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pagina di diario su una giornata incantevole

Versi 207-229 Libro XVIII dell'Iliade

Per gli piedi il cadavere afferrando
Provò di trarlo, e con orrenda voce
I Troiani chiamò: tre volte i due
Impetuosi e vigorosi Aiaci
Respinserlo dal morto. E nondimeno
Saldo e securo in sua fortezza or dentro
Nella turba ei s’avventa, ed or s’arresta,
E con gran voce tuttavia pur grida,
Nè d’un passo s’arretra. E qual di notte
Vigilanti pastori alla campagna
Da preso tauro allontanar non ponno
Affamato lïon; così de’ forti
Aiaci la virtù da quell’esangue
Dispiccar non potea l’ardito Ettorre.
E l’avría tratto alfine e conseguita
Immensa gloria, s’Iride veloce,
A Giove occulta e a ogni altro iddio, dall’alto

Olimpo non correa col vento al piede
Messaggiera ad Achille; e la spedía,
Per eccitarlo alla battaglia, il cenno
Dell’augusta Giunon. Gli parve al fianco
Improvvisa la Diva, e questi accenti
Fe’ dal labbro volar: Sorgi, Pelíde.

Parafrasi de L'urlo terribile di Achille

Tre volte, presentandosi alle spalle, lo splendido Ettore lo afferrò per i piedi, risoluto a trascinarlo via: e egli urlava ad alta voce tra i Troiani. E gridava a gran voce in mezzo ai Troiani. Per ben tre volte i due Aiaci, i quali erano infuriati e pieni d'energia, lo respinsero lontano dal cadavere del morto. Ma essendo lui in modo ostinato ardimentoso e sicuro, ora si iniziò a gettare nel tumulto e nel fragore della rissa, ora si fermava urlando: ma non si tirava mai indietro ritirava maima indietro. Come fanno i pastori che dormono nei campi, non sono mai in grado di mandare via dal corpo di un animale ucciso un leone dal pelo lucente, da quanto è affamato: così allo stesso modo i due Aiaci molto battaglieri a respingerlo via, Ettore, figlio di Priamo, il più possibile lontano dal cadavere del morto. E lui infine lo avrebbe tirato dalla sua parte ottenendo una gloria grandissima, se dal Pelide Achille non andava la veloce dea Iride dai piedi di vento correndo giù dal Monte Olimpo, a comunicargli di prendere parte alla battaglia. Agiva in modo segreto a Zeus e alle altre divinità: iride, l’aveva mandata Giunone. Gli si mise accanto e gli disse: Su levati Pelide Achille.

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