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Durante la rivoluzione francese la musica:
considerata come elemento di decorazione di feste e cerimonie pubbliche
Serviva all’esaltazione dell’entusiasmo patriottico e a stimolare la capillare partecipazione delle masse
Strumentalizzata per consolidare l’assetto del nuovo potere il messaggio politico poteva essere trasmesso a un gran numero di cittadini tramite la musica (propaganda attraverso le opere letterarie aveva limitazioni di diffusione, tasso di analfabetismo della popolazione francese nel fine ‘700 era pari al 65%)
Composizioni di odi, inni alla libertà, alla natura, canti patriottici, civili, morali, per la partenza o il ritorno dell’armata (es. La Marsigliese, 1792 )
I compositori sostituirono agli intrecci polifonici e agli artifizi costruttivi della musica precedente grandi sonorità, tessiture vocali elementari, motivi orecchiabili, cori all’unisono, strutture semplici ma d’effetto.

Aspetti caratteristici del linguaggio musicale romantico:
La sonorità accentuata e nuova sensibilità per il suono in sé. L’orchestra costituisce una fonte inesauribile di colori ed effetti timbrici. (Nacque la figura del direttore d'orchestra, a causa della complessità della gestione di orchestre sempre più grandi, mentre Spohr, Weber e Mendelssohn iniziarono la tradizione di prove condotte con grande disciplina, adeguando così l'orchestra al nuovo ed imponente repertorio)
Armonia a cui si attribuisce una funzione espressiva (e non più architettonico-formale)
Melodia determina l’aspetto individuale della creazione del compositore. Caratterizzata da maggiore flessibilità nell’estensione delle frasi.
Ritmo aspirazione a superare il principio di regolarità metrica
Forma meno sistematicità nell’organizzazione del brano, sviluppi tematici irregolari.
Beethoven:
Radicato nel suo personaggio il desiderio di affermarsi come compositore e di conquistare un posto importante nella tradizione musicale del tempo. Era pienamente consapevole delle sue potenzialità e del suo genio.
L’intera vita di Beethoven fu segnata da profondi conflitti interiori, da periodi di crisi psicologiche che lo conducevano alla solitudine e all’infelicità.
Caratteristica della sua personalità è la tensione tra obbedienza e ribellione, tra il bisogno di essere accettato da coloro che detenevano il potere nella società e l’impulso a criticarne i comportamenti.
Fedele ai principi illuministici di libertà e uguaglianza ma non aveva l’atteggiamento di conformismo e utilitarismo nei confronti della società.

Uno dei motivi che rendevano Beethoven particolarmente angosciato fu la perdita dell’udito che si presentò dal 1789 e divenne totale nel 1822. L’esecuzione virtuosistica nei palazzi aristocratici di Vienna era stata la sua principale occupazione fino a questo periodo e l’isolamento acustico incoraggiò la sua tendenza alla misantropia e al sospetto nei confronti dei suoi rivali e critici.
Nel Testamento di Heilingenstadt, scritto dall’autore nell’ottobre del 1802, Beethoven si rivolge all’umanità alla quale cerca di spiegare lo stato di turbamento che dovette sostenere prima di rassegnarsi al suo drammatico destino. Chiama in causa l’arte quale sola ragione che l’abbia sottratto a togliersi la vita.
Con questa lettera Beethoven compare come un musicista che si considera investito di una missione e vorrebbe essere portatore di un messaggio da tramandare nel tempo, scrive:

« o voi, uomini che pensate o dite che io sono ansioso, testardo o misantropo, come mi giudicate male. Voi non conoscete la causa segreta […] sono stato costretto ad accettare la prospettiva di una malattia cronica. Pur essendo dotato di un temperamento ardente e vivace, sono stato presto costretto a ritirarmi in me stesso e a vivere in solitudine. […] sono destinato ad essere incompreso […] ho paura di correre il rischio che si noti la mia condizione.
Chi sia stato colpito dalla sventura può trovare consolazione nel caos di un infelice par suo, il quale, nonostante la Natura gli sia stata avversa , ha nondimeno fatto tutto ciò che era in suo potere per venire accettato nel novero degli artisti e degli uomini degni.
Mi affretto con gioia all’incontro con la morte. Se essa giungerà prima che io abbia avuto la possibilità di sviluppare tutte le mie capacità artistiche, allora sarà giunta troppo presto nonostante il mio crudele destino , e desidererei ritardare la sua venuta- eppure anche così sarei felice, poiché non verrebbe forse a liberarmi da uno stato di perenne sofferenza?».

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