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La Questione Omerica

FASI ANTICHE


Già nel mondo antico Omero è un problema storico e critico. Durante il periodo Ellenistico ad Alessandria d’Egitto si accende un fervido dibattito critico su tale autore e sui suoi poemi.
Xenone e Ellanico sostenevano che i due poemi fossero opera di due diversi autori; al contrario Aristarco (II sec. a.C.) attribuiva la paternità di entrambi i poemi a un unico autore, Omero.
Un’ altra ipotesi abbastanza accreditata è quella di una relazione pisistratea. Pisistrato, tiranno si Atene, nel VI sec. a.C. avrebbe fatto riunire in un unico corpus tutti i canti dei poemi epici di Omero, che erano stati tramandati in ordine sparso.

FASI MODERNE

L’impostazione moderna e critica della questione omerica si delinea tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo.

- L’abate di Aubignac sostiene che Omero non è mai esistito e che i due poemi non solo sono frutto di una redazione, ma sono anche stati composti da due diversi autori.

- Gianbattista Vico sostiene che i poemi omerici sono il prodotto della coscienza storico-narrativa di un popolo e la loro composizione e trasmissione furono orali.

- Robert Wood formula l’ipotesi che i poemi omerici furono composti e tramandati oralmente.
- Friedrich August Wolf è sostenitore della tesi della redazione pisistratea.

CRITICA ANALITICA

Per tutto l’Ottocento si pone in secondo piano il carattere dell’oralità dei poemi omerici e si studiano come testi scritti.
La critica analitica inaugurata da Wolf porta avanti l’ipotesi che i poemi omerici furono opera di più aedi.

- Hermann sostiene che i poemi omerici si sviluppano a partire da un nucleo originario (teoria del nucleo).

- Lachmann sostiene che i poemi omerici sono il frutto di un’aggregazione di canti isolati.


- Kirchoff elabora la teoria della compilazione, cioè che vari redattori avrebbero rielaborato materiale preesistente.

- Wilamovitz & Moelendorf sostengono che Omero raccolse e rielaborò canti tradizionali organizzandoli attorno a un tema.

CRITICA UNITARIA

Secondo tale corrente critica i poemi omerici furono composti da un unico autore, Omero, e a sostegno di tale tesi si posero in evidenza tutti gli indizi di unità presenti sia nell’Iliade sia nell’Odissea e in particolar modo gli espedienti compositivi che strutturarono la narrazione, i frequenti richiami interni, ecc.

I NEOUNITARI

La tesi unitaria non trova largo seguito, mentre riscuote grande successo tra i critici la tesi neounitaria, secondo cui i due poemi furono composti da due persone diverse, una per l’Iliade e una per l’Odissea.

I NEOANALISTI
I neoanalisti cercano di individuare le fonti dei due poemi omerici servendosi di quel poco che resta del ciclo epico.

- Millman Parry pone l’accento sull’oralità dei poemi omerici e studia la fissità di alcuni nessi.

- Havelock sostiene che i pomi sono depositi di valore di diverse culture (enciclopedia tribale dei greci).

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