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La morte di Patroclo - Iliade, XVI vv. 765 - 863

Patroclo è il principale amico di Achille; eppure la sua figura all'interno del poema risulta piuttosto di secondo piano. Il momento di maggior rilievo, che Patroclo ha, è quello del "doppio" di Achille: infatti, l'eroe acheo permette al suo giovane amico di vestire i propri panni e entrare in battaglia, avvertendolo di non cercare apertamente un confronto con i Troiani; ma Patroclo non segue il consiglio, preso da un desiderio incontenibile di far emergere il suo valore, e si scontra con Ettore e per mano sua trova la morte.

v. 783 E Patroclo si slanciò sui Troiani meditando rovina,
si slanciò per tre volte, simile ad Ares ardente,
paurosamente gridando: tre volte ammazzò nove uomini.
Ma quando alla quarta balzò, che un nume pareva,
allora, Patroclo, apparve la fine della tua vita [...]

v. 818 Ettore, come vide il magnanimo Patroclo
tirarsi indietro, ferito dal bronzo puntuto,
gli balzò addosso in mezzo alle file lo colpì d'asta
al basso ventre: lo trapassò col bronzo.
Rimbombò stramazzando, e straziò il cuore all'esercito acheo.

La funzione di Patroclo all'interno del poema risulta, così, essere quella di elemento unificante tra Ettore e Achille: è il loro patto di sangue, un patto che il fato gestirà.
La morte di Patroclo non fa altro che prefigurare quella di Achille, carnefice di Ettore; la sua scomparsa però non vuole solo essere un campanello d'allarme, serve alla struttura stessa del poema: l'uccisione di Patroclo è il motivo per il quale Achille torna a combattere con tutte le conseguenze che ciò comporta.
Nei versi 765 - 863, il tempo del racconto non è lineare, ma si dilata e si restringe, in base alle esigenze. Lo scontro è ambientato a mezzogiorno, ma già nel canto XI era mezzogiorno, quindi si ha un arresto della variabile temporale per ben 6 canti; soltanto nel canto XVIII si giungerà, finalmente, al tramonto.
Il poeta, nel passo analizzato, rompe gli schemi epici attraverso l'apostrofe: si rivolge direttamente a Patroclo (es. v. 787 [...] apparve la fine della tua vita), dando al racconto un pathos più acceso.

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