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Mito Greco e Romano

Il mito (dal greco mythos = racconto) è una narrazione fantastica che cerca di dare una spiegazione all’origine del mondo, dell’uomo, dei fenomeni naturali e al mistero della vita.

Come nascono i miti
L’uomo primitivo provava stupore o terrore di fronte a eventi naturali inspiegabili come il sorgere e il tramontare del sole, il cammino delle stelle, l’alternarsi delle stagioni, le fasi lunari, i tuoni. Si chiedeva da dove veniva il mondo e da dove veniva lui stesso, il perché del suo nascere, del suo obbedire a certe regole, del suo
gioire e soffrire e si interrogava sul perché della morte. Avvertiva in tutte le cose intorno a lui la presenza di un mistero che cercava di svelare.
I fatti narrati nei miti erano le risposte alle sue domande, costituivano le spiegazioni elaborate nel tempo per dare un significato a eventi e cose per attenuare la paura del mistero.

Di che parlano
I miti racchiudevano le credenze, le convinzioni religiose e i valori morali di un popolo.
Non avevano autori e venivano tramandati oralmente, arricchendosi di generazione in generazione.
Assunsero una forma definitiva quando vennero fissati da poeti e scrittori nei testi scritti.

A che servono
Presso le antiche culture i racconti mitologici servivano per intrattenere ma, soprattutto, per comunicare e istruire, per trasmettere di generazione e generazione un comune patrimonio culturale e morale, per ricordare ciò che era avvenuto alle origini, per celebrare gli antenati, per onorare gli déi.

La mitologia Greca e Romana
L’uomo primitivo aveva dato spirito divino ad animali e oggetti e si era creato un mondo di esseri soprannaturali, gli dei, che cercava di ingraziarsi con sacrifici, riti e preghiere. L’uomo greco creò una complessa mitologia che rispecchiava ogni aspetto della sua vita.
Organizzò gli dei secondo uno schema simile alla società umana, con un capo (Zeus), padre degli dei e degli uomini, a cui sottostavano gli dei del cielo, della terra, del mare e del regno dei morti. Attribuì loro caratteri, abitudini, sentimenti e rivalità proprio degli uomini.
Quando la civiltà romana venne a contatto con quella greca, ne assimilò anche i miti adattandoli alle proprie esigenze e sostituendo i nomi. I miti furono tramandati da grandi poeti e narratori: Omero, Esiodo, Ovidio.
Dal Caos iniziale ha origine il mondo; Zeus usurpa il trono al padre Crono diventando signore degli dei dopo la vittoria sui Titani ribelli.
Gli dei vivono beati sul monte Olimpo in Tessaglia, si nutrono di nettare e ambrosia, odiano e amano, sottostanno solo alla forza del Fato. Gli eroi,non dei, ma protagonisti di imprese straordinarie, erano capaci di giungere fino alla morte per il bene di tutti, così temerari da sfidare gli stessi dei. Essi mostrano coraggio, forza, generosità, astuzia e gusto dell’avventura in imprese memorabili:

Giasone uccide il drago per impossessarsi del vello d’oro.
Teseo libera Atene da un tributo crudele uccidendo il Minotauro, in mostro metà uomo e metà toro.
Ercole è capace di dodici imprese eccezionali.
Ultimi protagonisti dei racconti degli eroi sono i guerrieri che partecipano alla guerra di Troia, tra cui Achille, Ettore, Ulisse e Agamennone.

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