Gaetano Donizzetti

Uno dei maggiori operisti dell’ ‘800 italiano. Domenico Gaetano Maria Donizetti (29 novembre 1797, Bergamo - 8 aprile 1848, Bergamo) nasce in una famiglia poverissima e cresce in un umido e scuro sottoscala. All’età di 9 anni viene ammesso presso Lezioni Caritatevoli di Musica una scuola gestita da una associazione benefica. Il direttore (nonché fondatore) della scuola, Giovanni Simone Mayr, viene colpito dai rapidi progressi del ragazzo e nel 1815 decide di mandarlo a perfezionarsi nella miglior scuola di musica italiana dell’epoca, il Liceo Musicale di Bologna, provvedendo anche a trovare i fondi per il suo mantenimento.
Donizetti riceve così un’ottima preparazione teorica e contrappuntistica, acquisendo un solidissimo mestiere che gli permette di comporre con una rapidità impressionante.
Già l’anno seguente il giovane Donizetti compone la sua prima opera, pare in soli quindici giorni. Nel 1818 avviene l’incontro determinante con Bartolomeo Merelli, che inizia a scrivergli un libretto dopo l’altro, e Donizetti, con altrettanta rapidità, li mette in musica, finché, il 28 gennaio 1822 (al Teatro Argentino di Roma) ottiene con Zoraida di Granata il suo primo successo. Seguono poi altre opere (sostanzialmente nello stile di Rossini) in cui già emerge quella cantabilità ampia e distesa che preannuncia lo stile del Donizetti maturo.
Seguono anni frenetici (sempre alla ricerca di un posto sicuro) in cui la necessità di rispettare le scadenze di consegna dei lavori frena la possibilità di esprimersi più compiutamente. Nel 1827 firma un contratto con il Teatro Nuovo di Napoli in cui si impegna a scrivere ben 12 opere in tre anni! Alla fine della carriera ne avrà composte più di 70.
Il 26 dicembre 1830, al Teatro Carcano di Milano, va in scena l’opera seria Anna Bolena. Scritta anch’essa nel giro di un mese, è il primo dei capolavori della maturità di Donizetti: una tragedia in cui la ricchezza melodica e il colore orchestrale riescono a tradurre la vicenda in autentico pathos musicale. Ma nonostante il successo, il ritmo di lavoro del compositore bergamasco non diminuisce. Nei due anni che separano l’Anna Bolena dal successivo capolavoro L’elisir d’amore (Teatro della Canobbiana di Milano, 12 maggio 1832) riesce a comporre altre cinque opere, seppur di livello modesto. L’elisir d’amore è un successo senza riserve, in cui Donizetti abbandona definitivamente la tradizione della farsa settecentesca per un’espressione musicale che non rinuncia a tratteggiare dei veri personaggi.
Il suo trionfo si consolida durante gli anni seguenti. Nell’opera seria in un prologo e 2 atti Lucrezia Borgia (Teatro alla Scala di Milano, 26 dicembre 1833) e, soprattutto, nell’opera seria in 3 atti (composta in 40 giorni) Lucia di Lammermoor (Teatro San Carlo di Napoli, 26 novembre 1835) la sua capacità di fondere amore e morte, dolcezza lirica e tensione drammatica, raggiunge vertici ineguagliabili.
Ma proprio questi anni (i più ricchi di soddisfazioni professionali) sono i più dolorosi: fra il 1835 e il 1837 gli muoiono il padre, la madre, due figlioletti e infine la moglie. Il suo temperamento, da sempre schietto e allegro, si fa chiuso e ombroso.
Nonostante le disgrazie e la possibilità di vivere di rendita, continua a comporre. Nel 1840 La fille du régiment conquista Parigi, due anni dopo Linda di Chamounix affascina Vienna.
La salute incomincia a vacillare e i continui viaggi lo spossano. Nel dicembre 1842, in appena 10 giorni, mette in musica il suo ultimo capolavoro, Don Pasquale: un ultimo guizzo comico, ma di una comicità venata di malinconia, in cui il vecchio burlato medita amaramente sul tempo che passa.
Dopo un ultimo viaggio a Vienna e a Parigi, nell’estate 1845 si manifesta la paralisi cerebrale che lo accompagna tristemente durante gli ultimi tre anni della sua vita.

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