. Ricordando quel momento disse “Mi sento sempre ispirato quando suono per un gruppo ristretto, vicino a me, soprattutto se è composto da musicisti – a prescindere dalla tradizione o dal paese a cui appartengono. Quella sera, anche perchè ero accompagnato al tabla da Alla Rakha, mi sentii molto soddisfatto della mia musica. E i miei pochi ascoltatori reagirono molto calorosamente alla nostra esibizione”.
Al suo ritorno in India Ravi ricevette una lettera di George che annunciava che poteva trascorrere sei settimane con lui. Arrivarono all’aeroporto di Bombay, George aveva seguito il consiglio di Ravi, si era rasato i capelli e fatto crescere i baffi. Inizialmente la coppia non venne riconosciuta. Si registrarono al Taj Mahal Hotel sotto falso nome ma entro 24 ore tutti a Bombay sapevano del loro arrivo e all’albergo venne preso d’assalto. Ravi organizzò una conferenza stampa per spiegare che George era venuto non come membro dei Beatles, ma come suo discepolo e aveva bisogno di essere lasciato in pace. Poi si recarono insieme nel Kanshar e a Benares per iniziare le lezioni.
Ravi commentò: “Feci praticare a George tutte le posizioni corrette per stare seduto e alcuni degli esercizi di base. Questo era il massimo che si potesse fare in sei settimane considerando che di solito un discepolo impiega degli anni per imparare queste basi. Nel corso del suo viaggio George incontra duecento studenti di Ravi e assistette anche a un festival religioso nei pressi del Gange. A proposito delle sue lezioni con Shankar: “Si sedette – questo grande maestro, questo grande immenso suonatore di sitar- mi mostrò le scale, la prima lezione”. George , che dichiarò: “Andai lì in parte per vedere e imparare il più possibile dell’India. Avevo sempre sentito parlare di uomini che vivevano nelle caverne dell’Himalaya, vecchi centinaia di anni, di gente che pratica la levitazione, e di gente che si fa seppellire sotto terra per settimane e tutte quelle cose che si raccontano in Occidente sul misticismo”. Ravi continuò a impartire lezioni a George quando si trovava a Londra e anche durante un suo viaggio a Holliwood nel 1967. Il contatto dei Beatles, ovviamente, lo rese popolare in un contesto più ampio di quanto lo fosse stato prima. Commentò: “La scelta dei Beatles e l’esplosione del sitar mi procurarono improvvisamente una immensa popolarità tra i giovani; adesso mi adorano come se fossi una star del cinema o un cantante di successo”.
In seguito al viaggio, George suonò il sitar nella sua canzone Within You Without You, che fa parte dell’album Sgt Pepper ed è stata realizzata con accompagnamento di sitar e tabla. Nel 1968 George scrisse The Inner Light, impiegando dei musicisti indiani nelle registrazioni del brano e fino all’estate del 1969 incise diversi canti col Radha Krsna Temple di Londra.
George fece in modo che Ravi firmasse un contratto con l’etichetta Apple dei Beatles e la sua prima pubblicazione fu Joi Bangla/Oh Bhaugowan con Raga Mishra, che uscì nell’agosto del 1971. L’album Raga fu pubblicato nel dicembre 1971: si trattava della colonna sonora dell’omonimo film documentario. In una scena George compare come allievo di Ravi.
Tra gli altri dischi di Ravi Shankar prodotti da George citiamo IN CONCERT 1972, registrato dal vivo alla Philarmonic Hall di New York l’8 aprile 1972. In questo album doppio suonavano: Ravi Shankar (sitar), Ali Akbar Khan (sarad), Alla Rakha (tabla), Ashoka Susan (tambutas). Un altro album prodotto da George era SHANKAR FAMILY AND FRIENDS, che uscì in Gran Bretagna per l’etichetta Dark Horse di George nel settembre 1974 e in America il mese seguente. Ravi era molto preoccupato delle terribili condizioni in cui versava il Bangladesh e pensava di organizzare un concerto per raccogliere fondi da destinare ai bambini affamati di quel paese sfortunato. Inizialmente pensava a una cifra modesta, che si aggirasse sui 25.000 $. Mentre era in California con George per registrare la colonna sonora del film Raga, propose l’idea a George, che prese subito in mano la situazione e si mise in contatto con Ringo Starr e Leon Russel. Entro poche settimane il concerto era stato organizzato, con diversi musicisti famosi entusiasti di suonare in un concerto di beneficenza.
Il concerto si svolse il 1° agosto 1971 al Madison Square Garden di New York, davanti a un pubblico di 40mila persone; venne ricavata la somma di 243.418,50 $. Un assegno per quell’ammontare fu inviato al Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite, destinato al Sostegno dei Bambini Rifugiati del Bangladesh il 12 dicembre di quell’anno. Altro denaro venne raccolto con il film The Concert For Bangladesh, uscito l’anno seguente. Ravi diede inizio al concerto suonando Bangla Dhun.
Il suo album Chants of India uscì con la Angel records nel 1997. Fu prodotto da George Harrison. George aveva prodotto 4 album di Shankar: Raga in Concert1971 per la Apple, e Shankar, Familty and Friends e Musical Festival of Indiaper la Dark House.
Oliver Crasse scrisse per conto di Shankar la biografia Raga Mala, pubblicata nel 1998. A proposito dei Beatles, Shankar scrisse: “Non ero particolarmente attratto dalle loro voci, soprattutto perchè cantavano quasi esclusivamente in falsetto, un modo di cantare che da allora in poi sembra essere rimasto in voga. Avevo anche dei problemi a capire le parole che pronunciavano”.
Attualmente Shankar vive a Encinitas, in California.

