Efesto
Il dio del fuoco

Efesto, che i Latini chiamarono Vulcano, fu il dio del fuoco, abile forgiatore di metalli e impareggiabile costruttore delle dimore dell’Olimpo. Figlio di Zeus e di Era, Efesto nacque così brutto d’aspetto e così gracile che la madre, vergognandosi di averlo generato lo precipitò dall’alto dell’Olimpo per liberarsi della sua imbarazzante presenza.
Il dio bambino cadde nell’oceano e sopravvisse soltanto perché fu raccolto da due dee del mare, Teti e Eurinome. Le due ninfe marine lo nascosero in una caverna e si presero cura di lui.
Efesto rivelò subito un’eccezionale abilità nel forgiare metalli.

Per i Romani...

Al greco Efesto corrispondeva il Vulcano romano, il quale, oltre agli attributi del dio greco, ne possedeva di propri: era considerato infatti dio distruttore e benefico al tempo stesso, divinità che anima e crea e, a volte, protettore del focolare. I Romani gli attribuivano l’appellativo di mulciber, cioè “fonditore”.