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Eneide Libro Secondo

Parafrasi
Tacquero tutti e tenevano attento lo sguardo.
Allora dall'alto giaciglio il padre Enea cominciò:
Mi chiedi, o regina, di rinnovare un dolore indicibile,
il modo tenuto dai Danai nel distruggere la potenza troiana
e il regno sventurato, tristissimi fatti dei quali
fui testimone e protagonista. Chi mai a raccontarli,
mirmidone o dolope o soldato del duro Ulisse,
frenerebbe le lagrime? E già l'umida notte discende
dal cielo e le stelle al tramonto conciliano il sonno.

Tutti rimasero in silenzio e con lo sguardo attento.
In quel momento dal giaciglio alto disse il padre di Enea:
Regina, mi chiedi di riprovare un indescrivibile dolore,
I tristissimi fatti di cui fui testimone e protagonista
riguardanti il modo in cui i Danai hanno distrutto
la potenza troiana e il regno sfortunato.

Chi mai a raccontare certi fatti non piangerebbe anche se fosse mirmidone o dolope
o anche un soldato del duro Ulisse? E già sta arrivando la notte umida
e le stelle nel cielo conciliano il sonno.

Ma se desideri tanto di conoscere le nostre vicende
e di udire brevemente l'estremo travaglio di Troia,
sebbene l'animo inorridisca al ricordo e sempre si sia
abbandonato al pianto, comincerò.
Stremati dalla guerra e respinti dai fati,
i capi dei Danai, trascorsi ormai tanti anni,
per divina arte di Pallade costruiscono un cavallo
a misura di monte e ne intessono i fianchi di abete;
simulano un voto per il ritorno, la fama si sparge.

Ma se desideri così tanto conoscere le nostre vicende e vuoi
udire in breve le estreme sofferenze di Troia,
sebbene il mio animo inorridisca a ricorso e sempre si sia
lasciato andare al pianto, inizierò a raccontarti.
Esausti per la guerra e respinti dagli déi,
i capi dei Danai, dopo tanti anni,
Aiutati dalla divina forza di Pallade, costruirono un cavallo
grande quanto un monte con i fianchi costruiti con legni di abete;
simularono un regalo per il ritorno, la fama si sta espandendo.

Qui rinchiudono di frodo nel fianco oscuro prescelti
corpi di eroi designati a sorte, e le vaste
profonde caverne del ventre riempiono d'uomini armati.
Davanti è Tenedo in vista, famosa isola,
florida e ricca durante il regno di Priamo,
ora soltanto una baia, una sosta malfida alle navi;
qui, spintisi al largo, si celano nella riva deserta.

Nascosero nel fianco nascosto del cavallo dei soldati prescelti

a sorte, e le grandi caverne del ventre erano pieni di uomini armati.
Davanti c'è Tenedo, una famosa e ricca isola nel regno di Priamo,
che ora è divenuta solo una baia, un porto per le navi nemiche;
qui, spinti al largo, si nascondevano i nemici nella riva deserta.

Pensammo che fossero partiti con il vento diretti a Micene.
Allora tutta la Teucria si scioglie da un lungo dolore.
Si aprono le porte; piace l'andare, e il dorico
campo e i luoghi deserti vedere e la libera spiaggia.
Qui la schiera dei Dolopi, qui di Achille crudele la tenda,
qui la flotta, qui usavano combattere schierati.

Noi pensavamo che erano partiti con il vento a favore diretti a Micene.
Allora tutta la Teucria si era liberata dal grande dolore.
SI aprirono le porte, piaceva andare, e vedere il campo dorico e i luoghi deserti
e la spiaggi libera. In quei luoghi c'erano l'esercito dei Dolopi,
la tenda del crudele Achille , la flotta, in questi luoghi erano soliti
combattere schierati.

Parte al dono esiziale per la vergine Minerva stupisce,
ed ammirano la mole del cavallo; e per primo Timete
esorta a introdurlo tra le mura e a collocarlo sulla rocca
si trattasse d'inganno, o già comportasse così
il destino di Troia. Ma Capi e quelli che hanno in mente
un migliore pensiero, vogliono che si getti in mare il tranello
dei Danai, il dono sospetto, o si arda appiccandovi fiamme,
o si forino le cavità del ventre e si esplorino i nascondigli.

