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Acheronte

Acheronte è il nome assegnato a diversi fiumi, in particolare della Grecia e dell'Italia meridionale.
Uno è nel Bruzio, in Pandosia, famoso perché vi trovò la morte Alessandro il Molosso, re dell'Epiro; un altro è presso Cuma.
Il più famoso fiume dal suddetto nome si trova, però, in Tesprozia, in Epiro; in parte è un fiume sotterraneo che fuoriusce nei pressi del mar Ionio, per formare la palude Acherusia.
Per molto tempo, questo ultimo fiume fu identificato con l'Acheronte mitologico, il primo fiume dell'Inferno, sul quale venivano traghettate le anime; l'ingresso stesso dell'oltretomba era collocato nei pressi della palude Acherusia, sotto la quale, la credenza vuole che confluissero i fiumi Acheronte, Cocito e,infine, Piriflegetonte.
Si può ricordare facilmente come anche questi ultimi fiumi siano, infatti, annoverati, nell'Odissea, tra i fiumi infernali.
Durante l'epoca dell'Impero Romano, il fiume Acheronte veniva collocato nel polo australe.

La mitologia:
Acheronte era, mitologicamente, il figlio di Gea, la Terra, condannato a vivere nel sotto suolo, perché colpevole di aver dissetato i Giganti, durante il loro assalto al cielo. Accoppiatosi con la ninfa dell'oscurità Orfne, oppure Gorgira, aveva generato Ascalafo.
Ascalafo è conosciuto, nella mitologia, non solo per essere il figlio di Acheronte, ma anche per il mito di Persefone. Quando quest'ultima venne rapita da Ade, infatti, Zeus promise a Demetra, madre della fanciulla, che la figlia sarebbe tornata a casa se non si fosse nutrita nel mondo infernale; ma Ascalafo, vedendola manguare un chicco di melograno la tradì e Demetra, per punizione lo trasformò in civetta; secondo un'altra versione invece lo fece prigioniero in una grossa pietra, rimossa da Ercole, sceso nell'Ade.

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