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Tema I

Il candidato rifletta sull’argomento del brano sopra riportato e fornisca la sua risposta alle seguenti questioni:
• che cosa si intende per vocazione?
• quale rapporto intercorre fra processo formativo e vocazione?
• come si realizza la scoperta della propria vocazione?
• quale rapporto intercorre tra vocazione e professione?

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Tema II

Il candidato esponga le sue riflessioni sul testo sopra riportato e si soffermi, in particolare, sulle seguenti questioni:
• nel contesto pedagogico vale il famoso dualismo pessimismo della ragione ed ottimismo della volontà?

• alla base della pedagogia c’è la convinzione della perfettibilità umana?
• che cosa significa “i pessimisti possono essere bravi domatori, ma non bravi maestri”?

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Tema III

Il candidato rifletta sull’argomento del brano sopra riportato e fornisca la sua risposta alle seguenti questioni:
1) per quali ragioni l’educatore deve svolgere il suo compito in piena autonomia?
2) in che cosa consiste l’autonomia che va riconosciuta all’educatore?
3) qual è la corretta ripartizione dei compiti educativi fra docenti e genitori?
4) quali sono i caratteri specifici dell’attività educativa esercitata dal docente?
5) attraverso quali strumenti si può valorizzare l’autonomia del docente?

1) L'educatore è colui che aiuta le persone in via di sviluppo a fare emergere le loro potenzialità. Questo ha competenza relative all'assistenza, alla cura, all'educazione dei soggetti divisi in diverse fasce di età.
Accanto a ciò, l'educatore ha la capacità nel coinvolgere i genitori nel funzionamento del servizio socio-educativo. Operativamente deve sviluppare in autonomia il progetto educativo e deve in tal modo gestire il funzionamento del servizio.
Lavora in modo autonomo perché eventuali interferenze esterne potrebbero indebolire la sua autorità rendendola vana e potrebbe essere compromesso il rapporto di fiducia che si instaura tra l'educatore e il soggetto che deve essere educato.

L'autonomia è atta ad agevolare la creazione della figura dell'educatore come figura di riferimento a cui credere e affidare anche i propri disagi.

2) Nello svolgere il compito di educare, l’educatore deve essere consapevole della portata della propria funzione e del potere di cui è investito assumendosene la piena responsabilità. Nel farlo, però non deve abusare della propria posizione professionale e delle informazioni privilegiate, ottenute grazie al suo ruolo, per ottenere vantaggi personali o di terzi.
Deve essere in grado di programmare ed organizzare il servizio in autonomia e gestire in autonomia le metodologie per realizzare il progetto educativo preparando modelli didattici e servizi innovativi.
Deve essere in grado di contribuire ad individuare le priorità di spesa per l’efficacia del servizio relativamente al budget assegnato

3) L’educatore ha il compito di favorire la crescita del bambino predisponendo un ambiente di gioco interessante e rispondente ai suoi diversi bisogni ed interessi. Cura e osserva costantemente la qualità dell’ambiente ed offre nuove opportunità di gioco in base alle progressive capacità e competenze che via via vengono acquisite. Facilita la relazione del bambino con l’ambiente e la sua capacità di scegliere senza dirigere la sua attività; non si sostituisce a lui ma lo osserva cercando di sostenerlo e di ascoltarlo prestando attenzione ai suoi bisogni.
Nello svolgimento del suo operato deve essere attento, discreto, e non deve giudicare rispettando, perciò, le scelte del bambino e dei suoi tempi.

Pone alcune regole chiare e condivise tra tutto il personale educativo che favoriscono l’autonomia del bambino e la sua capacità d’orientarsi nelle varie situazioni quotidiane e nella relazione agli altri.
E’ il sostegno emotivo del bambino, lo rassicura ed, in questo modo, gli consente d’esplorare e d’aprirsi a nuove esperienze. L’educatore è a conoscenza della storia del bambino ed annota con regolarità il suo percorso di crescita, mantenendo un contatto costante con i suoi genitori e garantendo stabilità e continuità nella relazione educativa.
L’educatore rientra nella categoria dei professionisti d’aiuto che sono coloro che entrano in contatto con varie tipologie di utenti che hanno bisogno di un valido sostegno. Queste situazioni richiedono diverse modalità di approccio, ma la base di partenza deve essere composta da quattro elementi che sono la conoscenza, la professionalità, la competenza e la motivazione.
La famiglia deve assumere la consapevolezza che il bambino è persona relazionale, quindi, deve rendersi conto che non può scaricare su di lui le proprie frustrazioni; la famiglia deve offrire al soggetto un'infanzia gioiosa, un'adolescenza armonica, una gioventù ricca di tensioni ideali. Infatti l’educato ha bisogno di amore per imparare ad amare, di rispetto per poter rispettare.
Per questo la famiglia non può delegare compiti propri ma imparare a condividerli con la comunità.

