Prima Prova Maturità 2012 - Tracce

Cristina Montini
Di Cristina Montini

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I testi completi delle tracce d'esame della maturità 2012 sono in allegato, scaricabile gratuitamente cliccando sul download.

Qui di seguito trovate alcuni estratti delle tracce proposte

Analisi del testo su Eugenio Montale – Ammazzare il tempo
Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a carattere di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, con il futuro status di Berlino o con l’eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d’ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. Nessuna guerra impedirà l’umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semi distrutto che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d’oggi. Anzi, virgola oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso.

Qual’ora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l’uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c’è un’uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all’uomo d’oggi di domani.
Non penso all’automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o a tre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l’uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà un ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo. Perchè si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche e sopratutto, per accrescere i bisogni dell’uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili si tiene l’uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero.
Passare il tempo dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto e poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi.

Domande dell’analisi del testo:
1. Comprensione del testo: riassumi testi e argomenti principali del testo
2. Analisi del testo:
2.1 – Quali sono i problemi risolvibili secondo Montale?
2.2 – Spiega il significato che Montale attribuisce all’espressione “Ammazzare il tempo”
2.3 – Perché si accrescono i “bisogni inutili” e si inventeranno “nuovi tipi di lavoro inutile”?
2.4 – Noti nel testo la presenza dell’ironia? Argomenta la tua risposta.
2.5 – Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza
3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti: sulla base dell’analisi condotta , ricerca la visione del mondo espressa nel testo e approfondisci la ricerca con opportuni collegamenti ad altri testi di Montale. Alternativamente, soffermati sul grado di attualità / inattualità dei ragionamenti di Montale sul lavoro e sul tempo


Saggio breve/articolo giornale di ambito socio economico sui giovani e la crisi -
“La crisi dell’economia ha lasciato per strada, negli ultimi tre anni, più anni, più di un milionie di giovani lavoratori di età compresa tra i 15 ed i 34 anni. E cono stati soprattuto loro a pagare il contro della turbolenza economica e finanziaria che da anni investe l’europa e l’italia, fiaccandone la crescita. Tra il 2008 ed il 2011, infatti, l’occupazione complessiva in Italia è scesa di 438 mila unità, il che significa che senza il crollo dell’occupazione giovanile ci sarebbe stata addirittura una crescita dei posti di lavoro. Tra il 2008 e il 2011, secondo i dati dell’Istat sull’occupazione media, i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 34 anni sono passati da 7 milioni e 110 mila a 6 milioni e 56 mila. La diminuzione dei giovani occupati, pari a 1 milione 54 mila unità, ha riguardato sia gli uomini che le donne, più o meno nella stessa proporzione (meno 662 mila posti di lavoro tra gli uomini, meno 432 mila tra le giovani donne) ed in mdo più intenso il Nord ed il Sud del Paese che non il centro”

Mario Sensini, Crolla l’occupazione tra i 15 e i 35 anni “corriere della sera” 8/04/2012

“giovani al centro della crisi” In Italia l’11 % dei giovani sdi 15-24 anni, e addirittura il 16% di quelli tra 25 e 29 anni, non è interessato né a lavorate né a strudiare, mentre la media europea è opari rispettivamente al 3,4% e all’8,5%. Di contro, da noi risulta decisamente più bassa la percentuale di quanti lavorano: il 20% tra i 15-24 enni(la media Ue p del 34,1%) e il 58,8% tra i 25-29enni (la media Ue è del 72,2%). A ciò si aggiunga che tra le nuove generazioni sta progressivamente perdendo appeal una delle figure centrali del nostro tessuto economico, qualla dell’imprenditore. Solo il 32% dei giovani di 15-34 anni dichiara di volere mettere us un’attività in proprio, meno che in Spagna (56,3%), Francia (48%), Regno unito (46%) e Germani a(35%)

La mobilità che non c’è, questione di cultura e non di regole. I giovani sono oggi i lavoratori su cui grava di più il costo della mobilità in uscita. Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 soggetti con 35-44 anni. Solo in 32 casi si è trattato di persone con 45 ani o più. L’Italia presenta un tasso di anzianità aziendale ben superiore a quello dei principali Paesi europei. Lavora nella stessa azienda da più di dieci anni il 50,7% dei lavoratori italiani, il 44,6% dei tedeschi, il 43% dei francesi, il 34% degli spagnoli e il 32,3% degli inglesi. Tuttavia, solo il 23,4% dei giovani risulta disponibile a trasferirsi in altre regioni o all’estero per trovare lavoro”
45° Rapporto Censic, Lavoro, professionalità, rappresentanze, Comunicato stampa 2/12/2011

