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Amore e Psiche - La punizione delle sorelle

Dopo avergli riferito questo, Zefiro lo trasporta dalle fiere sorelle che nella loro orrenda abitazione ancora trattavano il tanto atteso argomento. Il Dio si fece notare quando con alta voce si presentò.
“Cognate, perfide sorelle della splendida Psiche e indegne di esserlo, io, il dio Amore, socio dell'onnipotente Zeus, ho sposato vostra sorella, quella che definiste la “Venere vagabonda”, colei che con voi non ha legami se non di sangue come che voi siete abbiette, perfide e solo il mostruoso Ave potrebbe accogliervi nel suo regno, chè vede creature simili a voi tutti i giorni. L'Olimpo, non può accettare un tale comportamento verso una futura madre”.
Dopo queste parole calò il silenzio per alcuni secondi, rimbombano le parole della sentenza di Cupido. “Il nostro volere è il medesimo chè concordato da tutti. Io, Cupido, il Dio dell'amore, sono quindi autorizzato a un tanto perfido giudizio che sarebbe potuto essere assegnato solo a voi. Infatti, vi sottometto ad un appassionato amore per il serpente che nei vostri abbietti pensieri, avevate associato a colui che avrebbe ucciso la dolcissima mia amata. Però, vi innamorerete del colubro corallino, il rettile con più veleno che Zeus abbia mai creato, similare a quello che proprio ora potete vedere attaccato alle vostre caviglie”. Queste astute parole diedero il tempo ad Amore di scoccare le divine frecce che il Dio aveva nella sua faretra.

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