Presentazione figura Ulisse nell'Odissea

Ulisse, protagonista dell’Odissea di Omero è un personaggio conosciuto soprattutto per la sua astuzia, la sua intelligenza e la sua sete di conoscenza. Queste sue tre fondamentali caratteristiche sono quelle che lo portano a compiere l’interminabile viaggio prima del suo ritorno a casa. Ulisse mette in campo la sua astuzia e la sua intelligenza, soprattutto nelle situazioni difficili, quando è costretto a lottare per la sua vita o quella dei suoi compagni, un esempio molto evidente è quello del Ciclope. Una volta arrivato da Polifemo ed essere stato rinchiuso insieme ai compagni nella grotta del Ciclope, Ulisse attua un piano per fuggire: ordina ai compagni di sgrossare e levigare un grosso tronco trovato nella grotta, rendendone aguzza un'estremità, da utilizzare per accecare il gigante dopo averlo fatto ubriacare e nel frattempo l’eroe fa credere al Ciclope di chiamarsi Nessuno di modo che se per caso Polifemo dovesse chiamare aiuto, gli altri ciclopi penserebbero che nessuno gli sta facendo del male e non si preoccuperebbero. Il tentativo riesce e quindi Ulisse si prepara per la fuga: lui e i suoi compagni si legano al ventre dei caproni. Il mattino seguente Polifemo, ormai ceco, tasta il bestiame sulla groppa mentre sta passando per uscire, per prevenire eventuali evasioni. Ma lo stolto non si accorge di nulla e così Ulisse con gli amici rimasti torna sulla nave e riprende il mare. Ulisse però presenta anche alcuni difetti come per esempio l’orgoglio e quindi non appena si allontana dall’isola del Ciclope non resiste e, mentre schernisce il mostro, gli rivela il suo vero nome. Quest’azione gli farà meritare l’odio di Poseidone, padre di Polifemo, che tormenterà l’eroe per tutto il viaggio per rivendicare il figlio accecato. La sua sete di conoscenza invece è il motore iniziale del viaggio perché Ulisse ha talmente voglia di conoscere nuovi luoghi o fare nuove esperienze che rinuncia a ritornare a casa subito dopo la guerra di Troia. Un episodio dove si mette ben in evidenza la sua sete di conoscenza è sicuramente l’episodio delle sirene in cui Ulisse pur di riuscire a sentire il famoso e fatale canto delle sirene, tappa le orecchie ai suoi compagni con la cera e si fa legare all’albero della nave. Ulisse però non ha solo queste poche caratteristiche, Ulisse è anche un uomo che prova tanto amore sia per la sua famiglia e per la sua patria che per i suoi compagni. L’amore per la patria lo porterà man mano che il viaggio diventa più lungo, la caratteristica che lo farà resistere ai dolori e alle difficoltà, si può notare soprattutto nell’episodio di Calipso quando arriva Ermes sull’isola Ogigia, e vede Ulisse che, nonostante si trovi in un’isola meravigliosa con una dea stupenda, è seduto sulla scogliera e piange guardando l’orizzonte e sospirando la sua casa. L’amore per i compagni è evidenziato soprattutto in due episodi, ossia nell’episodio di Circe, quando la maga fa prigionieri i compagni e lui, piuttosto che abbandonarli rischia rendere prigioniero anche se stesso e accetta di tradire la moglie con la maga pur di riuscire a liberarli. L’altro è l’episodio di Scilla e Cariddi, quando Scilla, il mostro a sei teste, cerca di divorare i compagni dell’eroe e nonostante Circe gli avesse raccomandato di non cercare di combattere contro il mostro, lui lo fa lo stesso (anche se senza successo) solo per provare a salvare i suoi compagni. Insomma Ulisse è un eroe non per la sua forza fisica ma per la sua grande forza d’animo e la sua intelligenza e infatti con le sole armi della sua mente non sarà mai un uomo vinto.

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