“Il lavoro che si riesce a ottenere con un titolo di studio elevato non sempre corrisponde al percorso formativo intrapreso. LA coerenza tra il titolo posseduto e quello richiesto per lavorare è, seppur il lieve misura, più elevata tra i laureati in corsi lunghi piuttosto che tra quanti hanno concluso il titolo posseduto nel 69% dei casi mentre tra i laureati triennali tale percentuale scende al 65,8%. D’altra parte a valutare la formazione universitaria effettivamente necessaria all’attività lavorativa svolta è circa il 69% dei laureati sia che i corsi lunghi sia di quelli triennali. Una completa coerenza tra titolo posseduto e lavoro svolto – la laurea, cioè, come requisito di accesso ed effettiva utilizzazione delle competenze acquisite per lo svolgimento dell’attività lavorativa- è dichiarata solo dal 58,1% dei laureati nei corsi lunghi e dal 56,1% dei laureati triennali. All’opposto, affermano di essere inquadrati in posizioni che non richiedono la laurea sotto il profilo né formale, né sostanziale il 20% dei laureati in corsi lunghi e il 21,4% di quelli triennali”

ISTAT – Università e lavoro: orientarsi con la statistica

“Che storia, e che vita incredibile quella di Steve Jobs […] Mollò gli studi pagati dai genitori adottivi al college di Portland, in Oregon, dopo pochissimi mesi di frequenza. Se ne partì per un viaggio in India, tornò, e si mise a frequentare soltanto le lezioni che gli interessavano. Ovvero, pensate un po’, i corsi d calligrafia. [-…] Era furoi dagli standard in ogni dettaglio, dalla scelta di presentare personalmente i suoi prodotti da palchi teatrali, al look ultra minimal, con i suoi jeans e i suoi girocollo neri alla Jean Paul Sartre. “Il vostro tempo è limitato – disse l’inventore dell’iPod, l’iPhone e l’iPad agli studenti di Stanford nel 2005- Non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciare che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario”
Giovanna Favaro, Steve Jobs, un folle geniale “La Stampa”


Saggio breve/articolo di giornale di ambito artistico letterario su "Il labirinto"
Documenti allegati: quadri e test di Picasso "Minotauromachia", Pollock "Pasiphae", Escher "La relatività", Ariosto, Picasso, Calvino ed Eco.


Saggio breve/articolo giornale di ambito storico-politico su Bene comune
Testi di San Tommaso D'Aquino e Rousseau

Tema storico su Hannah Arendt e lo sterminio degli Ebrei
Il sottosegretario Josef Buhler. L’uomo più potente in Polonia dopo il governatore generale, si sgomentò all’idea che si evacuassero ebrei da occidente verso oriente, poiché ciò avrebbe significato un aumento del numeri di ebrei in Polonia, e propose quindi che questi trasferimenti fossero rinviati e che “la soluzione finale iniziasse dal Governatorato generale, dove non esistevamo problemi di trasporto” I funzionari del ministero degli esteri presentarono un memoriale, preparato con ogni cura, in cui erano espressi i desideri e le idee del loro dicastero in merito alla soluzione totale della questione ebraica in Europa” ma nessuno dette gran peso a quel documento. La cosa più importante, come giustamente osservò Eichmann era che i rappresentanti dei vari servizi civili non si limitavano ad esprimere pareri, ma avanzavano proposte concrete. La seduta non durò più di un’ora e mezzo, dopo di che ci fu un brindisi e tutti andarono a cena – “una festicciola in famiglia per favorire i necessari contatti personali. Per Eichmann, che non si era mai trovato in mezzo a tanti “grandi personaggi”, fu un avvenimento memorabile: egli era di gran lunga inferiore, sia come grado che come posizione sociale, a tutti i presenti. Aveva spedito gli inviti e aveva preparato alcune statistiche (piene di incredibili errori= per il discorso introduttivo di Heydrich – bisognava uccidere undici milioni di ebrei, che non era cosa da poco – e fu lui a stilare i verbali. In pratica funse da segretario, ed è per questo che, quando i grandi se ne furono andati, gli fu concesso di sedere accanto al caminetto in compagnia del suo capo Muller e di Heydrich “ e fu la prima volta che vidi Heydrich fumare e bere”. Non parlarono di “affari” ma si godettero “un po’ di riposo” dopo tanto lavoro, soddisfattissimi e -soprattutto Heydrich –molto su di tono.
Hannah Arendt, LA banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrienelli, Milano 1964, dal Capitolo settimo: La conferenza di Wannasee, ovvero Ponzio Pilato
Il candidato, prendendo spunto dal testo di Hannah Arendt, si soffermi sullo sterminio degli ebrei pianificato e realizzato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.


Saggio breve/articolo giornale di ambito scientifico su Responsabilità tecnologica
Hans Jonas "Principio di responsabilità un'etica e la responsabilità tecnologica"


Tema di carattere generale su “Avevo vent'anni sogni e stili delle nuove generazioni”
Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della mia vita” (Paul Nizan, Aden Arabia, 1931)
Il candidato rifletta sulla dichiarazione di Nizan e discuta problemi, sfide e sogni delle nuove generazioni

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