La musica nell'antichità

La musica è nata con l’uomo. Egli ha sentito il bisogno di esprimere i propri stati d’animo e le proprie emozioni con un linguaggio diverso. Ad un certo punto l’uomo sdoppiò il suo linguaggio, usandone uno per esprimere le sue prime necessità, legate a soddisfare i bisogni di sopravvivenza, ed un altro per dar sfogo ai propri momenti lirici e intimistici. Non si hanno testimonianze dirette della musica antica perché essa non era scritta così come la conosciamo noi oggi. Essa era tramandata oralmente e dobbiamo aspettare il Medioevo per avere una prima scrittura musicale. Gli studiosi basano le loro teorie su testimonianze indirette, cioè sui reperti che sono giunti fino a noi. Essi sono dipinti, graffiti, bassorilievi, strumenti musicali. Attraverso queste testimonianze gli studiosi hanno immaginato che per i popoli antichi la musica avesse un carattere sacro perché era considerata di origine magica, divina e rappresentava la voce della natura (mare, vento, alberi).

Presso gli antichi Egizi la musica era presente nelle cerimonie civili (cioè che riguardavano i cittadini), religiose, nei banchetti, nelle feste alla corte del faraone, nei cortei funebri, ma anche nella guerra per incitare i soldati al combattimento. In guerra erano utilizzati strumenti a percussione e a fiato. Infatti esistevano tamburi, liuti e flauti. Per tutti gli altri momenti era molto usata l’arpa, di diverse forme e dimensioni e con un numero variabile di corde.
Anche per i popoli della Mesopotamia (Assiri, Babilonesi, Sumeri) la musica aveva grande importanza nelle cerimonie e in guerra.
Presso gli Ebrei, che abitarono la Palestina fra il 2000 a.C e il 70 d.C, la musica era molto importante nelle cerimonie religiose perché aveva lo scopo di glorificare Dio. Infatti era praticata la salmodia, cioè la lettura intonata dei salmi della Bibbia. Lo stesso re Davide compose e musicò numerosi salmi. Gli strumenti utilizzati erano flauti, trombe, cimbali (piattini di metallo percossi l’uno contro l’altro).
Della musica greca si hanno maggiori testimonianze. Musicisti, poeti e matematici si interessarono alla teoria musicale. Il più antico tentativo di scrittura musicale era proprio quello greco, basato non sulle note, ma sulle lettere dell’alfabeto. Per i Greci la parola musiché indicava un insieme di danza, musica e poesia. Ciò è testimoniato dai due famosi poemi Omerici Iliade e Odissea, in cui si descrive come i cantori si accompagnassero con uno strumento a corde chiamato lira. Oltre alla lira i Greci utilizzavano la cetra, le arpe e i flauti. La musica era presente anche nelle manifestazioni teatrali. Nella tragedia (forma di spettacolo teatrale) musica, danza e poesia si fondevano perfettamente. Il coro narrava, cantava e danzava intorno ad un altare posto al cento del teatro.
Gli Etruschi amavano molto la musica. Essi la utilizzavano per allietare i banchetti e per accompagnare le danze, usando flauti e strumenti a corde come la lira.
Per i Romani la musica era utilizzata per accompagnare le celebrazioni delle vittorie militari, ma anche per allietare i banchetti e durante le cerimonie religiose. Gli strumenti utilizzati erano soprattutto quelli a fiato come la buccina e la tuba, che servivano come segnali in battaglia e per celebrare appunto i trionfi militari.
La musica delle prime Comunità Cristiane si rifaceva agli antichi salmi ebraici e alla scala musicale greca.

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