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Elementi caratterizzanti i poemi omerici

Il mondo degli Eroi in Omero
I poemi omerici sono lo specchio della società greca del tempo, una società agli albori, caratterizzata dalla figura degli Eroi.
La lettura di Omero doveva significare, quasi, un ritrovamento della identità culturale ellenica, fatta di elementi tribali e guerrieri. La società si reggeva, allora, sulla struttura patriarcale; alla guida dei singoli clan c'erano i re, coadiuvati dall'assemblea dei guerrieri o dei pari grado.
L'Eroe, come traspare dai poemi, è il centro di un sistema di conflitti per l'individuale affermazione che porterà all'aspirata gloria, valore supremo di questa civiltà. Per giungere alla gloria e alla memoria (una volta morti) è necessario che l'eroe omerico sia valoroso, forte e perennemente impegnato in azioni, per superare e brillare sugli altri; questa concezione della civiltà è propria di quella definita "della vergogna"
La virtù essenziale dell'eroe omerico è il valore ciò che rende migliori nel tessuto sociale; è uno schema di comportamento basato su coraggio, individualismo, senso dell'onore; ognuno deve primeggiare in un determinato settore per raggiungere il massimo sviluppo personale.
Il valore era una qualità innata, che rendeva i figli degni dei padri, se non migliori; eppure sebbene fosse un dono divino, l'eroe per mantenerla deve lavorare faticosamente, mettendo anche a repentaglio la propria vita.

Le forme narrative
Se si parte dal presupposto che la poesia epica è di tipo orale, va da sé che necessita di schemi e strutture narrative specifiche. L'elemento essenziale è che il linguaggio colpisca l'uditorio e sia fortemente evocativo. Oltre al linguaggio formulare, le strutture più tipiche sono le seguenti:
* Paratassi: periodi corti, costituiti di frasi coordinate, permettendo agli episodi di giustapporsi alla pari, senza la tecnica di causa - effetto
* Linguaggio tradizionale e similitudine: gli elementi da utilizzare devono appartenere al mondo dell'esecutore come dell'uditorio; viene a tal scopo utilizzata la similitudine in luogo della metafora, che risulterebbe troppo complessa. "La similitudine omerica è dunque un elemento connotativo, vale a dire un elemento che completa il significato primario di un'espressione con sovrasensi di significato più complesso ".(G.Guidorizzi)

* Composizione circolare: prima di iniziare un nuovo argomento c'è sempre il riepilogo del precedente; in tal modo la fine di un episodio richiama l'esordio del successivo, secondo la tecnica nota con il nome di Ringkomposition
* Scene tipiche: si strutturano gli episodi secondo scene tipiche, in modo da creare nel lettore una determinata familiarità: gli episodi simili (ad es. scene di guerra) si strutturano sempre secondo lo stesso ordine

La lingua di Omero
La lingua di Omero è composita; vi troviamo, infatti, elementi appartenenti a differenti dialetti. La base è sicuramente il dialetto ionico, affiancato da quello eolico, segue l'attico.
La presenza dell'eolico ha fatto supporre un'origine eolica dei poemi, tradotti, successivamente in ionico, ma tale teoria non è plausibile data la presenza eolica anche in strati dei poemi linguisticamente più moderni. Inoltre, in greco, il dialetto era dettato dal genere letterario e non, eventualmente, dall'origine dell'autore. Probabilmente, siamo più semplicemente di fronte ad una lingua ibrida, venutasi a creare per aggiunte successive e graduali.

Il verso dell'epica
Il verso dei poemi omerici è il verso eroico, più noto come esametro. Aristotele lo definì :" il più grave e nobile fra i metri e perciò ammette in modo particolare parole rare e metafore e anche la narrazione risulta più elevata che in altri metri".
E' un metro di natura quantitativa, dato dall'alternanza di sillabe brevi e lunghe; si compone di sei dattili detti "piedi", ogni dattilo è un metro costituito dalla sequenza di 1 sillaba lunga e 2 sillabe brevi; oppure 2 lunghe (spondeo). Si caratterizza per la presenza di pause fisse dette cesure, di cui esistono vari tipi:

* cesura tritemimera
* cesura pentemimera
* cesura eftemimera
* cesura bucolica

I poemi del ciclo
Si indicano con questo nome i poemi composti sulla falsa riga di quelli omerici, che completavano il ciclo troiano. La loro paternità è stata, fin dall'antichità, molto dibattuta. Già Erodoto e poi Aristotele nutrivano dubbi sull'attribuzione ad Omero di questi poemi minori.
Il ciclo epico greco si apriva con la Teogonia (origini del mondo) per finire con la Telegonia (morte di Odisseo); lo schema poteva essere il seguente:
* Teogonia (origine del mondo)
* Titanomachia (origine degli dèi)
* Canti di Cipro (vicende antecedenti quelle dell'Iliade)
* Iliade di Omero
* Etiopide (Achille contro Pentesilea, regina delle Amazzoni, e Memnone, re degli Etiopi)
* Piccola Iliade (follia di Aiace e ultime fasi della guerra di Troia)
* Distruzione di Ilio (morte di Lacoonte, presa della città)
* Ritorni (reduci di Troia eccetto Odisseo)
* Odissea di Omero
* Telegonia (morte di Odisseo per mano del figlio Telegono che non lo riconosce)

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