Un altra parte del popolo rimaneva stupito di quel dono per la vergine Minerva
e lo ammirava; e per primo Timete chiede di portare il cavallo dentro le Mura
e a collocarlo sulla rocca, si trattava di un inganno o già era scritto il destino

di Troia. Ma i capi e quelli che hanno in mente pensieri migliori, volevano
gettare in mare il tranello dei Danai, il dono sospetto, o volevano bruciarlo o ancora volevano bucare le cavità del ventre per esplorarne i nascondigli

Il popolo incerto si divide in opposti pareri.
Per primo accorre, davanti a tutti, dall'alto
della rocca Laocoonte adirato, seguito da una grande turba;
e di lungi: "Sciagurati cittadini, quale così grande follia?
credete partiti i nemici? o stimate alcun dono
dei Danai privo d'inganni? Così conoscete Ulisse?
O chiusi in questo legno si tengono nascosti Achei,
o questa macchina è fabbricata a danno delle nostre mura,
per spiare le case e sorprendere dall'alto la città,
o cela un'altra insidia: Troiani, non credete al cavallo.

Il popolo incerto si divise in due diversi pareri.
Per primo viene dalla rocca Lacoonte adirato, davanti agli altri e seguito da una grande folla; e disse: "Sciagurati cittadini, Cosa è questa così grande follia?
Credete che i nemici siano partiti? O pensate che esista qualche dono
dei Danai senza inganni? Pensate di conoscere così bene Ulisse?
O chiuso dentro questo cavallo di legno sono nascosti gli Achei,
o questa macchina è stata fabbricata per danneggiare le nostre mura,
per spiare le case e sorprendere la città dall'alto,
o cela ancora un'altra insidia: Troiani, non credere al cavallo.

Di qualunque cosa si tratti, ho timore dei Danai
anche se recano doni. Disse, e avventò con vigore
gagliardo la grande asta al fianco della fiera ed al ventre

dalle curve giunture. Quella s'infisse vibrando e dall'alvo
percosso risuonarono le cavità e diedero un gemito le caverne.
E se i fati degli dei, se la nostra mente non era funesta,
egli ci aveva sospinti a violare il nascondiglio argolico con il
ferro;
oggi Troia si ergerebbe, e tu, alta rocca di Priamo, dureresti ancora.

Di qualsiasi cosa di tratti ho paura dei Danai
anche quando fanno dei regali. Disse, e con forza sbatté la grande asta
sul fianco del grande animale e al ventre dalle dalle giunture incurvate.
Quella si scalfi vibrando e risuonarono le estremità e le caverne interne
emisero un eco. E se i fati degli dei, se la nostra mente non era funesta,
egli ci aveva incoraggiati a violare il nascondiglio dei nemici, con il ferro;
Oggi Troia si ergerebbe e tu alta rocca di Priamo esisteresti ancora.

Intanto dei pastori dardanidi traevano al re
con grande clamore un giovane,
con le mani legate sul dorso, che ignoto s'era offerto
a chi veniva, per tramare proprio questo, aprire
Iloia agli Achei, risoluto d'animo e pronto ad entrambe
le sorti, ordire inganni o incontrare sicura morte.
Per desiderio di vedere, la gioventù troiana s'affolla
ed accorre da tutte le parti, e gareggiano a schernire il
prigioniero.

Intanto dei pastori dardanidi portavano al re con grande
clamore un giovane,
con le mani legate sul dorso, che si era offerto a chi veniva,
per tramare proprio questo, aprire Iloia agli Achei,
io giovane era risoluto di animo e pronto ad entrambe le sorti:
ordire inganni o incorrere in una sicura morte.
Per desiderio di vedere, si raduna la gioventù troiana
ed accorre da tutte le parti, e tutti fanno a gara per schernire il prigioniero

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