Friedrich Wilhelm Nietzsche scrisse “Dio creò la donna. E, a dir il vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere molte altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio”. Ecco quello che si pensava della donna. Sì, perché la donna, nel corso della storia, è stata spesso discriminata e confinata al ruolo limitato della procreazione. Ma l’uomo no. Non era, infatti, l’uomo che accudiva la prole, veniva sfruttato nelle fabbriche o non poteva avere un’istruzione perché considerato inferiore. Col passare del tempo fino al Duemila la condizione femminile si è evoluta: basti pensare al 1902, quando venne emanata la prima legge che cercò di migliorare la condizione delle donne lavoratrici o al 1946, quando le donne si recarono per la prima volta alle urne, o, ancora, alla fine del XIX secolo, quando il settore dei servizi e dell’amministrazione pubblica consentì alle donne di praticare lavori meno faticosi, come quello di infermiera o insegnante. Anche nell’ambito familiare la situazione si è evoluta; la donna, infatti, come scopo della sua esistenza, non ha più la semplice procreazione, ma quello di essere una madre attenta e premurosa. Nonostante tutte queste metamorfosi avvenute nel corso di anni, decenni e secoli, credo che le “pari opportunità” tra uomo e donna non siano state effettivamente realizzate. Quante sono le donne che vanno al lavoro, mentre il marito riordina casa e si occupa dei figli? Quante donne hanno la possibilità di intraprendere la carriera politica?Per quanto riguarda l’ambito politico, si ritiene che la donna abbia fatto passi da gigante, in quanto è stato riformato l'art. 51 della Costituzione, per cui sono state introdotte le pari opportunità sul lavoro, ma la presenza femminile in questo “mondo” risulta ancora limitata. C’è chi ha il coraggio di affermare che oggi le donne, non solo hanno pari opportunità rispetto agli uomini, ma sono addirittura più agevolate; si affermano,infatti, in moltissimi campi, in cui superano di gran lunga gli uomini per la loro intraprendenza e tenacia. Ma io non credo in questo, come non credo che la condizione femminile sia omogenea in tutto il territorio nazionale. Se l’uomo del Sud fa fatica a trovare un’occupazione e il più delle volte è costretto ad emigrare verso il Nord, questo vale anche e soprattutto per la donna. Il Sud risulta,infatti, povero di infrastrutture e posti di lavoro, che, al contrario è in grado di offrire il Settentrione. Secondo altri, invece, la condizione femminile è omogenea in tutta l’Italia, perché spesso la situazione presente al Sud si verifica anche al Nord, quindi da questo punto di vista non ci sono differenze sostanziali. Ma com’è possibile affermare questo, quando il problema del Sud non riguarda solo il lavoro?In questa parte dello “stivale” le donne sono sottoposte troppo spesso alle angherie da parte della ‘Ndrangheta e della Camorra, mentre al Nord queste organizzazioni mafiose non hanno trovato il modo di imporsi. Nonostante ciò, credo che in questo “processo femminile” ci sia una nota positiva: è senz’altro evidente una grande differenza tra la situazione passata e quella presente. Dall’impossibilità di avere un’istruzione ed un lavoro, le donne sono arrivate a frequentare università di alto livello e ad intraprendere lavori di dignità nettamente superiore; dalla condizione di schiave ed emarginate, esse sono giunte ad imporsi in tutti i campi, raggiungendo i vertici della società. Altri credono, invece, che l’esistenza sia stata sempre più gratificante per le donne che non per gli uomini: già la castellana se la passava meglio dei suoi vassalli e dei servi della gleba, le regine meglio dei loro sudditi. Ma si tratta di una ristretta minoranza, mentre il resto delle donne, come ho già detto, era confinato a ruoli non degni di loro e, soprattutto, non paritari con quelli degli uomini; perché lo sfondo dell’immagine che io ho del mondo non è dipinto né di rosa, né di azzurro, in quanto nessuno dei due sessi deve imporsi sull’altro, ma si deve solo cercare di vivere in una comune armonia sulla base di una parità di diritti e doveri. La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta e accanto al cuore per essere amata.

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