Mito 2715 punti

I poemi omerici

La letteratura greca si fa, solitamente, iniziare con due poemi celeberrimi e di alto valore artistico e contenutistico, l'Iliade e l'Odissea, attribuiti al poeta Omero. Di lui non si hanno notizie certe; il filosofo Senofane (VI secolo a.C.) è la fonte più antica che cita il nostro poeta; un secolo più tardi troviamo lo storico Erodoto, che parla di Omero come vissuto 400 anni prima di lui. I riferimenti interni ai poemi sono troppo discutibili per poter fornire indizi di databilità attendibili.
Sebbene diverse città greche si siano vantate, fin dall'antichità, di aver dato i natali ad Omero, notizie sulla sua vita e sulla sua effettiva esistenza non ne abbiamo; inoltre, anche l'attribuzione di entrambi i poemi alla sua sola persona è soggetta a diverse critiche.

Omero e i poemi omerici

I poemi omerici sono stati trasmessi, inizialmente, oralmente, solo alla fine dell'epoca arcaica vengono create le edizioni "civiche" che, successivamente, si affiancheranno alla esecuzione rapsodica. La sistemazione definitiva dei poemi, come oggi noi l'abbiamo, risale all'epoca alessandrina (III secolo a.C.), furono, infatti, i filologi alessandrini a curare la suddivisione in 24 libri, ognuno chiamato con una lettera dell'alfabeto greco, maiuscola per l'Iliade, minuscola per l'Odissea.

Da Omero ai poemi
Il problema della storicità di Omero inizia, pian piano, a passare in secondo luogo, lasciando lo spazio ad una questione più importante, quella della stesura dei poemi omerici: nasce la "questione omerica", su cui gli studiosi, ancora oggi si confrontano, per elaborare metodi sempre più efficaci per estrarre dalle opere elementi utili per stabilire la loro origine.
Il problema maggiore, a riguardo, è rappresentato dalle contraddizioni presenti nei poemi: ad es. in Iliade V, 576 il re Pylaimenes muore in battaglia per poi piangere il figlio morto in Iliade XIII, 643 - 658.
Dopo questa prima fase di critica, nei confronti soprattutto dell'Iliade, che va dal III secolo a.C. al II d. C., l'umanità conosce una fase di arresto e si dedica più che altro, alla semplice lettura. Bisogna arrivare addirittura al Rinascimento per avere la cosiddetta "riscoperta" di Omero.


La riscoperta di Omero in Occidente

A dubitare della persona storica di omero, fu, a quel tempo, l'abate francese Francois Hédelin d'Aubignac, che scrisse le Conjectures académiques ou dissertation sur l'Iliade (1664); seguì Giambattista Vico che concepì i poemi come opera collettiva: deposito di leggende, conoscenze e memorie storiche di epoche precedenti. Ma la questione omerica, propriamente detta, iniziò solo nel 1795, anno di pubblicazione dei Prolegomena ad Homerum, del filologo tedesco Friedrich A. Wolf. Egli fu un importante sostenitore della fase orale dei poemi e delle conseguenze a ciò collegate:
* Omero non esistette come persona storica
* i poemi nascono dalla summa di unità minori
L'interesse per questa frammentazione delle opere, dal sapore romantico, coinvolse molte autorevoli personalità, creando numerose teorie; tra le principali vi è quella di Gottfried Hermann nota come la "teoria dell'allargamento": dal nucleo dell'Iliade primitiva si sarebbe espansa la trama dell'intero poema. Ovviamente non mancarono i sostenitori della tesi opposta, i cosiddetti critici unitari che appoggiavano la tesi dell'unità compositiva. Tra loro c'era Wolfgang Schadewaldt, autore delle Iliasstudien, in cui sosteneva che la complessità e l'armonia dell'Iliade erano indizio di una unità compositiva, poiché erano elementi impossibili da ricreare in un'opera composita.
la svolta decisiva alla questione arriva all'inizio del XX secolo, con Milman Parry e Albert B. Lord. Supportati dai nascenti studi comparatistici, gli studiosi analizzarono i poemi confrontandoli con la poesia orale di popoli primitivi. Da ciò Parry dimostrò che l'elemento base dei poemi omerici, ciò che dà ad essi unitarietà, non è la parola singola o la struttura ma la formula: verso che si ripresenta costantemente in determinati luoghi narrativi, allo scopo principale di aiutare la facoltà mnemonica dell'esecutore.

Registrati via email