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Le Alterazioni

Sappiamo che i suoni utilizzati nella musica sono molti, ma i nomi sono solo sette e vengono perciò ripetuti periodicamente. Inoltre, per raffigurare certi suoni si usa ricorrere a particolari segni chiamati alterazioni. Le alterazioni, derivate dell’evoluzione grafica di antichi segni sono:
Diesis (): altera la nota davanti alla quale è posto di un semi tono verso l’acuto.
Bemolle (): altera la nota davanti alla quale è posto di un semi tono verso il grave.
Doppio Diesis (♯♯): altera la nota davanti alla quale è posto di un tono verso l’acuto.
Doppio Bemolle (♭♭): altera la nota davanti alla quale è posto di un tono verso il grave.
Bequadro (): annulla qualsiasi alterazione precedente relativa alla nota in questione.

Secondo la pratica del sistema tonale (che è stato il sistema compositivo degli ultimi secoli) una o più note possono essere costantemente alterate per l’intera durata di un brano.
Ad indicazione di ciò le alterazioni in questione vengono tutte segnate al principio del rigo, subito dopo il degno della chiave, e ciascuna è collocata nella posizione della nota alla quale si riferisce. Si dice allora che le alterazione sono poste in chiave.

Si intende invece momentanea l’alterazione segnata davanti alla nota nel corso di una composizione, convenendo che essa continui a valere per la medesima nota nell’ambito della stessa misura (battuta).

L’alterazione può anche essere semplicemente precauzionale, cioè venire segnata, anche se non necessario, come pro-memoria per l’esecutore.

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