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Le Ebridi, di Felix Mendelssohn (1803-1847)

Il primo tema inizia con un pp (pianissimo), adornato da bassi e violoncelli che si sovrappongono a formare un delicato intreccio. Il tutto viene ripetuto dai violini e dai timpani in un sempre più dinamico crescendo.
Successivamente emerge il secondo tema (più lungo e cantabile), poi ripreso dai violini e da fiati in legno. Un crescendo improvviso costituito da archi, fiati e timpani irrompe coprendo tutta la melodia prima creata. Dopo il ff (fortissimo) arriva un diminuendo e un gioco di "rimandi" con gli ottoni, che può essere facilmente paragonato al cinguettio di uccelli. Subito dopo arriva uno splendido pezzo dolce, con soli violini, che cresce di intensità fino a passare da p (piano) a mf (mezzo forte).
Arriva un crescendo molto ritmato, che scoppia in un frastuono di archi e percussioni. A questo si sovrappone il primo tema, che trasforma il crescendo in un lento diminuendo.

Immediatamente dopo inizia il secondo tema, ma questa volta viene eseguito da un clarinetto solista. Un potente crescendo ritmato irrompe nuovamente infastidendo la dedicata sensazione che si era formata fino ad ora, come una grossa onda che si schianta, stavolta formato da archi velocissimi e qualche percussione, oltre ad alcuni fiati. Il tutto è così agitato da diventare un ff. Il brano termina con la ripetizione del primo tema in pp fatto dai legni.

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