Disperazione per la morte dell'amico

L’episodio ha due grandi protagonisti: Achille, il più forte e coraggioso eroe greco, e Teti, la dea sua madre. Entrambi ci mostrano senza reticenze né pudori il loro cuore pieno di dolore.

Achille patisce uno strazio profondo per la morte di Patroclo: sente la perdita dell’amico come una lacerazione della sua stessa carne (ci ricorda il dolore di Gilgamesh per la morte di Enkidu).

Teti, la madre divina, ha una pena più antica, e destinata a non avere mai fine, perché tormenta la sua anima immortale. Il suo dolore sta nella consapevolezza che la morte incombe su quel suo figlio straordinario.

Ad Achille, figlio di una dea, gli dèi concessero il privilegio di poter scegliere tra una vita lunga, ma oscura, oppure breve, ma piena di gloria. Il desiderio di gloria fu più forte dell’amore per la vita, e Achille si condannò a morire ancora ragazzo davanti alle mura di Troia, prima della fine della guerra, per avere in cambio il primo posto tra tutti gli Achei e la gloria più grande. Perciò la madre si dispera nel vedere che il brevissimo tempo concesso al figlio si consuma nella sofferenza, ed è ben decisa a consolarlo, e ad accontentarlo in ogni suo desiderio. Obbedendo proprio alle preghiere del figlio aveva ottenuto da Zeus la sconfitta degli Achei, perché fosse evidente a tutti che le possibilità di vittoria dell’esrcito greco stavano esclusivamente nella forza di Achille e perché Agamennone, capo della spedizione, scontasse il suo ingiusto atto di prepotenza.

Per una beffa della sorte, la sconfitta greca si era però risolta in un nuovo e più grande dolore per Achille, perché proprio i Troiani vincitori avevano ucciso Patroclo. Ora Achille ha dimenticato i suoi desideri di rivalsa contro Agamennone, ha dimenticato perfino l’ingiustizia subita: desidera solo vendicare la morte di Patroclo, vuole prendersi la vita del suo uccisore, Ettore. La madre preparerà il suo trionfale ritorno in battaglia e rivestirà il figlio con le armi più belle del mondo, lavorate per lui da Efesto, il dio del fuoco. Altro non potrà fare per quel suo figlio così grande e così disperato.center]Inserisci qui il titolo dell'appunto

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