Uomo e trascendente - Tesina

Tesina per liceo scientifico s sul rapporto tra uomo e trascendente. Tesina maturità argomenti: Dante e il "trasumanar" , il potenziamento psicofarmacologico, l'analisi linguistica.

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  • 06-07-2014
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Introduzione Uomo e trascendente - Tesina

La mia tesina di maturità descrive il rapporto tra uomo e trascendente. Ho imparato la curiosità dall’altra parte dell’Atlantico. Frequentavo la terza, vinsi una borsa di studio per un anno da exchange student negli Stati Uniti. Accettai con l’entusiasmo di chi vede realizzarsi un desiderio coltivato a lungo. Ho frequentato il quarto anno a Chatham Hall, un collegio sperso nei prati della Virginia del sud dove ho imparato, fra un seminario su Joyce e una gita a Washington, a non farmi scrupoli nel porre domande.
Ho imparato presto che un ambiente così estraneo al mio non sarebbe diventato familiare per semplice osmosi. Ho imparato a fare domande senza pormi troppi scrupoli. Domande sulla scuola, sulle abitudini quotidiane, sugli oggetti che non conoscevo, sui metodi di studio e insegnamento, sulle notizie locali –le persone che incontravo non avevano problemi a rispondermi, si sentivano orgogliosi, immagino, di potermi iniziare al loro vissuto quotidiano e comunitario.
È stato così, chiacchierando in quel modo un po’ impacciato, un po’ inquisitorio tipico di un’estranea decisa ad andare oltre le difficoltà della lingua pur di capire e farsi capire, che ho sentito parlare per la prima volta dell’ADHD. ADHD –mi sono affrettata a domandare il significato di un acronimo tanto scorrevole, sta per Attention Deficit and Hyperactivity Disorder. Si tratta di un disturbo dello sviluppo diagnosticato a circa il 5% della popolazione in età scolare negli Stati Uniti. I sintomi comprendono disattenzione, iperattività, difficoltà a mantenersi concentrati a lungo, difficoltà di autocontrollo, incostanza –con tutte le possibili conseguenze sul rendimento accademico e la vita sociale. Esistono dei farmaci per curare l’ADHD –Ritalin, Adderal, prescritti regolarmente da medici previa diagnosi.
Sono rimasta colpita. Perché un disturbo del genere era diagnosticato in Europa così raramente che non ne avevo mai sentito parlare? Cosa potevano avere di così diverso gli affetti da questo disturbo? Ragazze normali, vivaci, esuberanti, come ne conoscevo tante a casa. Immaginavo quanto sarebbe dovuto essere complicato distinguere fra un individuo “sano”, un bambino normalmente energico, curioso, “fisiologicamente” insofferente alle prime regole apprese a scuola e in famiglia, e un “malato” di ADHD.
Intuivo la facilità con cui potessero presentarsi situazioni ambigue, e mi chiedevo come venissero valutate. I miei dubbi sono cresciuti nello scoprire che i ragazzi e le ragazze affetti da ADHD godono di privilegi ambiti, fra cui un “canale preferenziale” di svolgimento dei test di ammissione al college, vero campo-gara di generazioni di adolescenti.
Scoperto questo, la mia ricerca riportata nella tesina ha preso una piega differente: quale potrebbe essere l’effetto dei medicinali usati per trattare l’ADHD su pazienti sani? In fondo, chi non desidererebbe migliori capacità di memorizzazione e concentrazione? In altre parole, quanto diffusamente si abusa dell’ambiguità diagnostica dell’ADHD per ricevere tutti i vantaggi del caso? Ho deciso di porre le mie domande a più persone: studenti di college, liceali, professori di scuole pubbliche e private. Le risposte hanno confermato quanto ho scoperto da articoli di giornale, statistiche su base nazionale e pubblicazioni accademiche. Uno studio condotto nel 2013 fra gli studenti di medicina di quattro università di Chicago ha rivelato che il 20% ha fatto uso di psicostimolanti come sostegno allo studio, con una frequenza media di 10-12 volte al mese. Nonostante l’uso/abuso di tali farmaci sia ancora piuttosto scarso nelle scuole superiori (high school) si attestano picchi di crescita dal 6.9% al 16.2% di studenti universitari “sani” che consumano –anche saltuariamente- farmaci prescritti per disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento. Secondo un articolo pubblicato su “The New Yorker”, l’ambiente competitivo dei college più prestigiosi e le difficoltà legate al processo di ammissione sono fra i fattori che hanno influito più pesantemente sulla rapida diffusione di diagnosi di ADHD oltre che di consumo “off-label” (cioè per condizioni non testate dalla casa di produzione del farmaco) di Adderal e Ritalin, fra gli altri.
Traduzione e analisi dei punti salienti fra le risposte fornite da studenti, professori e neolaureati riguardo l’uso e l’abuso di medicine per il trattamento di ADHD a livello scolare.
Nota: gli intervistati hanno preferito mantenere l’anonimato.