4) I docenti hanno cura della formazione degli alunni, sono responsabili dell’attività educativa e didattica delle classi a loro affidate.
Hanno il compito di programmare l’azione educativa e didattica e di individuare i percorsi più idonei al conseguimento dei risultati tenendo conto dei livelli di partenza, dei bisogni e degli interessi degli alunni.

Ai docenti spetta il dovere di attuare la continuità del processo educativo attraverso la predisposizione di attività che si pongono in linea graduale con le esperienze già effettuate dall’alunno dentro e fuori la famiglia
È importante che questi costruiscano un clima sociale corretto nella vita quotidiana all’interno della classe e devono favorire l’unitarietà dell’insegnamento;
I docenti comunicano ai genitori la propria offerta formativa e motivano il proprio intervento didattico.

5) La professione del docente prevede tre ambiti diversi di lavoro: la conoscenza della disciplina di insegnamento, la competenza tecnica di generare apprendimento tramite strategie e strumenti adeguati, e la capacità relazionale di conoscere e di gestire i rapporti personali. Ed è soprattutto in quest’ultimo ambito, quello relazionale, che si decide il risultato definitivo quando i soggetti in apprendimento sono individui in età evolutiva.
La capacità relazionale è un fattore universale. In classe, infati, la relazione non è tra pari e richiede all’adulto una capacità di tenuta, solida.
Al docente deve essere garantita una formazione di qualità in tutti gli ambiti della sua professione in modo tale che approfondisca e rielabori i contenuti della disciplina che insegna, in un tempo e con un lavoro che vanno promossi e riconosciuti. Deve essere messo in grado di padroneggiare tecniche di insegnamento diverse e mirate alle varie situazioni, e per questo necessita di una formazione specialistica.

È necessario che la professionalità del docente in classe sia curata, valorizzata e riconosciuta perché essa determina in modo sostanziale l’efficacia del processo di apprendimento - insegnamento.


Tema IV

Il candidato esponga le sue riflessioni sul testo sopra riportato e si soffermi, in particolare, sulle seguenti questioni:
1) dizione “mappa del sapere” e nozione di cambiamenti nella “mappa del sapere”;
2) prospettive aperte dall’utilizzo di internet;
3) pericoli legati all’utilizzo indiscriminato delle risorse offerte dal web e problemi di sicurezza.

1) Per mappa del sapere si intende lo schema di interconnessioni fra le diverse discipline esistenti. Ne risulta una ragnatela che collega i diversi ambiti del sapere scientifico, umanistico e sociale. Ovviamente non si tratta di qualcosa di statico, ma i vari collegamenti cambiano rispecchiando i mutamenti sociali. Uno dei cambiamenti più rilevanti negli ultimi anni è l’avvento di internet che ha profondamente trasformato tali collegamenti. Acquistano risalto i campi legati alla tecnologia: dall’informatica al linguaggio multimediale e tutto ciò che è legato alla costruzione e l’usabilità di siti web.
Tuttavia non si tratta solo di un cambiamento tecnologico ma di un’autentica rivoluzione culturale che richiede lo sviluppo di una nuova “forma mentis” capace di cogliere nelle sfide poste dall'Era della Rete. Cambia il modo di gestire le informazioni che risultano strettamente interdisciplinari.

