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Jazz

Appunto sul Jazz

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Il Jazz
Il jazz ha radici lontane che affondano in uno degli episodi più oscuri e vergognosi della nostra storia. La deportazione degli schiavi in America, che furono catturati con violenza in Africa e venduti come bestie nelle piazze dei mercati. Gli schiavi neri trovarono nella musica non solo un aiuto per sopportare le fatiche, ma anche per ribadire ai loro padroni che loro erano uomini come gli altri. Questa musica fu chiamata jazz e nacque nel 900 dalla fusione d’elementi musicali africani con quelli del nuovo ambiente in cui i neri si trovarono a vivere. Una prima fonte di jazz furono i canti di lavoro detti work-songs, i canti religiosi detti spirituals e i gospel-songs d’ispirazione cristiana. Un’altra fonte del jazz fu il blues, un canto di genere profano e di carattere nostalgico e triste. Il jazz è dapprima vocale, poi interessa piccole formazioni orchestrali (originariamente strumenti a fiato o a percussione), quindi da vita anche ad una musica pianistica di tipo popolare (Ragtime), caratterizzata da un sincopato (per sincopesi intende lo spostamento dell’accento forte su quello debole). Dalla fusione del Blues e del Ragtime nasce a New Orleans la musica delle bands che si esibiscono per le strade, improvvisando in occasione di cerimonie religiose e funebri. Gli elementi caratteristici del jazz sono: improvvisazione, forza trascinatrice del ritmo, particolari inflessioni sonore ottenute dagli strumenti a fiato, virtuosismo solistico.
Fra i maggiori esponenti del jazz ricordiamo: il celebre cornettista Louis Amstrong (1900-1971) che con i suoi complessi ha fatto anche varie tournee in Europa e il pianista Duke Ellington, famoso pure come compositore e direttore d’orchestra.

Ci sono vari tipi di jazz:

1. Hot jazz, ossia il jazz originario tipico di Luis Amstrong, basato sull’improvvisazione solistica.
2. Sweet Jazz, più vicino alla melodia dei modelli occidentali.
3. Free jazz, si rifà all’improvvisazione collettiva simultanea.
4. Cool jazz, il cui leader fu il sassofonista Lester Young.

Il jazz, noto originariamente come espressione musicale spontanea e improvvisata, ha finito con l’entrare nelle sale da concerto e con l’influenzare lo stile di numerosi compositori.
La melodia risente della scala "blue", in cui alcuni semitoni risultano in posizione diversa rispetto alla nostra scala maggiore: la scala blue ha i semitoni fra il secondo e il terzo e fra il sesto e il settimo grado, anziché fra il terzo e quarto ed il settimo ed ottavo grado.
Il ritmo, sempre marcato, è di solito binario. Si ha la sovrapposizione di ritmi diversi; Spesso l’andamento è sincopato.

Gli strumenti dell’orchestra jazz: sono derivati dalle bands, sono:
1. ottoni,
2. Saxsofoni, in particolare clarinetti.
3. Percussioni varie riunite nella batteria.
In un secondo tempo entrano nell’orchestra il contrabbasso (pizzicato), il bamjo, la chitarra, il pianoforte e qualche volta il violino.
Caratteristica essenziale del jazz è l’improvvisazione: dopo che tutto il complesso degli esecutori ha presentato un “tema” ogni suonatore riprende in forma solistica il tema stesso, arricchendolo di varie azioni, frutto di una fantasia esuberante e dando prova di una tecnica strumentale talora sbalorditiva. Con Gershwin il jazz diventa sinfonico, espressione della fusione del jazz originario con la musica colta europea. In questa trasformazione, esso perde la caratteristica dell’improvvisazione.
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