V. (College Counselor).: “[…] agli studenti sono stati diagnosticati problemi svolgimento [dei test] e garantito tempo extra, e poi [quei ragazzi] sono andati in college di prima scelta (Bowdoin College e Williams College). Non so come sentirmi al riguardo ma istintivamente penso che se si riesce a trovare il “giusto tutor” per i test, ci si può fare scrivere una diagnosi per ricevere tempo extra [...] ci sono sicuramente degli abusi nell’uso di questi medicinali, tuttavia possono anche essere molto efficaci quando usati in modo appropriato e responsabile […] penso che i bambini abbiano avuto problemi del genere [ADHD] da sempre, e prima che l’uso di questi medicinali diventasse una pratica comune, alcuni/molti di loro imparavano a usare una varietà di meccanismi di compensazione”
A. (Professore – High school): “Per quanto riguarda gli studenti a cui non sono prescritti i medicinali [per l’ADHD], non credo davvero ci sia una larga o anche solo significativa porzione di questi che li prende di nascosto. Non posso immaginare che i benefici possano essere così allettanti da spingere molta gente ad affrontare i rischi di auto-prescrivere e auto-medicarsi in maniera simile”
M. (Studente - College): “Non ho mai fatto uso di nulla di simile ma so che tantissime persone a Dartmouth [College] prendono l’Adderall (la medicina per l’ADHD) anche se non gli è stato diagnosticato l’ADHD perché li aiuta a concentrarsi e a studiare”
C. (Studente - College): “So anche di studenti che fanno uso di Adderall e Ritalin per studiare così da essere più concentrati mentre studiano e ritenere meglio le informazioni e essere in grado di studiare più a lungo, sia che abbiano l’ADHD o meno. Direi che di solito se ne fa uso quando uno studente ha un gran numero di test (di solito gli esami finali) in un breve periodo per riuscire a concentrarli tutti insieme. Direi che è una cosa normale da fare nel senso che quando sento di qualcuno che lo fa non ne sono sorpresa.[…] Al liceo non ricordo nessuno che ne faceva uso, era più all’università.”
K. (Studente – High School): “Credo che gli stimolanti offrano un vantaggio ingiusto, specialmente costosi integratori di vitamine o medicine a cui solo alcuni studenti possono avere accesso […] penso però che [a volte] le medicine hanno come minimo dato alla persona che le prendeva la sicurezza di sé che ha permesso di avere migliori risultati.”

Collegamenti

Uomo e trascendente - Tesina

Italiano - Dante e il "trasumanar" (Paradiso Canto 1) .
Scienze - Potenziamento psicofarmacologico: l'azione di Ritalin, Adderall e Provigil sulle terminazioni assoniche della corteccia prefrontale .
Fisica - Stimolazione transcranica non invasiva (magnetica e a correnti dirette).
Filosofia - Analisi linguistica, logica, gnoseologica, ontologica ed etica del potenziamento cognitivo .(riferimenti a Wittgenstein, Aristotele, Kant)
Inglese - Brave New World by Aldous Huxley.

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