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Era, la “signora” delle dee

Era, il cui nome significa “signora”, figlia, come Zeus, di Cronos e Rea, nacque secondo alcuni nell’isola di Samo e secondo altri ad Argo.
Quando era giovane, Zeus se ne innamorò, e per presentarsi ed offrirsi a lei come fidanzato, il dio scelse un modo davvero straordinario: un giorno d’inverno, mentre Era filava, un cuculo entrò dalla finestra e le si posò sulla spalla. Il cuculo riprese subito le sembianze del dio, e la costrinse a sposarlo. Le nozze vennero celebrate con grande fasto all’arrivo della primavera, alla presenza di tutte le divinità, che recarono splendidi doni alla coppia regale.
Era, la più importante tra le dee, indicava, per eccellenza, l’elemento femminile dell’universo e possedeva gli stessi poteri del marito, anche se in misura inferiore. Gli antichi vedevano in lei un simbolo dell’atmosfera che circonda la terra ed è in contatto con il cielo più puro, rappresentato da Zeus.
La dea simboleggiava anche la fecondità della terra e le era sacro il cuculo poiché si pensava annunziasse con il suo canto l’arrivo della pioggia che rende fertile il terreno: per questo Zeus, per dichiarare il suo amore, aveva scelto di prendere le sembianze di questo uccello.
Fu successivamente venerata come protettrice del matrimonio e dell’amore coniugale a simbolo della fedeltà; il suo culto venne professato specialmente dalle donne, che la ritenevano anche loro particolare protettrice al momento del parto.
Era aveva un carattere vendicativo, era gelosa e brontolona e, poiché suo marito era infedele, rissoso e autoritario, spesso tra i due si accendevano violenti litigi che stanno a simboleggiare l’eterna agitazione dei cieli, con l’alternarsi di sereno e di tempesta.

PER I ROMANI

Vi è una corrispondenza pressoché totale tra la Giunone degli antichi popoli italici e la greca Era. Per i popoli italici, infatti, giunone (in latino Iuno) era, tra l’altro, la dea della luce mattutina, e quindi dell’atmosfera, come per i greci. Gli italici, poi, attribuivano a questa dea numerose qualità, definendola via via: verginale, matronale, pronuba, coniugale, lucina, e ciò trova corrispondenza nella religione greca che vuole Era “dea delle donne” nei vari momenti della loro vita. Giunone fu inoltre protettrice dello stato, assumendo così anche carattere politico.

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