Raffa di Raffa
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Achille ed Odisseo

I proemi, anche se per sommi capi, ci danno l’immagine di due eroi molto diversi tra loro. Achille fa parte di una cultura di sopraffazione e di morte, appartiene alla cosiddetta “società della vergogna”, per cui la salvaguardia del proprio onore e la ricerca costante della gloria, anche a scapito della vita, è il motivo conduttore. Nell’Odissea la mente prevale sull’onore, si può parlare di cultura dell’apprendimento, il protagonista vede città, conosce l’indole di molte genti, si preoccupa dei propri compagni. La lettura del primo dei poemi omerici ci mostra un eroe legato a un particolare status sociale, quello dell’aristocrazia militare. Odisseo è invece un eroe riflessivo e non impetuoso ed irascibile come Achille; ci tiene alla propria vita, a tornare a Itaca da Penelope. Nell’XI libro dell’Odissea, scende negli Inferi e, fra gli altri, dialoga con l’ombra dell’eroe che preferì la gloria a una vita lunga e anonima.

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