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Diluvio nell'epopea di Gilgamesh e nella Genesi

Entrambi i testi mitologici parlano di un diluvio che non si sa se sia realmente accaduto. Il racconto è stato descritto in modi diversi e ad esso è stato dato un forte valore religioso.
I racconti che oggi analizzo sono il diluvio della Genesi, forse il più conosciuto, e il diluvio dell'Epopea di Gilgamesh. Quest'ultimo è un poema mesopotamico giunto a noi in una versione assira del VII secolo a.C, ma risalente a molti secoli prima e scritto da più di un poeta.
Le differenze che si notano principalmente tra i due testi sono il diverso nome ed il diverso credo religioso dei protagonisti: nel primo racconto, quello della Genesi, il protagonista Noé pratica un culto di tipo monoteista, mentre nel secondo racconto il protagonista, Suruppachese, crede in una religione politeista. Entrambi i protagonisti erano stati avvisati dai rispettivi dei del pericolo imminente e di conseguenza era stato chiesto loro di costruire una nave per poter sopravvivere. Soltanto in uno dei due testi, quello della Genesi, viene specificato come doveva essere fatta la nave. Nell'altro testo viene detto soltanto che la lunghezza della nave doveva essere uguale alla sua larghezza. I due testi si differenziano inoltre per la durata dell'alluvione e per le diverse cose da introdurre nella nave. Nella Genesi l'alluvione dura un anno, nell'epopea invece soltanto una settimana. Nella Genesi Noé doveva introdurre oltre a se stesso e tutta la sua famiglia, comprese le mogli dei suoi figli, anche ogni specie di animale esistente in coppia, maschio e femmina. Inoltre, Noé doveva imbarcare cibarie per la sopravvivenza di tutte le persone e gli animali a bordo. Nel diluvio dell'epopea Suruppachese doveva invece introdurre nella nave se stesso, la sua famiglia, i suoi parenti, tutto ciò che possedeva, compresi oro e argento, sementi di ogni specie, bestiame di campagna, animali di campagna e tutti gli artigiani.

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