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Protasi e invocazione (vv 1-16)

L'armi canto e 'l valor del grand'eroe
che pria da Troia, per destino, a i liti
d'Italia e di Lavinio errando venne;
e quanto errò, quanto sofferse, in quanti
e di terra e di mar perigli incorse,
come il traea l'insuperabil forza
del cielo, e di Giunon l'ira tenace;
e con che dura e sanguinosa guerra
fondò la sua cittade, e gli suoi dèi
ripose in Lazio: onde cotanto crebbe
il nome de' Latini, il regno d'Alba,
e le mura e l'imperio alto di Roma.
Musa, tu che di ciò sai le cagioni,
tu le mi detta. Qual dolor, qual onta
fece la dea ch'è pur donna e regina
de gli altri dèi, sí nequitosa ed empia
contra un sí pio? Qual suo nume l'espose
per tanti casi a tanti affanni? Ahi! tanto
possono ancor là su l'ire e gli sdegni?

Parafrasi
Racconto delle guerre che l'eroe Enea dovette combattere nel Lazio, alle cui sponde era arrivato per primo per la volontà del destino, e sulle coste del Lazio aveva fondato la sua città chiamandola Lavinio, trabalzato dalla terra al mare, per l' ira della figlia di Saturno, Giunone. Egli dovette affrontare molte battaglie prima di fondare una nuova città e riporre i suoi dei protettori nel Lazio, dove ebbe origine il popolo latino, Alba Longa e l'eccelsa Roma.
Dea, dimmi il motivo di tanti dolori, con i quali Giunone fece soffrire un uomo così pieno di pietà e lo fece imbattere in tante difficoltà. Perchè gli dei provano tanto odio per gli uomini?

Costruzione
Canto l'armi e l'eroe che venne per primo in Italia ai lidi di Lavinio per fato, e molto trabalzato per terra e per mare dalla forza del ciel per l' ira memore della crudel Giunone. Egli dovette sopportare ancora molto in guerra prima che fondasse una nuova città e riponesse i suoi penati in Lazio ond' ebber vita il popolo latino, Alba e le mura dell'eccelsa Roma. Musa, narra a me le cagioni e dimmi per quale contrasto, offesa, e per che duol, la regina dei numi abbia costretto un uomo sì pio tra pericoli e pene. Sono tali le ire nei cuori celesti?

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