Vampiro: un anti-eroe

Tesina multidisciplinare per il liceo linguistico (inglese-francese-tedesco). Percorso approfondito sulla funzione della figura del vampiro in tutte le materie.

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  • 04-07-2008
E io lo dico a Skuola.net

Introduzione
Potrà sembrare strano che come tesina d’esame voglia presentare un argomento così poco consueto come questo, sulla figura simbolica e mitologica del vampiro.
In quest’ultimo secolo si è abusato talmente tanto del suo nome, in tutti i campi, che pare essersi svuotata di qualsiasi significato.
Ed è attraverso il mio percorso che vorrei provare a spiegare come, il vampiro, nel corso dei secoli, abbia avuto un significato molto più profondo dell’attuale o, a volte, un ruolo semplicemente diverso.
Infatti, oltre al suo valore puramente mitologico, la figura del vampiro ha avuto spesso il ruolo di rappresentare, in maniera allegorica, la parte più oscura del nostro essere.

Questa figura è stata definita anche come l’anti-eroe dell’estetismo.
Infatti, anche solo prendendo in considerazione la società odierna, possiamo notare quanto sia predominante la tendenza a catalogare, cose e persone, secondo la categoria del bello o del brutto, e di come queste ultime presentino confini sempre più labili. Qui, su questo confine, s’inserisce la figura del vampiro.

Egli, infatti, nonostante la natura principalmente malvagia, è da sempre rappresentato come una creatura affascinante, che suscita nell’animo umano sentimenti divisi, di attrazione e repulsione, stupore e terrore, curiosità e incubo.
Così, si configura come una dimensione simbolica privata dell’uomo in cui si proiettano sentimenti opposti (paura/desiderio) verso ciò che è diverso da noi.

Egli, eticamente opposto al bene ed esteticamente opposto al bello, crea una figura che racchiude così in sé tutta la bellezza del brutto, andando ad occupare un posto complementare nel cosmo dell’estetica, con uguale coinvolgimento e efficacia sensoriale.

La categoria del vampiro e del vampiresco si configura così di straordinaria importanza nella letteratura moderna, poiché rappresenta la chiave attraverso la quale svelare tendenze ed aspirazioni dell’uomo, assumendo il ruolo di specchio.
Quindi, la sua metafora, si propone come una presa di coscienza della propria condizione attuale, attraverso la quale iniziare la reale ricerca di un’identità.

A partire da queste considerazioni ho voluto così sviluppare l’argomento, ampliandolo poi con alcune analisi nella letteratura, ma non solo, della figura di questo personaggio che molto ha influenzato diversi e grandi autori, ognuno dandogli un significato differente, una metafora attraverso la quale cercare di spiegare l’uomo e i suoi comportamenti, o semplicemente evocare la sua funzione mitologica.

Con stupore ho notato come la produzione letteraria sui vampiri sia veramente interminabile a partire dalla letteratura latina a quella contemporanea.

Un’altra cosa che stupisce di questa figura, è la sua straordinaria capacità di adattamento alle diverse epoche e, dunque, al gusto dei lettori. Ogni tempo ha avuto il suo vampiro, in conformità a ciò che gli si chiedeva di essere, o per meglio dire, a ciò che gli si chiedeva di riflettere.
Questa prolificità e questo continuo mutare sono capacità che si sono sviluppate soprattutto negli ultimi due secoli, ma le sue radici sono ben più lontane.

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