Epopea della creazione del mondo


I miti di creazione sono tutti strettamente connessi alle credenze religiose: la creazione del mondo contenuta nel Genesi sta alla base della fede ebraica, cristiana e islamica, mentre la teogonia narrata da Esiodo è il fondamento della religione greca.

Siamo di fronte a una teogonia, cioè alla nascita degli dèi, secondo la cultura babilonese. I progenitori più antichi sono le due divinità che personificano il Cielo e la Terra, destinati ad essere uccisi dagli dèi più giovani e potenti usciti dalla loro stessa stirpe.

La cultura moderna, nei decenni tra Otto e Novecento, ha dato un’interpretazione tutta umana di questa vicenda. Secondo la psicoanalisi – la scienza fondata, teorizzata e sperimentata in sede terapeutica dallo psichiatra e filosofo viennese Sigmund Freud – la personalità umana, cioè l’”io”, nasconde dentro di sé una parte inconscia; senza che la coscienza le avverta, in quel fondo oscuro si agitano le pulsioni più forti e più profondamente radicate, i bisogni veri e inconfessati di ciascuno. Il desiderio di strappare il potere al padre (detentore dell’autorità nella famiglia tradizionale) fa di ogni figlio che cresce un parricida. Di solito, naturalmente, l’omicidio viene commesso solo nella simulazione fantastica o nel sogno, e ha come risultano una sana conquista di autonomia. L’uccisione mitologica dei progenitori divini da parte dei loro discendenti ed eredi non è altro che la proiezione nell’immaginario collettivo della rottura che ogni individuo avverte dentro di sé nel suo percorso dall’età infantile, bisognosa di protezione, all’età adulta, emancipata da ogni dipendenza.

Lo scrittore antico racconta tutto questo tenendosi lontano da uno stile alto, anzi “mette in scena” i litigi dalla famiglia divina con i modi un po’ scanzonati della commedia, introducendo a tratti veri e propri dialoghi di tono quotidiano.

Il testo fa parte di un ampio nucleo di componimenti poetici sulla “storia sacra” secondo la mitologia dei Babilonesi, il popolo che abitava la regione chiamata Babilonia. I poemi, raccolti sotto il titolo Epopea della creazione del mondo, risalgono al periodo del massimo splendore della civiltà babilonese, che fu anche politicamente dominante in Mesopotamia tra il 1700 e il 1500 a. C. sono in lingua semitico-babilonese, incisi su tavolette d’argilla nella scrittura cuneiforme.

I miti di creazione sono tutti strettamente connessi alle credenze religiose: la creazione del mondo contenuta nel Genesi sta alla base della fede ebraica, cristiana e islamica, mentre la teogonia narrata da Esiodo è il fondamento della religione greca.

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