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Giuseppe Verdi: vita

Giuseppe Verdi fu il più illustre compositore dell’opera romantica italiana. Nacque a Roncole di Busseto (Parma) nel 1813. Figlio di un locandiere, ebbe i primi insegnamenti musicali dall’organista Fernando Provesi. Visse nella casa del mercante Antonio Barezzi, da cui ricevette aiuti finanziari e di cui sposò la figlia Margherita. Nel 1832 chiese l’ammissione al conservatorio di Milano, ma gli fu negata perché aveva superato i limiti di età e per la tecnica di pianista insufficiente. Studiò allora privatamente a Milano con Vincenzo Lavigna, un maestro concertista della Scala di Milano. Nel 1835 assume l’incarico come organista. Gravi lutti familiari e gli insuccessi lo spinsero a interrompere la carriera, ma nel 1842 il musicista fu indotto dall’impresario Bartolomeo Morelli di Milano a comporre il “Nabucco”, opera che lo portò al grande successo. “Il coro degli schiavi, va pensiero” fa di Verdi il simbolo del Risorgimento italiano e delle speranze degli italiani. Nel periodo successivo fu conteso dai maggiori teatri d’opera italiani per i quali scrisse 18 opere in 15 anni. Dal 1855, il suo nome acquista una rilevanza internazionale. Ma in questo periodo partecipa pure alla vita politica; fra l’altro dal suo nome era stato ricavato un motto patriottico (W VERDI era l’acrostico di “Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia). Dopo l’ Aida, Verdi si ritirò nella sua villa di Sant’Agata con la sua seconda moglie, la cantante Giuseppina Strepponi. L’unico altro lavoro importante fu la “Messa da Requiem” in memoria di Alessandro Manzoni. Con il Nabucco, Verdi vuole lanciare un chiaro messaggio patriottico. In quest’opera gli italiani identificarono le proprie vicende con quelle del popolo ebraico costretto a vivere in schiavitù dal Re Nabucodonosor, ma desideroso di riconquistare la libertà. Giuseppe Verdi morì a Milano nel 1901.

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