2) Viviamo in quella che si è soliti definire la civiltà dell'informazione e il computer è il mezzo che rende possibile la circolazione in tempo reale e la fruizione capillare delle informazioni.
L'epoca dei computer non solo è cominciata, ma è già in uno stadio avanzato. Non c'è attività pubblica o privata nella quale non sia realizzato, o almeno progettato, l'uso di macchine adatte a renderla più sicura e spedita. Non sono solo i calcoli lunghi e complessi che vengono affidati al computer, ma ogni tipo di operazione che implichi la registrazione di dati e la ricerca di analogie o di rapporti tra i dati stessi.
Così, mentre le banche e gli uffici amministrativi, piccoli o grandi, trovano nei computer uno strumento eccellente per l'esattezza e la rapidità dei loro conteggi, le altre attività trovano nel computer la disponibilità dei dati utili che vi sono stati registrati e che possono essere a ogni momento utilizzati per decisioni, orientamenti o controlli.
Il computer è non solo una memoria perfetta di informazioni opportune, ma anche un mezzo per rilevare somiglianze, analogie e rapporti di qualsiasi genere fra gli elementi nuovi e apparentemente estranei che l'esperienza offre, e quelli di cui esso contiene la registrazione. Può servire cosi
ad avviare ricerche o addirittura costruire sintesi tra elementi nuovi di progettazioni e scoperte.
È utilissimo quindi in tutti i campi della scienza, nei quali può mettere in luce nuovi rapporti tra fenomeni diversi. Nella medicina, ad esempio, può consentire di risalire, da una coincidenza di sintomi apparentemente indipendenti, alla causa di una malattia o al nascosto decorso di essa. Perfino nella creazione letteraria ed artistica, il computer può essere utilizzato per la ricerca dei temi e degli argomenti ricorrenti e per la ricerca di nuovi sviluppi e combinazioni tra essi.
Non desta quindi meraviglia l'ammirazione fanatica che i computer provocano in tante persone, ammirazione talora non disgiunta da un timore reverenziale per la loro potenza.
La ristrutturazione dell'organizzazione del lavoro di un ufficio mediante nuovi sistemi computerizzati produce spesso un certo scompiglio fra le persone che vi sono addette. Ognuno teme che il proprio lavoro possa apparire debole e incerto o addirittura inutile o anche si preoccupa di non saper utilizzare il computer a fondo e di sfruttarne tutte le capacità. Tuttavia, con l'uso costante e continuo di esso, questo disagio tende a sparire e il computer si conferma un amico fedele che è di valido aiuto nel lavoro.
Quest’amico, però, non può essere considerato onnipotente e creatore. La supervalutazione dei computer, la prospettiva di un prossimo futuro in cui essi siano i soli a pensare e a dirigere, con gli uomini che si riducono soltanto a eseguire e obbedire, è una delle forme che la tendenza all'utopia assume nella società contemporanea, ma che
non ha un fondamento più saldo degli altri sogni.
In realtà, i limiti del computer sono i limiti stessi dell'uomo. Le informazioni che il computer possiede sono quelle che l'uomo stesso gli ha dato, le sue capacità di ordinare secondo schemi e rapporti determinati sono quelle che l'uomo gli ha imposto nel costruirlo. Certo, le informazioni affidate al computer richiederebbero la prodigiosa memoria di molte persone o registrazioni interminabili.
Una moltiplicazione all'infinito delle possibilità del computer di circolazione delle informazioni si è avuta negli ultimi anni con l'interconnessione in rete dei computer Internet è la parola "magica" che schiude possibilità impensabili fino a pochi anni fa: consultare testi, visitare musei, lavorare, concludere affari, tenere conferenze, acquistare beni e servizi, tutto questo è possibile "on line", stando a casa propria e comunicando in pratica con il mondo intero.
Aziende private, uffici amministrativi, ministeri, banche, scuole in numero crescente sono in "rete": le loro attività ne sono enormemente agevolate ed anche i singoli cittadini possono meglio accedere ai loro servizi.
Così il computer diventa effettivamente una finestra che, grazie ad Internet, viene aperta sul mondo. È una rivoluzione nel modo di produrre e di comunicare degli uomini, nel loro stesso modo di essere e di pensare, che per la vastità dei suoi effetti non ha equivalenti nel passato se non nella rivoluzione industriale.

3) Internet è il principale mezzo di comunicazione di massa, questo è entrato in modo veloce nelle casa di tutti e il suo utilizzo è diventato quotidiano.
È uno strumento utilissimo per reperire facilmente le informazioni, per vedere luoghi lontani stando comodamente seduti a casa e per approfondire temi culturali. Ci sono però anche dei rischi legati al suo utilizzo, questi sono riassumibili con: il bullismo on line, la pedofilia on line, furto di identità e la pornografia verbale.
Per quanto riguarda il primi punto sono chiamati così tutti quegli atti di bullismo e molestia che vengono compiuti utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione: cellulare, chat, forum, e-mail. Essere vittime di questo tipo di violenza significa rimanere intrappolati in situazioni che possono far molta paura e dalle quali spesso non si sa bene come uscirne: non è per niente piacevole, oltre ad essere molto pericoloso, per questo bisogna prestare molta attenzione quando “cyber-comunichiamo”. Esistono varie tipologie di atti che rientrano nella definizione di cyberbullismo: un esempio che si verifica sempre più di frequente è l’invio di messaggi, via internet o cellulare, dal contenuto volgare, violento, offensivo o denigratorio.
In internet è facile spacciarsi per qualcun altro, inventando età o caratteristiche fisiche diverse da quelle reali: questo può essere fatto tanto da chi ha intenzioni illecite, quanto da chi è semplicemente timido.
Essendo internet un mezzo capace di attrarre a se molte persone è anche in grado di alimentare dei comportamenti di dipendenza in modo estremamente veloce. Internet ha dato da un lato maggiore visibilità ai pedofili, ma dall'altro questo fa si che possano essere riconosciuti.
Quindi internet può agevolare il pedofilo nella manifestazione della sua devianza.
Il furto di identità è in costante aumento, perché è molto facile da attuare ed è diventata una truffa molto comune.
Il furto di identità è un'informazione ottenuta in modo fraudolento da un criminale che vuole assumere l'identità per fare atti illeciti.
La rete nasconde poi altri pericoli, che si insidiano in realtà ritenute innocue come le community virtuali in tutte le loro le loro espressioni: social network, forum, chat e blog. Ne esistono tantissime e sono molto amate dai teenager. Il pericolo ha un nome e si chiama pornografia verbale.
Con pornografia verbale intendiamo l'esposizione a a contenuti testuali di carattere sessuale esplicito

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