Frescobaldi Girolamo

Compositore e organista, è uno dei protagonisti della vita musicale italiana della prima metà del ‘600. Figlio di un organista, Girolamo Frescobaldi (12 Settembre 1583, Ferrara-1 marzo 1643, Roma) cresce in uno dei centri culturalmente più stimolanti dell’Italia rinascimentale, in quella corte degli Estensi che è stato luogo d’incontro dei maggiori letterati e musicisti del ‘500. Il suo maestro è Luzzasco Luzzaschi, uno degli organisti più stimati del tempo. Nel 1597, alla morte del duca Alfonso, Ferrara passa sotto il dominio del Papa, e Frescobaldi si trasferisce a Roma sotto la protezione del cardinal Bentivoglio, suo vecchio amico a Ferrara. A Roma si fa un nome come organista, prima alla chiesa di S. Maria in Trastevere (1607), poi a San Pietro. Nel 1614 riceve la proposta di sostituire Claudio Monteverdi a Mantova: l’ambiente della corte dei Gonzaga lo tenta a tal punto da accettare l’offerta, ma in breve tempo si accorge che la musica non è stimata come vorrebbe, pianta tutti in asso e torna a Roma. Nel 1615 pubblica la sua prima raccolta di composizioni intitolata Primo libro di Toccate e Partite d’intavolatura di cimbalo, che segna il distacco dalla severità tipica dello stile organistico e cembalistico rinascimentale e il profilarsi di una libertà d’invenzione e di una fantasia che annunciano già il barocco. Alla fama di esecutore si aggiunge così quella di compositore, dandogli così l’opportunità di essere sempre più ricercato da tutti i circoli musicali di Roma ed extra-cittadini: nel 1628 accetta l’assunzione offerta dalla corte dei Medici a Firenze, senza tuttavia rinunciare agli incarichi romani. L’anno precedente era stato pubblicato, in una edizione di lusso, Il Secondo Libro di Toccate, Canzone, Versi d’Inni, Magnificat, Gagliarde, Correnti et altre partite d’intavolatura di Cimbalo et Organo, in cui Frescobaldi continuava la sua opera di rinnovamento dello stile tastieristico ed emergeva, tra l’altro, una sempre più chiara differenza fra le opere destinate all’organo e quelle per il cembalo. A Firenze rimane per 6 anni, finché nel 1634 ritorna definitivamente a Roma, accolto con tutti gli onori. Nel 1635 pubblica il suo capolavoro, quei Fiori Musicali di diverse composizioni, toccate, kyrie, canzoni, capricci e ricercari che suscitano l’ammirazione incondizionata perfino di Johann Sebastian Bach, che quasi un secolo dopo li ricopia tutti a mano al fine di impadronirsi dei loro segreti. Effettivamente in quest’opera Frescobaldi dimostra tutta la sua abilità, riunendo 46 brani scritti nei più diversi stili, dal più severo contrappunto alle più libere stravaganze.
Gli ultimi anni trascorrono sereni: continua a suonare ed è circondato dalla stima di tutto il mondo musicale, tanto che molti organisti arrivano anche dall’estero per avere l’opportunità di studiare con lui. Quando muore, nel 1643, viene sepolto con tutti gli onori e i maggiori musicisti del tempo fanno a gara per poter suonare al suo funerale.

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