Liszt, Franz

Pianista e compositore, incarna l’ideale romantico del virtuoso dalle doti straordinarie. Figlio di un discreto pianista, Franz (in ungherese, Ferenc) Liszt (22 ottobre 1811, Raiding, Ungheria - 31 luglio 1886, Bayreuth, Germania) mostra fin da piccolo una straordinaria attitudine per il pianoforte, tanto che all’età di 8 anni dà il suo primo concerto. Un anno dopo, nel novembre 1820, suona alla presenza del principe Esterházy che si entusiasma e decide di provvedere personalmente al mantenimento agli studi del giovane prodigio. La famiglia Liszt si può così trasferire a Vienna, dove il giovane musicista studia con i migliori maestri: il piano con Carl Czerny e teoria con Antonio Salieri.
Nel dicembre 1822 il suo primo concerto a Vienna scatena l’entusiasmo del pubblico e nel 1824 si trasferisce a Parigi, dove rimane fino al 1835. Nella capitale francese avvengono gli incontri decisivi per la sua formazione musicale: Berlioz gli indica la nuova direzione della musica “a programma”; Paganini gli svela il fascino quasi magico che può sprigionare un grande virtuoso; da Chopin scopre l’incanto del pianoforte.
Nel 1834 si innamora, corrisposto, della contessa Marie de Flavigny, moglie del conte d’Agoult: è l’inizio di una appassionata e burrascosa storia d’amore da cui nasceranno tre figli (tra cui Cosima, futura moglie di Richard Wagner).
Nel 1838 riprende la carriera di concertista, suscitando dovunque incontenibili entusiasmi. Nelle sue esibizioni presenta sempre più spesso pezzi di sua composizione, difficilissimi, costruiti su misura per mettere in mostra il suo eccezionale virtuosismo.
Nel 1840 ritorna nella nativa Ungheria, dove compone le Rapsodie ungheresi, che vengono salutate da un’esplosione di acceso nazionalismo. Per 10 anni gira tutta Europa, accompagnato ovunque da entusiasmanti trionfi: quando, all’inizio di ogni concerto, getta i suoi guanti al pubblico, la gente si azzuffa per accaparrarseli. Ma alla fine del 1847, ormai spossato, dà l’ultimo concerto, e si stabilisce a Weimar.
Rende la cittadina il maggior centro di cultura musicale della Germania, assume la direzione dell’orchestra locale (facendone una delle migliori del tempo), dirige una quantità di “prime” e diventa rapidamente l’apostolo delle “nuova musica tedesca”, in particolare quella di Wagner, in favore del quale spende tutta la sua autorità. Impartisce gratuitamente lezioni di piano, attirando talenti da tutta Europa e dando così vita a una scuola pianistica talmente rinomata da influenzare tutti i pianisti europei per diverse generazioni.
Si dedica soprattutto all’attività creativa, componendo in questi anni la maggior parte dei suoi poemi sinfonici, molti dei quali ispirati ai maggiori miti letterari cari al romanticismo: Prometheus (1850), Dante-Symphonie (1856), Faust-Symphonie (1854).
Fra il 1861 e il 1869 Liszt vive per lo più a Roma, dove si dedica alla composizione di musica sacra. Trascorre gli ultimi anni tra Weimar, Roma, Budapest (dove, nel 1875, riceve l’incarico di presidente dell’Accademia Statale di musica) e Bayreuth, dove è spesso ospite del genero Richard Wagner.
In questi ultimi anni ritorna a creare composizioni per pianoforte (abbandonando però il virtuosismo di un tempo) e consegna al suo strumento le ultime, sofferte meditazioni di un uomo che si avvicina con serenità alla morte.

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