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“Destra e sinistra”:
Articolo di giornale da destinare a un giornale scolastico.

Svolgimento

Titolo: Destra e Sinistra: l’eterno dibattito continua.

Roma - Negli ultimi mesi, i recenti scandali politici, hanno riportato in auge l’eterno dibattito sulla distinzione fra destra e sinistra e di conseguenza, a quale delle due correnti sia meglio affidare la sorte del nostro Paese, o in maniera forse meno melodrammatica affidare il nostro voto affinché meglio si realizzi quello che è definito in modo forse un po’ romantico come il “bene nazionale”.
Negli ultimi due secoli sono stati sprecati fiumi e fiumi di inchiostro per mettere in risalto pregi e difetti di ognuna, basti pensare al grande filosofo Norberto Bobbio che individua quattro filoni di pensiero: dall’estrema sinistra (con esempio il giacobinismo), all’estrema destra (nazismo) passando per il centro composto da moderati di vari schieramenti politici.

Per non complicare troppo il discorso e addentrarsi in complicati ragionamenti politici che vengono meglio affrontati in altre sedi, soffermiamoci solo su un punto: oggi ha senso parlare ancora di destra e sinistra?Esistono ancora la destra e la sinistra?Cosa ne pensa la gente, intesa come il popolo di elettori?
Dopo il referendum abrogativo del 12 e 13 Giugno, di sicuro è stato sfatato un mito, quello secondo cui agli italiani non importa nulla della politica e del futuro del loro Paese. Si pensi anche alle sempre più frequenti manifestazioni di piazza, al popolo di studenti e precari che ogni giorni crea nuove associazioni, nuove petizioni al Parlamento per garantirsi un futuro forse migliore rispetto a quello che si prospetta attualmente. Per avere conferma di ciò non bisogna solo riferirsi ai siti ufficiali dei partiti e dei quotidiani, basta curiosare fra i vari profili facebook e blog della rete in cui ci si rende conto dello spirito di ribellione, della voglia di cambiamento, della vena di protesta che sta animando gli italiani, soprattutto i giovani, spesso accusati di apatia nei confronti del loro futuro. Purtroppo la protesta non è stata solo virtuale, spesso ha travalicato addirittura i confini della legalità, provocando addirittura spargimenti di sangue e vetrine infrante nelle piazze teatro delle manifestazioni; ricordandole in questo articolo non si intende certo farne un’apologia ma piuttosto si vuole riflettere su un aspetto: la veemenza con cui stanno esplodendo i sentimenti di frustrazione e di voglia di cambiamento delle nuove generazioni. C’è chi, forse spinto da uno spirito un po’ nostalgico, parla di “nuovi anni di piombo”, o addirittura di un nuovo ’68. Ma questo vento di cambiamento mette in evidenza un altro fatto, fatta eccezione per alcuni gruppi estremisti, quello che emerge è la voglia di cambiare tutta la classe dirigente, tutto il sistema, a prescindere dai colori di partito. Si vuole il reale rispetto dei valori della democrazia, della Repubblica, dei diritti umani, dei diritti di ogni cittadino come uomo e lavoratore. Non bastano le leggi del Parlamento, occorrono i fatti. L’attuale classe politica pensa ai suoi interessi, è prigioniera di alleanze e giochi di potere all’interno del “Palazzo”, non pensa seriamente a ciò che serve alle nuove generazioni. La società sta cambiando, la classe politica no. Forse non esistono nemmeno più le tanto decantate “destra” e “sinistra”. Esiste solo una classe politica disorganizzata, che ha perso la credibilità del suo popolo con i recenti scandali mediatici, forse ancora più di quanto non lo avesse fatto prima con le promesse non mantenute, sia dalla destra che dalla sinistra.
Senza fare nomi, dal popolo italiano sembra emergere un unico coro diretto a tutti i politici di qualunque schieramento: “mettete da parte i vostri interessi meschini, pensate all’evolversi dei tempi, ai ragazzi che si affacciano nel mondo del lavoro, date loro la possibilità di cambiare le sorti del loro futuro. La vita è una ruota che gira, il vostro giro lo avete terminato. Concludete il vostro compito creando per le nuove generazioni un ambiente di stimoli e di incoraggiamento, non di ostacoli e delusioni. Basta con il nepotismo e le raccomandazioni, rendete effettiva la meritocrazia”. Si potrebbe continuare all’infinito. La destra e la sinistra o ciò che di esse rimane ci ascolteranno?Come disse qualcuno, ai posteri l’ardua sentenza.

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