LE ORIGINI DEL CINEMA SONORO
Le origini del cinema risalgono ufficialmente al 1895,quando i fratelli Lumière proiettarono davanti a un pubblico esterrefatto il loro primo breve filmato, che mostrava l’arrivo di un treno in stazione. Questo filmato era un esperimento, frutto dei grandi progressi nel campo della fotografia.
Fino alla fine degli anni ’20 non comparve, però, la colonna sonora: si trattava quindi di cinema muto.
I dialoghi erano scritti e venivano inquadrati fra una scena e l’altra; gli altri suoni, invece, erano “dal vivo”.
L’avvento del cinema sonoro risale al 1927, anno in cui venne proiettato il film “Il cantante di jazz”. Questo avvenimento segnò un decisivo salto di qualità nel linguaggio cinematografico, che scopriva nuove possibilità espressive.
LA COLONNA SONORA
Si denomina colonna sonora lo spazio riservato, su una pellicola cinematografica, alla registrazione del suono rispetto a quello occupato dall’immagine. Ma, per colonna sonora si intende anche l’insieme degli eventi sonori inerenti a una realizzazione cinematografica: il parlato, gli effetti sonori e la musica. Il parlato è la parte del sonoro che riguarda l’uso della voce e consiste in monologhi e dialoghi; talvolta sono anche presenti voci fuori campo.

Gli effetti sonori sono, invece, le voci di sottofondo, i versi degli animali e i rumori ambientali.
La musica, componente essenziale di quasi tutti film, si trova nei titoli di testa, all’interno del film e nei titoli di coda.
ENNIO MORRICONE
Ennio Morricone, originario di Arpino in provincia di Frosinone, ma nato a Roma, ricevette la sua formazione musicale al Conservatorio Santa Cecilia, dove si diplomò in tromba , strumentazione per banda e composizione. Ha studiato anche musica corale e direzione di coro. Contemporaneamente ha lavorato come trombettista in molte orchestre romane, formandosi così uno spirito pratico e creandosi una rete di conoscenze nel mondo dello spettacolo. Cominciò a scrivere musiche per film nel 1955, lavorando parallelamente come arrangiatore di musica leggera per diverse orchestre e per i dischi della RCA Italia. Celebri sono le sue numerose colonne sonore cinematografiche, più di 500 in tutta la sua lunga carriera, di cui solamente 30 scritte per film western. È proprio per queste ultime, però, che Morricone è meglio conosciuto, grazie soprattutto alla collaborazione con Sergio Leone, con il quale ha dato vita alla famosa colonna sonora “Il buono, il brutto e il cattivo”.
Dopo essersi diplomato presso l'Accademia di Santa Cecilia a Roma, iniziò a lavorare come compositore per la radio, la televisione, il teatro e il cinema. Nel 1964 scrisse la colonna sonora di Per un pugno di dollari di Sergio Leone, che ne rivelò il talento. Fecero seguito altre musiche originali per i western di Leone e i film di molti registi italiani, come Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Tornatore. Le sue colonne sonore per il cinema americano vanno dalle melodie d'ispirazione popolare per pellicole come I giorni del cielo (1978) e Gli intoccabili (1987), a temi tratti dalle musiche degli indios sudamericani e dalla musica sacra europea per Mission (1986).
PREMI E RICONOSCIMENTI
Accanto alle Nomination Academy Award per le musiche di Bugsy (1991), Morricone ha ottenuto nel corso della sua prolifica carriera numerosi riconoscimenti ufficiali, tra cui i David di Donatello per le musiche di Nuovo cinema Paradiso (1988) e Stanno tutti bene (1990). Nel 1995 ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera alla 52a Biennale del Cinema di Venezia. Tra le altre colonne sonore da lui composte si ricordano quelle per Lolita (1997), La leggenda del pianista sull’oceano (1998) e Malèna (2000) .
IL PREMIO OSCAR
Ennio Morricone classe del 1928 ha ricevuto il Premio Oscar alla carriera il 26 febbraio 2007.
A consegnare il premio l'attore Clint Eastwood. Una vera icona dei film western, di cui Morricone ed il regista Sergio Leone hanno lasciato un'importante firma nella scena. Un Oscar meritato che forse ha tardato ad arrivare. Per una figura che con la sua eleganza e maestria rappresenta l'aspetto artistico dell'Italia del '900.
INTERVISTA A ENNIO MORRICONE
• Quali sono le sue “muse” ispiratrici?
Le muse ispiratrici sono gli studi, gli amori musicali che uno ha acquisito e che diventano il nostro sangue. Metabolizziamo tutte queste esperienze i nostri studi, le tecniche, e poi il film. Ad un certo punto il film diventa importante perché stimola all’eseguire scrivendo il pensiero.
• Diversi sono i film che grazie anche alle sue musiche sono un documento storico del nostro tempo. A suo giudizio esiste una differenza fra il comporre musica per film o per cartoni animati?
Non esiste una differenza, dipende poi da che cartoni animati sono. Noi immaginiamo i cartoni animati come quelli molto comici tutti velocizzati, allora li è un altro discorso. Ma se parliamo di cartoni animati moderni come Mosè o la “vita dei Santi” è come se fosse un film.
• E’ stato amico e compagno di lavoro di Sergio Leone un affermazione per ricordare il maestro?
Un grande regista sicuramente. Sottovalutato perché ha fatto tanti western, poi se uno si accorge che ha fatto “C’era una volta in America” si rende conto che questo aggettivo che io spendo per lui è il minimo.
• Ha all’attivo oltre 450 musiche. Qual è il segreto perché questa realizzazioni sono sempre così attuali?
Intanto quello di non abituarsi a scrivere una musica standard nel senso della moda corrente. Se uno sfugge alla moda, che quando diventa moda è già finita certamente avrà fatto qualcosa che resisterà di più.

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