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La tela di Aracne

Colofone un tempo era un centro abitato dai greci un popolo molto laborioso. Lì viveva Aracne, una tessitrice molto abile tanto che un giorno osò addirittura sfidare la dea Minerva, protettrice
delle tessitrici e filatrici. Minerva nel frattempo stava ascoltando e prima di scendere con le sue sembianze prese l’aspetto di una vecchia. Questa si avvicinò ad Aracne e dopo averle fatto i complimenti cercò di farle cambiare idea e vedendo che non avrebbe mai rinunciato a sfidarla, ritornò nelle sue vesti e la gara iniziò: le due avversarie avevano davanti a loro un telaio,Minerva rappresentò nella tela, gli dei e le dee in tutto il loro splendore invece Aracne intesse un mare con delle onde che sembravano muoversi ma Minerva furiosa per la perfezione dell’opera appena ella ebbe finito il suo capolavoro lo ridusse a brandelli e per salvarle la vita la trasformò in un ragno che filava la tela. È per questo che il nome aracnide deriva da aracne.

Pigmaglione e l’amore perfetto

A Cipro,nacque la dea dell’amore, Venere. Pigmaglione il re di quell’isola non aveva una compagna anche perché lui era troppo esigente. Lui era sempre molto impegnato ad ascoltare il popolo e una volta finito il lavoro si ritirava nella solitudine, ma poi incominciò a dedicarsi alla pittura e alla scultura e dopo giorni e giorni di fatica realizzò servendosi di un pezzo d’avorio una fanciulla bellissima. A lei dedicò molto tempo, la contemplava, baciava e non la perdeva d’occhio neanche un secondo. Arrivò il giorno della festa in onore di venere e lui si presentò davanti all’altare e chiese alla dea di fargli trovare una donna come quella che aveva scolpito, dalla fiaccola partirono tre fiammelle in segno che la dea ebbe compreso il favore da lui chiesto e quando ritornò a casa incominciò a baciare la statua e lei che era diventata viva gli accarezzò dolcemente la nuca.

Il bagno di Aretusa

Siracusa è una città di Ortigia e lì c’è una meravigliosa sorgente e questa è la sua storia. Tutto incominciò ad Acaia in Grecia, Aretusa era una giovane ninfa che accompagnava diana, dea della caccia e degli animali selvatici, a cacciare. Un giorno mentre stava ritornando dalla foresta di Stinfàlo vide un torrente che apparteneva al dio del fiume Alfeo e decise di fare un bagno. Alfeo le apparve e le dichiarò il suo amore per lei; Aretusa fuggì attraverso l’oceano fino all’isola di Ortigia , dove diana la trasformò in fonte, e Alfeo per inseguire meglio Aretusa prese le sembianze di un cavallo ma lui la raggiunse e mescolò le proprie acque alle sue. Il fiume Alfeo scorse sotto il mare della Grecia fino alla fonte di Aretusa nel porto di Siracusa, in Sicilia.

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