Economia d'azienda - Tecnico gestione aziendale, ind. informatico - Soluzione

Giacomo Del Lungo
Di Giacomo Del Lungo

Ringraziamo la nostra utente che ci ha inviato questa proposta di soluzione!

Questo è il punto obbligatorio da rispondere.

La gestione delle risorse umane in azienda intende perseguire due obiettivi fondamentali:

• fare in modo che siano presenti ed equamente distribuite, in ogni momento, risorse umane con caratteristiche qualitative e quantitative tali da assicurare il raggiungimento degli obiettivi generali aziendali;
• gestire il patrimonio umano aziendale in modo tale che ciascun dipendente possa essere realmente motivato a operare anche nell’interesse dell’impresa.

Per quanto concerne il primo obiettivo, dopo l’assunzione è fondamentale che l’ingresso in azienda sia agevolato e che l’impatto del neoassunto con la nuova realtà sia il più possibile indolore, nel rispetto delle reciproche responsabilità e dei diritti che entrambe le parti, datore di lavoro e lavoratore, vanno ad assumersi.

Dopo la fase di accoglienza, ogni neoassunto deve affrontare un periodo di tirocinio durante il quale la sua preparazione di base viene arricchita con periodi di perfezionamento delle conoscenze possedute e di addestramento nello svolgimento dei compiti operativi.
Attraverso l’attività di addestramento e di formazione, l’impresa trasmette al dipendente abilità e conoscenze teoriche e procedurali, migliorandone le capacità di affrontare situazioni lavorative nuove e promuovendone il rafforzamento e l’aggiornamento del suo bagaglio culturale e tecnico.
Analoghe esigenze di formazione si presentano regolarmente anche durante la permanenza in azienda. In questo ambito, l’attività di formazione non può essere episodica, ma deve essere continua, attraverso tutti gli strumenti che sono ogni giorno messi a disposizione dell’impresa stessa.
Il secondo obiettivo viene perseguito attraverso quella che viene definita remunerazione globale, nella quale rientrano sia il corrispettivo economico, sotto forma di stipendio o salario, che l’impresa paga al dipendente, ma anche molti altri elementi in grado di favorire quella coincidenza di interessi che è alla base della reale motivazione del dipendente a lavorare meglio e a produrre di più
Rientrano in tale contesto, per esempio, le opportunità di crescita e di sviluppo della carriera, le condizioni ambientali (intese nel loro significato più ampio e sintetizzate nella aspirazione a stare bene sul posto di lavoro), la possibilità di apprendere e sviluppare nuove professionalità di futura spendibilità in altri contesti e il grado di fiducia riconosciuta dall’azienda e alle sue prospettive di sviluppo. Tutti questi elementi, uniti alla componente economica, sono addendi di una sommatoria che quantifica e qualifica il grado di attrattiva del posto di lavoro.
Per quanto concerne, in particolare, la retribuzione, essa deve possedere alcuni tratti fondamentali: pluralità di forme, sia in denaro che sotto forma di fringe benefits; consequenzialità; corrispettività; periodicità, onerosità.
Con la valutazione del personale vi è la ricerca di misurazione di elementi che permettano la definizione del valore reale delle risorse umane a disposizione dell’impresa e supportino la gestione della remunerazione globale del personale.

Il costo del lavoro e la competitività dell’impresa.
Il successo e la crescita dell'impresa dipendono dalla bontà delle sue strategie, dalla efficienza, espressa soprattutto in termini di costi ridotti, dalla struttura, dall'apprezzamento del mercato. Nell'insieme, questi requisiti delineano la sua competitività, la sua capacità di stare sul mercato; la competitività, però, non è solo un requisito interno, ma risente anche della competitività del sistema Paese. Con questa espressione intendiamo un insieme di elementi che qualificano l'ambiente generale in cui opera l'impresa quali per esempio: il sistema fiscale; l'efficienza della pubblica amministrazione; la flessibilità del mercato del lavoro; il livello, quantitativo e qualitativo, delle infrastrutture (porti, strade, ferrovie ecc.); la disponibilità di energia.
Nello scenario di competizione globale, che coinvolge l'economia mondiale, diventa uno dei principali fattori di vantaggio competitivo il tenere sotto controllo il livello del costo del fattore lavoro, in modo che il rapporto tra quanto investito dall'impresa nella gestione delle risorse umane e i risultati produttivi ottenuti con il suo impiego sia tale da garantire la massima produttività e quindi la competitività dell'impresa.

Il Punto A richiede troppo tempo però ho risolto il B.

Teoria del B:
La break even analysis (BEA), o analisi costi-volumi-risultati, è una tecnica utile in sede di controllo dei costi, alla quale si può ricorrere per la soluzione di problemi riguardanti la redditività dell’azienda. Permette di evidenziare l’andamento dei costi e dei ricavi in determinate ipotesi e di individuare il punto di equilibrio (break even point).
La BEA, mediante l’elaborazione del diagramma di redditività, è un utile strumento per la definizione delle scelte da compiere in relazione all’assetto produttivo e alle politiche di mercato
L’analisi del punto di equilibrio permette di determinare a quale ammontare di ricavi deve mirare l’azienda per ottenere dei profitti e consente di analizzare la redditività globale o di singole produzioni, sia in fase preventiva sia a consuntivo, per studiare i cambiamenti che sono intervenuti nell’andamento dei costi e dei ricavi e intraprendere le eventuali azioni correttive.
Per mezzo del diagramma di redditività si può evidenziare il punto di equilibrio (break even point), detto anche punto di pareggio o di indifferenza, che esprime la quantità (produzione, vendite, fatturato) in corrispondenza della quale i costi totali (costi fissi più costi variabili) sono uguali ai ricavi.
Esso individua due aree: a sinistra l’area di perdita, ovvero i quantitativi di produzione (o vendite o fatturato) in corrispondenza dei quali i costi superano i ricavi; a destra, viceversa, l’area di utile.

La sua applicazione necessita tuttavia di una serie di semplificazioni rispetto alla realtà. Per esempio, si parte dal presupposto che le quantità prodotte coincidano con quelle vendute e che il volume dei ricavi e il costo variabile complessivo varino in misura direttamente proporzionale al variare della quantità. Sono situazioni che difficilmente si verificano nella realtà, tuttavia la BEA viene comunque utilizzata come indicatore di tendenza nell’analisi della situazione di un’azienda. Inoltre, occorre considerare che è sempre più difficile separare nettamente i costi fissi da quelli variabili, perché esistono i costi semi fissi e semivarisbili.

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