Love you to

George Harrison usò per la prima volta il sitar in Norwegian Wood, ma lui stesso dichiarò che l’uso dello strumento in quell’occasione era stato casuale. In realtà, il primo brano che scrisse pensando al sitar fu Love You To.
Questo fu anche il primo tra i brani del periodo indiano di George ad essere inciso. Oltre a suonare il sitar, George reclutò un musicista indiano di tabla Anil Bhaqwar. Essendo sprovvista di titolo, la canzone fu battezzata Granny Smith, dal nome di un particolare tipo di mele; in quel periodo, infatti, George completava i suoi brani senza dar loro un titolo.
Love You To fu inclusa nell’album REVOLVER e nell’edizione americana uscì erroneamente con il titolo Love You Too, un errore che alterava completamente il significato del titolo.
George era in competizione con gli altri per piazzare i suoi brani negli album dei Beatles e scrisse 3 brani per l’album REVOLVER. La canzone fu registrata l’11 aprile 1966 negli studi di Abbey Road e il 13 aprile furono aggiunte alcune sovraincisioni. Alla seduta erano presenti solo George, Bhagwat e altri musicisti indiani, appartenenti al North London Asian Music Circe.
Love You To era una canzone d’amore scritta da George per la moglie Pattie.

Il Sitar

Il sitar è uno strumento musicale cordofono della musica d’arte dell’India del nord. E’ un grande liuto a forma di manico lungo, con cassa armonica ricavata da una zucca, spesso riccamente decorata, aperta su un fianco e richiusa con una tavola di legno leggermente bombata.
La tastiera è leggermente incavata per consentire il passaggio delle corde di risonanza (da 11 a 13), e reca 20 tasti formati da archetti metallici legati con lacci sul retro del manico. Le corde principali sono 6 o 7 di cui le prime due (ma soprattutto la prima) servono per la melodia, e le altre fungono da bordone. Vengono pizzicate da plettri ad anello infilati al dito indice e medio e, quello di bordone, dal pollice. La tecnica esecutiva è caratterizzata dall’uso frequente della tensione trasversale delle corde sui tasti, che provoca notevoli alterazioni in glissando delle note. Questa tecnica si sposa con la timbrica del sitar, assai ricca anche per la risonanza delle corde di simpatia. La struttura attuale del sitar è relativamente recente, essendo il risultato di successive modifiche realizzate nel secolo scorso a partire dal preesistente tambur afgano. Il sitar è certamente lo strumento dell’India del nord più noto in occidente, ed uno dei più apprezzati nel suo paese d’origine.
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